La guerra

Kiev colpisce due depositi di petrolio russi e Mosca invoca Trump come mediatore

Il Servizio di sicurezza federale russo (Fsb) dice di aver sventato tentativi «senza precedenti» da parte dei servizi speciali ucraini. Il Cremlino loda gli Usa: «Forniscono armi all’Ucraina, ma sono impegnati nel processo di pace». E Rubio sente Parolin «per raggiungere una fine negoziata al conflitto»

 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla con il presidente russo Vladimir Putin durante un incontro per negoziare la fine della guerra in Ucraina, presso la Joint Base Elmendorf-Richardson ad Anchorage, in Alaska (Stati Uniti), il 15 agosto 2025. REUTERS/Kevin Lamarque/Foto d'archivio REUTERS

6' di lettura

English Version

6' di lettura

English Version

Ci sono i droni - oggi è l’Ucraina a colpire, rispondendo ai raid subiti su Kiev nei giorni scorsi e puntando al petrolio di Mosca - e poi c’è la diplomazia, con il Cremlino che sembra accantonare le dichiarazioni muscolari e esplicita l’auspicio di un intervento diretto degli Usa come mediatori nel processo di pace.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Depositi di petrolio sono stati colpiti da droni ucraini e incendiati in Russia, a Tver, capoluogo dell’omonima oblast, e nella regione di Stavropol: entrambe le regioni sarebbero rimaste senza carburante. Lo scrivono i media ucraini, fra cui Unian, citando anche i governatori delle due oblast russe.

Loading...

Ucraina, 1.587° giorno di guerra

Photogallery27 foto

«Nella notte del 9 luglio, i residenti del territorio di Stavropol hanno segnalato delle esplosioni. Inizialmente, la rete ha riferito che il deposito petrolifero Lukoil-Yugnefteproduct di Mikhailovsk era stato attaccato e stava prendendo fuoco.

Allo stesso tempo, il governatore della regione ha scritto che a seguito del raid, è scoppiato un incendio nel territorio di un impianto industriale nella frazione di Vyazniki, nel distretto di Shpakovsky.

Secondo Astra, nel villaggio di Vyaznyki si trova un altro deposito di carburante. Si tratta di un grande centro logistico per la ricezione, lo stoccaggio, il trasbordo e le spedizioni all’ingrosso su piccola scala di gasolio e benzina di varie marche», scrive l’agenzia ucraina Unian, che, citando il governatore, ha detto che molti residenti vengono ora evacuati.

Emergency in Ucraina: popolazione stanca, vittime civili tutti i giorni

Il governatore regionale Vladimir Vladimirov ha confermato l’attacco a un «impianto industriale» non specificato in un post su Telegram.

Il Servizio di sicurezza federale russo (Fsb) ha affermato di aver sventato tentativi «senza precedenti» da parte dei servizi speciali ucraini «con la partecipazione diretta di agenti occidentali» di compiere «una serie di atti di sabotaggio e terroristici contro installazioni militari e contro diversi membri del Ministero della Difesa russo». Lo riporta La Tass. L’Fsb ha aggiunto che gli attentati sono stati sventati «grazie a una serie di misure operative, investigative, di controspionaggio e di intelligence».

A seguito di un attacco di droni delle forze armate ucraine, un dipendente di una compagnia di trasporti è stato ucciso a Pervomaisk, nella parte sotto controllo russo della regione ucraina di Lugansk. Lo ha riferito il governatore russo della regione, Leonid Pasechnik. I droni hanno colpito il parco veicoli di un imprenditore privato, un’area industriale e un camion a Pervomaisk, Krasnodon e Severodonetsk. «Un dipendente di una compagnia di trasporti è stato ucciso a Pervomaisk», ha scritto Pasechnik sulla piattaforma Max.

L’attacco ucraino arriva dopo i raid russi su Kiev. Mentre la Nato era riunita ad Ankara, infatti, dove si trovava anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la Russia ha preso di mira tra la notte e la mattina l’Ucraina, colpendo obiettivi civili e facendo diversi morti.

Financial Times: i droni ucraini hanno messo fuori uso fino al 40% della capacità di raffinazione russa

«La crisi dei carburanti in Russia ha fatto sentire gli effetti della guerra in prima persona a un numero di persone mai visto prima. La carenza di carburante colpisce direttamente circa 50 milioni di russi, ovvero il 35% della popolazione». Lo riporta un’analisi del Financial Times basata sul numero di automobilisti in ciascuna regione colpite dai droni ucraini nelle ultime settimane.

Loading...

«Diversi governi regionali hanno introdotto misure di razionamento, assegnando giorni di rifornimento diversi alle auto con targhe pari e dispari», sottolinea il Ft, ricordando che la pressione è iniziata a maggio, quando l’Ucraina ha intensificato in modo significativo la sua campagna con i droni contro le infrastrutture petrolifere russe.

«Ora su un singolo obiettivo ci sono semplicemente molti più droni rispetto a prima, che sfondano fisicamente le difese, come un cuneo di cavalleria medievale», ha affermato un alto dirigente del settore energetico russo, aggiungendo che «le difese che prima funzionavano non riescono a reggere una tale pressione. Questa è la nuova normalità».

La Russia ha smesso di pubblicare gran parte dei dati rilevanti, ma la maggior parte degli analisti, basandosi su dati secondari e resoconti dei media, stima che tra il 20 e il 40 per cento della capacità di raffinazione sia stata messa fuori uso, spiega il foglio britannico.

«A giugno, la Russia ha raffinato in media 4,1 milioni di barili al giorno, il 28 per cento in meno rispetto al volume medio degli ultimi cinque anni e il 35 per cento in meno rispetto alla sua capacità nominale», ha affermato Borys Dodonov, responsabile degli studi sull’energia e sul clima presso la Kyiv School of Economics.

Cremlino: Usa forniscono armi ma sono impegnati nel processo pace

«A quanto pare il signor Trump era molto impegnato dopo tutti gli incontri ad Ankara, quindi ieri non ha chiamato. Il presidente Putin è sempre disponibile al dialogo. Hanno un rapporto davvero costruttivo, nonostante alcune divergenze che possono sussistere». Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta l’agenzia Interfax. Ieri, durante il suo incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ad Ankara, Trump aveva annunciato di avere in programma una conversazione telefonica con Putin entro la fine della giornata.

Peskov ha anche tenuto a sottolineare che gli Stati Uniti continuano a fornire armi all’Ucraina, ma allo stesso tempo, e a differenza dei Paesi, continuano a cercare di contribuire al processo di pace.

«Da un lato» gli Stati Uniti «continuano a fornire armi» all’Ucraina, «ma a differenza di altri Paesi coinvolti in questo conflitto, gli Stati Uniti restano impegnati e continuano a cercare di contribuire in qualche modo al processo di pace. È attraverso la lente di questo atteggiamento che valutiamo tutte le dichiarazioni», ha detto Peskov, così come riportano le agenzie di stampa russe.

La Russia auspica che gli Stati Uniti tornino a impegnarsi per la risoluzione del conflitto in Ucraina, mentre un’ulteriore escalation potrebbe prolungare il conflitto e costringere la Russia a creare un’ampia zona cuscinetto in Ucraina, ha aggiunto Peskov.

Allo stesso tempo, però, il Cremlino ha messo in guardia l’amministrazione Trump dall’incentivare la pressione sul campo.

«L’innalzamento delle tensioni e le azioni volte all’escalation non contribuiranno in alcun modo al processo di pace», ha affermato Peskov in un briefing con la stampa, così come riportano le agenzie di stampa russe.

Secondo Peskov l’amministrazione statunitense commetterebbe un errore nel credere che la pressione militare possa spianare la strada a un accordo. «Constatiamo alcuni errori di valutazione all’interno dell’amministrazione della Casa Bianca, nel senso che l’escalation e la pressione militare possono contribuire a promuovere una soluzione pacifica. Questo è un approccio fuorviante», ha sottolineato.

Rubio sente Parolin: «Discussi sforzi per fine guerra»

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto un colloquio con il Cardinale Pietro Parolin. Lo riferisce in una nota il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Tommy Pigott, secondo cui i due diplomatici hanno discusso degli «sforzi per raggiungere una fine negoziata alla guerra tra Russia e Ucraina».

Cremlino: la Russia è sempre stata l’avversario principale della Nato

Il portavoce russo non ha risparmiato critiche all’Alleanza atlantica.

«La Nato, l’alleanza atlantica, è di fatto uno strumento creato per la contrapposizione. L’alleanza non ha perso la sua ragion d’essere e continua a perseguire il suo obiettivo. Il principale avversario dell’alleanza è sempre stato, prima, l’Unione Sovietica e, successivamente, il suo Stato successore, la Russia. E così continua a essere», ha dichiarato Peskov al portale di notizie Vesti.

Nella dichiarazione del vertice di Ankara, gli alleati della Nato hanno affermato che la Russia rappresenta una «minaccia a lungo termine» per la sicurezza euro-atlantica e si sono impegnati a destinare 70 miliardi di euro (circa 79,8 miliardi di dollari) in aiuti militari all’Ucraina nel 2026, mantenendo almeno lo stesso livello di impegno anche nel 2027.

Yacht di Putin attraccato nel nord della Russia, forse per proteggerlo da droni Kiev

Dopo aver navigato nei giorni scorsi nelle acque danesi, lo yacht Graceful - la cui proprietà è attribuita a Vladimir Putin - è apparso a Murmansk, nel nord della Russia, in un porto militare vicino alla città di Severomorsk. A sostenerlo è il media danese Dr, che assicura di aver verificato immagini satellitari.

Lo yacht di lusso è lungo 80 metri e dispone, tra le altre cose, di una piattaforma di atterraggio per elicotteri. È conosciuto anche con il nome di “Kosatka”, che in russo significa orca assassina. Inizialmente lo yacht aveva indicato Istanbul come meta del viaggio, in un segnale inviato ai servizi di monitoraggio del traffico marittimo. Prima di arrivare al porto militare di Murmansk, vi sono forti indizi che la Graceful abbia continuato a navigare in convoglio con un cacciatorpediniere russo e la nave russa Voevoda, scrive Dr.

Secondo l’esperto di Russia Flemming Splidsboel Hansen, citato dalla Dr, il viaggio potrebbe anche essere dovuto alla necessità della Russia di riparare la nave. Ma la spiegazione più ovvia è che sia dovuto alle minacce ucraine: «Se lo scopo è quello di portare la nave in salvo è perché gli ucraini hanno sviluppato droni in grado di volare a grande distanza. Possono raggiungere obiettivi a diverse migliaia di chilometri all’interno del territorio russo», ha spiegato l’esperto.

Zelensky: in fase sviluppo sistema antimissile paragonabile al Patriot

Un sistema antimissile paragonabile al Patriot statunitense è in fase di sviluppo in Ucraina con l’aiuto di partner europei nell’ambito di un progetto denominato Freyja. Lo ha confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

«Direi che si tratta di un sistema europeo, ma che rimane sotto la nostra direzione. Questo progetto è il nostro sistema antibalistico, che deve essere equivalente al Patriot in termini di capacità di intercettazione, ma è maggiormente orientato alla produzione di massa ed è meno costoso. Questo è comunque l’obiettivo che ho fissato ai nostri produttori», ha dichiarato il presidente ucraino nel suo messaggio audio rivolto alla stampa.

Un primo incontro con i potenziali partner dovrebbe svolgersi «molto presto in Francia», ha aggiunto senza precisare la data, sottolineando che il progetto richiederà anni per essere completato. Secondo il Financial Times, un intercettore denominato ’FP-7.X’ è stato testato il mese scorso in Ucraina.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti