Economia Digitale

L’intelligenza artificiale conquista l’ufficio: boom nell’uso quotidiano

Secondo il nuovo Workforce Index di Slack, l’adozione quotidiana dell’AI tra i lavoratori è aumentata del 233% in appena sei mesi.

di Marco Trabucchi

3' di lettura

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Fino a pochi anni fa, se qualcuno ci avesse detto che un assistente digitale ci avrebbe aiutato a scrivere email, analizzare dati o generare idee creative, avremmo pensato a uno scenario da film di fantascienza. E invece oggi è la nuova normalità: milioni di impiegati lavorano ogni giorno fianco a fianco con algoritmi sempre più sofisticati grazie all’intelligenza artificiale generativa.

Un fenomeno che ha assunto proporzioni sorprendenti. Secondo il nuovo Workforce Index di Slack, l’adozione quotidiana dell’AI tra i lavoratori è aumentata del 233% in appena sei mesi. Un’accelerazione che sta trasformando il modo in cui lavoriamo – e soprattutto il modo in cui percepiamo la relazione tra esseri umani e tecnologia nei contesti professionali.

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I numeri di una rivoluzione silenziosa

L’indagine, condotta su oltre 5.000 lavoratori in Australia, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, racconta una trasformazione epocale: dal novembre 2024, l’adozione dell’AI tra i lavoratori è cresciuta del 50%, il 40% ha lavorato con un agente AI e il 23% ha delegato all’AI alcuni compiti specifici. Chi integra l’AI quotidianamente è il 64% più produttivo e l’81% più soddisfatto rispetto ai colleghi che non la usano. Ma c’è di più: il 96% degli intervistati ha utilizzato l’AI per svolgere attività per cui non possedeva le competenze necessarie, segno che l’intelligenza artificiale sta agendo da moltiplicatore di capacità e acceleratore di crescita professionale, permettendo ai lavoratori di spingersi oltre i limiti delle proprie competenze.

“La rapida adozione dell’AI sta trasformando radicalmente il mondo del lavoro”, spiega Denise Dresser, CEO della piattaforma Slack. “L’accresciuta familiarità e fiducia dei lavoratori nell’AI offre alle aziende un’opportunità tangibile per incrementare produttività e innovazione, rendendo al contempo il personale più sicuro e soddisfatto”.

Millennials alla guida del cambiamento

Contro ogni aspettativa, non è la Gen Z a guidare questa corsa. Sono i Millennials a essere in prima linea nella trasformazione digitale del lavoro. Secondo il report, il 30% di loro dichiara di comprendere a fondo il funzionamento degli agenti AI, superando la Gen Z che si ferma al 22%. Il 68% li usa per attività strategiche come la scrittura, la sintesi e la generazione di idee. Un trend che si riflette anche nei livelli aziendali: il 43% dei dirigenti usa l’AI ogni giorno, contro il 35% dei senior manager e il 23% dei middle manager. In pratica, più si sale nella gerarchia, più l’AI diventa uno strumento di lavoro quotidiano.

Dall’automazione al potenziamento delle competenze

Il report evidenzia un cambiamento paradigmatico nell’approccio all’intelligenza artificiale. Si è passati dall’automazione pura - dove l’AI sostituiva l’uomo in compiti ripetitivi - al potenziamento delle competenze, dove la tecnologia amplifica le capacità umane. In particolare è emerso che le tre principali attività che vengono favorite dall’AI sono l’ottimizzazione della ricerca, ovvero accesso rapido e mirato alle informazioni, eliminando ore di ricerche manuali e permettendo ai lavoratori di concentrarsi sull’analisi piuttosto che sulla raccolta dat; Il supporto alla scrittura e alla comunicazione, dalla redazione di email professionali alla creazione di report dettagliati;

e poi come stimolo alla creatività: il 72% degli utenti si aspetta che l’AI li supporti o automatizzi nel brainstorming.

L’effetto fiducia: più si usa, più ci si fida

Uno dei dati più interessanti emersi è la relazione tra uso e fiducia. Chi interagisce quotidianamente con gli agenti AI è due volte più propenso a fidarsi della tecnologia. Un fenomeno che dimostra come l’esperienza diretta sia il miglior antidoto alle paure e alla diffidenza. “E’ l’esperienza diretta a fare la differenza”, commenta Lucas Puente, VP of Research di Slack. “Quando si inizia a utilizzare gli agenti AI, crescono entusiasmo e fiducia nella tecnologia e si aprono nuove competenze e opportunità nel lavoro di tutti i giorni”.

Un fenomeno che rafforza i legami lavorativi

Contro ogni pregiudizio, l’AI non sta creando distanza tra le persone. Anzi. I lavoratori che utilizzano l’AI ogni giorno hanno il 246% in più di probabilità di sentirsi connesso ai colleghi e dichiarano un senso di appartenenza superiore del 62%. Questa tendenza è particolarmente evidente tra le nuove generazioni: il 34% della Gen Z afferma che l’AI li fa sentire più connessi nel lavoro. Un dato che sfata il mito dell’intelligenza artificiale come elemento isolante, dimostrando invece come possa fungere da catalizzatore per la collaborazione, ma anche di riduzione dello stress e overload informativo.

Il futuro? È già nei processi decisionali

Secondo l’indagine, l’80% dei lavoratori è disposto a usare l’AI per ricerche strategiche nei processi decisionali e l’82% la vorrebbe come supporto per creare presentazioni. L’incremento del 154% nell’uso dell’AI per svolgere compiti in modo più efficace e creativo mostra chiaramente che siamo solo all’inizio di una trasformazione profonda. Con una forza lavoro sempre più coinvolta e fiduciosa, le aziende hanno ora un’occasione irripetibile: abbracciare la rivoluzione digitale non come una minaccia, ma come un’alleata per il futuro.

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