Le reazioni

Salvini su Vannacci: un ingrato, suo posto in Ue è della Lega. La replica del generale: il traditore è lui

L’ex presidente della Regione Veneto sull’opportunità che Vannacci si dimetta dal Parlamento europeo: «Lui è lì grazie ai voti della Lega è stato eletto con il nostro simbolo e con il tam tam di un partito che ha dei militanti veri»

di Redazione Roma

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini durante la conferenza stampa della Lega “Io Voto Si” in vista del referendum sulla Giustizia, presso la Camera dei Deputati, Roma, 04 febbraio 2026. ANSA/ANGELO CARCONI  Gestures

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“Cito il libro della professoressa Parsi, recentemente scomparsa, Ingrati”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, nella conferenza stampa alla Camera, commenta la fuoriuscita di Vannacci dal partito parlando di “capitolo chiuso”. “Dispiace che occupi a Bruxelles un posto che gli elettori avevano destinato alla Lega”. Nel Carroccio monta a tutti i livelli una protesta contro la decisione di un futuro autonomo. “Io sleale? È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione”, la replica del generale. “Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma”. Dunque è Salvini “che ha tradito le promesse in qualche modo”.

Il caso di Vannacci “non mi pare un argomento di fondamentale importanza per i destini della Repubblica”, queste invece le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani riguardo l’uscita del generale dalla Lega. “Sarà una forza politica come tante altre, poi saranno gli elettori a decidere la forza di questo movimento.

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Vannacci: «de Gaulle una figura importante, mi piacerebbe fare qualcosa di simile»

“Charles de Gaulle è una figura molto importante, ha rappresentato il punto di attrazione della destra dell’epoca e questo vorrei in qualche modo cercare di rappresentare anche io”. Così Roberto Vannacci a Realpolitik su Retequattro in onda stasera replica a chi gli chiede quale siano le principali personalità di riferimento. “Strano abbiano detto Bannon, pensavo avessero detto la massoneria... Non credo che siamo sulla strada giusta: i finanziatori se ci saranno saranno le persone che credono in questo progetto e che sono rimaste pure nella loro identità e che si possa cambiare l’Italia”. E aggiunge: “Io questa cosa la faccio per dare voce a chi crede in questi principi e valori e voglio fare un partito di destra vera che non vuol dire estrema ma forte e determinata e che non è la brutta copia della sinistra. Ed è chiaro che questa destra vera si presenta come interlocutore dei partiti di destra e del centrodestra, le teorie che io mi sia messo d’accordo con qualcuno per far fallire Meloni sono grottesche, assurde. E’ chiaro che questa è l’intenzione poi - sa - devono essere bilaterali”.

Zaia: correttezza non è stata ripagata

A distanza di poche ore dalla diffusione della notizia dello strappo definitivo tra Roberto Vannacci e la Lega di Matteo Salvini, con il generale che ha deciso di mollare gli ormeggi per intraprendere una corsa in solitaria, ovvero il nuovo soggetto politico “Futuro Nazionale”, il dibattito a livello politico è ancora acceso, e le reazioni non si sono fatte attendere, soprattutto dal fronte del Carroccio. «È innegabile che a Roberto Vannacci abbiamo spalancato le porte del partito come mai era accaduto con nessuno», è il commento di Luca Zaia, rilasciato in un’intervista al Corriere della Sera.

Vannacci lancia “Futuro Nazionale”: verso l’addio alla Lega e un nuovo partito

«Salvini ha dimostrato di essere inclusivo e corretto, nell’ottica della perfetta ospitalità, per cui l’obiettivo è il far sentire l’ospite come un principe ma questa correttezza non è stata ripagata. Strada facendo - ha aggiunto l’ex presidente della Regione Veneto - ci siamo trovati a dover rispondere a continue provocazioni e anche ad affermazioni che non erano per nulla in linea con il Lega pensiero come era già stata espresso pubblicamente. C’è stata una premeditazione». Quanto all’opportunità che Vannacci si dimetta dal Parlamento europeo, Zaia ha detto: «Lui è lì grazie ai voti della Lega è stato eletto con il nostro simbolo e con il tam tam di un partito che ha dei militanti veri ma ripeto: cosa fatta capo ha. Ci servirà da lezione».

Fedriga: si dimetta, non si usino gli elettori come taxi

“Pensare di utilizzare non una forza politica, ma degli elettori come un taxi, per poi scendere quando fa comodo, penso che sia svilente per tutti”. Duro il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, in riferimento all’abbandono della Lega da parte di Roberto Vannacci. “Uno legittimamente può cambiare idea - ha detto Fedriga ai giornalisti a Trieste - e lui evidentemente l’ha cambiata. Ma altrettanto doverosamente dovrebbe dare le dimissioni dall’incarico che ha avuto tramite quelle idee e tramite quegli elettori, non nel rispetto della Lega, ma nel rispetto dei cittadini italiani e degli elettori italiani”. Parlando delle reazioni di Matteo Salvini, Fedriga ha aggiunto: “C’è evidentemente un tradito e un traditore. Io sono sempre da parte delle persone leali, non di chi tradisce”.

