Medio Oriente

La Francia vieta l’ingresso al ministro israeliano Ben-Gvir. Gaza, uccisi 5 poliziotti in raid Idf

Il ministro del Commercio dei Paesi Bassi Sjoerd Sjoerdsma: «Segnale forte a Israele. I Paesi Bassi non intendono contribuire al mantenimento di tale situazione illegale»

Foto IPP/picture alliance/Ilia Yefimovich Gerusalemme - Israele - 02/09/2022    nella foto Il politico israeliano di destra Itamar Ben-Gvir visita il villaggio di Al-Nabi Samuel a nord di Gerusalemme 16878

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir da oggi «è interdetto dall’accesso al territorio francese»: lo ha annunciato su X il capo della diplomazia di Parigi, Jean-Noël Barrot. «Questa decisione fa seguito ai suoi comportamenti inqualificabili nei confronti di cittadini francesi ed europei passeggeri della flottiglia Global Sumud», ha aggiunto, sostenendo comunque che il governo di cui fa parte «disapprova l’iniziativa» della Flotilla stessa. Ieri l’Alto rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha accettato la richiesta del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani di lavorare a sanzioni contro il ministro israeliano Ben Gvir che aveva irriso gli attivisti della Flotilla mentre erano umiliati dai soldati dell’Idf.

Dal canto suo, il vicepremier e ministro degli Esteri italiano è tornato sul tema: «Bisogna far sì che a Gaza si possa procedere con la seconda fase dopo la tregua: la ricostruzione, la ripresa della vita normale, l’arrivo di aiuti umanitari». E a proposito del fronte della guerra in Libano ha detto: «Crediamo che l’Italia anche lì possa svolgere un ruolo importante, soprattutto per rinforzare le istituzioni legittime. È un altro fronte molto delicato insieme a quello siriano». Tajani ha parlato in collegamento con il Festival dell’Economia di Trento. «Israele si renda conto che c’è un limite oltre il quale non si può andare. Siamo amici di Israele, ma essere amici significa anche essere sinceri. Ieri - ricorda il ministro - c’è stato un documento firmato dai quattro grandi Paesi europei: Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna, poi si sono aggiunti altri Paesi, per dire basta alle azioni dei coloni, occupare i territori dell’Autorità Nazionale Palestinese compromette anche la strategia di pace per avere due popoli, due Stati. Siamo stati molto duri, dopo quello che è successo con gli attivisti della flottiglia, con il ministro Ben-Gvir. E mi pare che anche oggi il ministro degli Esteri francesi abbia sostenuto la posizione italiana, cioè quella di sanzionare il prima possibile il ministro della Sicurezza nazionale che è stato responsabile degli atti indegni ai quali abbiamo assistito guardando la televisione l’altro giorno». L’Italia vuole avere «un ruolo attivo di dialogo, di presenza costante, sia a livello europeo sia a livello bilaterale. E insisto molto sulla questione del Libano, perché credo che lì potremmo svolgere un ruolo importante».

Loading...

Sempre su X è arrivato l’annuncio che i Paesi Bassi hanno deciso di vietare l’import dei prodotti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. A scriverlo il ministro del Commercio dei Paesi Bassi Sjoerd Sjoerdsma. «Lanciamo così un segnale forte a Israele. I Paesi Bassi non intendono contribuire al mantenimento di tale situazione illegale. La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che l’occupazione israeliana è illegale e che è in atto l’annessione di ampie zone della Cisgiordania. Questa situazione deve cessare. Ecco perché stiamo adottando queste misure e continuiamo a esortare l’Europa a fare altrettanto», ha aggiunto.

Gaza, uccisi 5 agenti di polizia in raid aereo dell’Idf

Cinque agenti di polizia palestinesi sono stati uccisi in un raid aereo israeliano nel nord della Striscia di Gaza. Lo riferiscono l’ospedale al-Chifa di Gaza city e la polizia locale, che opera sotto autorità di Hamas. Secondo quanto dichiarato dalla struttura sanitaria, oltre ai cinque morti si registrano anche diversi feriti, uno dei quali in condizioni critiche, dopo che un attacco israeliano ha colpito una postazione della polizia nell’area di al-Tuam. La polizia di Gaza ha riferito che il posto di controllo sarebbe stato colpito da due missili. Una fonte militare israeliana ha confermato all’Afp che l’esercito ha preso di mira nella zona “terroristi di Hamas”.

Sulla situazione di Gaza e le traversie della Flotilla ha parlato anche Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, intervistata dal Fatto Quotidiano: «Trovo che ciò che è accaduto alla Palestina abbia aperto un varco facendoci vedere una delle tragedie più profonde del nostro tempo: l’incapacità di riconoscerci davvero come parte della stessa famiglia umana, dopo decenni in cui ci eravamo collettivamente ripromessi di farlo», ha detto Albanese.

Flotilla Italia, nel frattempo, comunica di essere «al settimo giorno di accampamento alle porte di Sirte. Nelle ultime quarantotto ore le nostre delegazioni sono state rifiutate da parte delle autorità della Libia dell’Est, chiudendo di fatto qualsiasi possibilità di dialogo con la Mezzaluna Rossa. Le indicazioni sono state di lasciare qui gli aiuti senza alcuna garanzia e di tornare indietro. Ci opponiamo con decisione a questa richiesta da parte delle autorità di Haftar e chiediamo garanzie che gli aiuti siano consegnati dalla Mezzaluna Rossa alla popolazione di Gaza». Flotilla Italia chiede alla comunità internazionale di fare pressione «affinché questo convoglio possa finalmente fare rispettare il diritto internazionale e garantire il passaggio degli aiuti destinati alla popolazione di Gaza».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti