Centrodestra

Lega a Roccaraso senza Vannacci. Botta e risposta con Francesca Pascale

La kermesse vede i big di partito (ministri, sottosegretari, parlamentari) chiamati a confrontarsi con militanti e amministratori locali fino al 25 gennaio. Polemiche per un panel su fine vita e temi etici con la partecipazione di Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, da sempre vicina al mondo Lgbtq

di Andrea Gagliardi

Roberto Vannacci e Francesca Pascale

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Invita a votare “per coerenza” contro la conversione in legge del decreto sugli aiuti all’Ucraina, malgrado l’accordo trovato dalla Lega con gli altri partiti della maggioranza per un testo in cui viene data priorità agli aiuti civili su quelli militari. Ha un’agenda fittissima di impegni (ieri era a Ventimiglia per un’incontro organizzato dai suoi Team a un convegno dal titolo “Sicurezza non è uno slogan. È un diritto”) per teatri e piazze d’Italia.

L’assenza di Vannacci alla kermesse della Lega in Abruzzo

Eppure Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, non partecipa alla tre giorni (dal 23 al 25 gennaio) organizzata dal Carroccio tra Roccaraso e Rivisondoli in Abruzzo. Una kermesse che vede tutti i big di partito (ministri, sottosegretari, parlamentari) chiamati a confrontarsi con militanti e amministratori locali sui temi dell’attualità: dalla sicurezza, al referendum sulla giustizia; dall’economia alla scuola. Quella di Vannacci è un’assenza che pesa. E segna una distanza e probabilmente la volontà di rimarcare la sua autonomia all’interno del partito.

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I dissidenti nella Lega

Sulla possibile nascita di una sua formazione politica l’eurodeputato da tempo tiene le carte coperte. “Mai dire mai nella vita!” ha dichiarato ieri in un’intervista ai quotidiani del gruppo Nem, lasciando la porta aperta. Altre volte aveva bollato le ipotesi di scissione come “speculazioni politiche”. Sta di fatto che alla Camera lo scorso 15 gennaio due deputati leghisti (Rossano Sasso e Edoardo Ziello) hanno preferito la linea Vannacci alla linea Salvini e, disattendendo le indicazioni di partito hanno votato contro la risoluzione di maggioranza sull’Ucraina. Come loro Emanuele Pozzolo, ex di FdI, che quando un mese fa Vannacci venne alla Camera ammise “una comunanza di visioni con molte posizioni del generale”. Troppo pochi per creare un gruppo autonomo a Montecitorio. Abbastanza per immaginare l’”avanguardia” di un partito a destra della Lega, tipo Afd tedesca

Il dibattito sui diritti civili

La kermesse abruzzese della Lega si intitola “Idee in movimento”. Uno slogan (affiancato all’altro “La nostra forza sono i territori”) non casuale. Che ci sia fermento e una discussione in atto nel partito lo conferma il fatto che nel programma compaia un panel su fine vita e temi etici con la partecipazione di Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, da sempre vicina al mondo Lgbtq e mai tenera in passato con la Lega di Salvini.

Il botta e risposta Vannacci-Pascale

Una presenza che ai “duri e puri” non è piaciuta. Compreso Vannacci che chiosa sarcastico: “Non sapevo che Pascale, oltre a essere dottore magistrale ed accademico in diritti civili, fosse anche un fine analista politico”. Ma Pascale non è meno dura: «Se Vannacci lascerà la Lega per il tema dei diritti? E’ un alibi, in realtà ha costruito la scissione da tempo, si è servito della Lega, di Salvini e di tutto l’elettorato della Lega per avere il suo spazio. E questo è politicamente terribile».

Mentre il “dissidente” Rossano Sasso, su Fb scrive: «All’inizio non ci credevo davvero a questo tavolo» con Francesca Pascale «visto che per anni con la Lega ho condotto una battaglia identitaria quotidiana in Parlamento e nelle scuole per contrastare chi, nel nome di quei “diritti civili” usati come un cavallo di troia, in realtà faceva propaganda dell’ideologia gender». E aggiunge: «Sono contro questa svolta fluida ed è un sentimento diffuso tra militanti e colleghi parlamentari».

Il manifesto di Zaia

Non è passato inosservato tra i leghisti il manifesto politico lanciato dall’ex governatore del Veneto Luca Zaia (Mister 203mila preferenze alle scorse elezioni regionali) sulle colonne del Foglio a inizio anno per una destra liberale nella quale i temi etici, civili, del fine vita e delle unioni civili “non possono essere tabù ideologici”. Ed è “inaccettabile la caricatura di una destra contro gli immigrati”. E sicurezza “non significa militarizzazione ma presenza”.

... e quello di Siri

Un manifesto che si affianca a un altro promosso da Armando Siri, responsabile della scuola di formazione politica della Lega e coordinatore nazionale del partito. Un peso massimo insomma, vicino al segretario Salvini, che nel suo “Manifesto dei tempi nuovi” sembra aprire sui diritti civili quando scrive che “la famiglia e tutte le forme di convivenza basate sull’amore rappresentano il motore, educativo e sociale della comunità”; non allarmista sull’immigrazione (“l’accoglienza senza regole genera disordine. L’ordine senza umanità genera ingiustizia”). E sembra lanciare una stoccata a Vannacci, mai citato espressamente, quando dice che “abbiamo bisogno di individui che alimentano lo spirito e non di generali che arruolano eserciti”.

Lo spettro scissione

Tutti segnali di un partito che al di là della battaglia condivisa sulla sicurezza, sembra interrogarsi sull’opportunità di non lasciare il tema dei diritti civili alla sinistra. Senza scontentare però l’elettorato e i dirigenti tradizionalmente su posizioni più conservatrici. Tocca al segretario Salvini il compito di fare sintesi. Con lo spettro sempre incombente di una scissione di Vannacci e dei suoi seguaci.

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