Zaia a Radio24: Da Vannacci dichiarazioni imbarazzanti, non temo fuga dalla Lega

Siri: «Con addio di Vannacci recupereremo voti»

Sulla stessa linea, ovvero quella che vede l’addio di Vannacci non come un colpo per il partito ma come l’occasione per riprendere la corsa dei consensi, è Armando Siri, capo dei dipartimenti della Lega, che in un’intervista a La Repubblica ha confidato: «Molti militanti si sentono traditi da chi è stato votato per rappresentarli e che decide di lasciare il partito per un’avventura probabilmente piu egotica che politica. Ma questo abbandono ci offra l’opportunità di riavvicinare tante migliaia di elettori che proprio per dissonanza con i toni e la grammatica utilizzata avevano deciso di allontanarsi». Quanto poi a quanti parlamentari potrebbero lasciare la Lega per seguirlo, secondo Siri si tratta di «forse un paio» mentre «molti altri invece, anche nei territori, che inizialmente e in buona fede lo hanno sostenuto, si stanno tirando indietro. Il tradimento in politica non è mai di buon auspicio. Ma penso neanche nell’esercito. Si immagini un capo che un attimo prima indossa la divisa della patria e un attimo dopo si è fatto una divisa sua e una patria sua e ti chiede di seguirlo».

Salvini lancia un messaggio a Vannacci: "Chi esce dalla Lega finisce nel nulla"

«L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega non rappresenta un problema per il centrodestra di governo, ma semmai contribuisce a chiarire e rendere ancora più omogenea l’alleanza che oggi guida il Paese». Lo ha dichiarato Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia, intervenendo a Rainews24. «Il centrodestra ha dimostrato in questi anni una forte coesione nell’azione di governo e una sostanziale unità sui grandi temi, dalla politica estera alla sicurezza, dall’economia alle riforme. Una maggiore chiarezza politica rafforza questa alleanza, non la indebolisce. Forza Italia non è interessata a operazioni di corto respiro né a inseguire posizionamenti estremi. Il nostro progetto è chiaro: un centrodestra di governo, europeista, atlantista e fondato su una solida cultura liberale. Chi condivide valori, principi e programmi del centrodestra riformatore è naturalmente libero di dialogare. Ma la forza della nostra coalizione sta proprio nell’aver mantenuto una linea responsabile e coerente, lontana da derive radicali che non appartengono alla nostra storia. La differenza con il centrosinistra è evidente: da una parte un’alleanza compatta e credibile, dall’altra un campo diviso, attraversato da contraddizioni profonde e distanze politiche difficilmente conciliabili», conclude.

I primi post del generale

«È iniziata la macchina del fango. Da giorni, la macchina sparafango gira a pieno regime. Ma a chi nel fango c’è stato davvero, quest’acquetta sporca scivola addosso». Di primo mattino Roberto Vannacci in un post su Instagram rilancia una pubblicazione di ieri sui suoi social network. Nel post, accanto al testo, compare una foto del generale a petto nudo e in abiti militari, con gli stivali coperti di fango. «Roberto Vannacci è un ottimo politico e siamo dei suoi fan, stiamo a vedere cosa succederà» annota intanto il capogruppo di Esn al Parlamento europeo, l’eurodeputato di AfD, René Aust, rispondendo a una domanda riguardo il possibile ingresso del generale nella sua famiglia politica.

Youtrend per Sky Tg24, lista Vannacci al 4,2%

 

La scissione della Lega con la discesa in campo della lista Futuro Nazionale guidata da Roberto Vannacci produce un effetto sul quadro elettorale. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24. In questa prima rilevazione - si legge - la lista si collocherebbe al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al 4%. Il generale toglie più a Fdi (23%) che alla Lega (18%), ma raccoglie anche da altri, indecisi e astenuti. Dal punto di vista delle intenzioni di voto, si legge ancora nell’analisi del sondaggio, l’introduzione della lista Vannacci comporterebbe una erosione di consensi soprattutto a destra: Fratelli d’Italia (-1,1%) e Lega (-0,9%) sono i partiti che registrano le perdite più evidenti, mentre Forza Italia subisce un impatto più contenuto (-0,2%). Nessun effetto significativo emerge invece sul campo del centrosinistra e sulle forze centriste, i cui consensi restano sostanzialmente stabili. L’analisi dei flussi elettorali chiarisce la natura della nuova lista: poco meno della metà degli elettori della lista Vannacci proviene dall’area della destra parlamentare (Fratelli d’Italia e Lega), ma una quota rilevante arriva da formazioni minori, dall’area sovranista extraparlamentare (fra gli altri, Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi). Una quota minoritaria degli elettori di Futuro Nazionale, inoltre, arriverebbe da elettori che in precedenza si collocavano tra astenuti e indecisi (il 13,5% del totale della nuova lista). Nel complesso, i dati suggeriscono che in questa prima fase la lista di Vannacci potrebbe emergere più come fattore di redistribuzione interna all’area di destra e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati. Il profilo personale e politico di Vannacci appare comunque fortemente polarizzante. Tra chi lo conosce, la non fiducia supera di gran lunga la fiducia (53% contro 14%), con una netta segmentazione politica: giudizi relativamente più positivi tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, e livelli di sfiducia quasi totali tra gli elettori di Partito Democratico e Alleanza Verdi-Sinistra. Molto rilevante anche la quota di elettori di centrodestra che sospendono il giudizio, rifugiandosi nel “non so”: addirittura il 48% degli elettori leghisti prende questa posizione, sottolineando la fluidità delle opinioni sulla figura di Vannacci in questo momento di conflitto con l’establishment salviniano.

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