La guerra si finanzia anche con il riciclaggio tramite evasione, criptovalute e truffe online
La denuncia in un rapporto di Moneyval, organizzazione del consiglio d’Europa. Le soluzioni: confisca, congelamento dei beni, scambio di informazioni e intelligence finanziaria
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I punti chiave
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La guerra alimenta il riciclaggio e il riciclaggio finanziail terrorismo e la proliferazione di armi distruttive. Gli schemi di crimine finanziario con cui si drenano risorse per finanziare i conflitti si strutturano attraverso l’evasione fiscale, l’utilizzo improprio delle criptovalute ma anche truffe telefoniche, false organizzazioni di volontariato e gioco illegale online.
L’allarme, non nuovo, ma di stretta attualità, arriva dal Moneyval, il braccio operativo del consiglio d’Europa dedicato al monitoraggio e al controllo dei fenomeni di riciclaggio globali e dei metodi per contrastarli. Un report pubblicato il 12 marzo evidenzia come i conflitti creino le condizioni per la generazione di proventi illeciti e come questi fondi vengano successivamente riciclati o utilizzati per finanziare il terrorismo e la proliferazione di armi di distruzione di massa.
I metodi usati
Le modalità utilizzate, e messe in luce nel report, sono perfettamente al pari con l’evoluzione tecnologica finanziaria. Accanto ai metodi di evasione e riciclaggio più tradizionali, come la creazione di società di comodo offshore o l’uso di trust opachi, ci sono gli acquisti di beni come tecnologie, micro elettronica, tramite intermediari e triangolazioni con paesi non sottoposti a sanzioni ma anche l’utilizzo di spedizioni attraverso porti intermedi per confondere la reale rotta e i reali scopi dei flussi.
C’è poi tutto il tema degli strumenti di finanza e tecnologia che porta il conflitto a un piano di guerra e riciclaggio ibridi. Tra le casistiche affrontate dal report, si parte dagli attacchi informatici, che compromettono da un lato le informazioni sensibili e dall’altro paralizzano pubblica amministrazione e infrastrutture nazionali critiche, interferendo con i processi decisionali, l’erogazione dei servizi e il coordinamento della sicurezza.
Tra i metodi di criminalità informatica maggiormente utilizzati la distribuzione di malware, la clonazione di carte di credito, gli attacchi di phishing, l’ingegneria sociale (una manipolazione psicologica per ottenere i dati), l’utilizzo delle telefonate con voce registrata per rubare i dati (come il vishing) e l’utilizzo di contenuti online illegali. Anche le piattaforme di crowdfunding, mette in guardia Money Val, vengono sempre più sfruttate per finanziare obiettivi militari, tra cui l’acquisto di armi o componenti a duplice uso.







