Ucraina, l’Italia conferma sostegno a Kiev. Due deputati della Lega votano no. Crosetto: «Qualcuno si vergogna di aiutare Kiev»
Il ministro della Difesa è intervenuto nella mattinata di giovedì 15 gennaio alla Camera per comunicazioni sull’Ucraina. Nel pomeriggio la replica al Senato
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L’Aula della Camera e quella del Senato hanno approvato la risoluzione di maggioranza su Kiev che impegna il governo «a continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la Nato, l’Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europео». Il documento impegna anche a «valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile». Il termine sostegni “militari” non è inserito nel dispositivo con gli impegni ma compare nelle premesse.
Due deputati hanno votato contro la risoluzione. Si tratta di Rossano Sasso e Edoardo Ziello. «Al di là delle acrobazie lessicali, la sostanza non è cambiata», ha spiegato Ziello. A Palazzo Madama «i senatori presenti del gruppo della Lega hanno votato a favore e in maniera compatta. Il senatore Borghi non ha partecipato al voto» ha precisato Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.
«Il decreto legge approvato dal governo garantisce continuità ad un impegno che l’Italia ha assunto con serietà e coerenza fin dal primo giorno dell’aggressione russa - ha detto Il ministro della Difesa Guido Crosetto nel suo intervento a Montecitorio per comunicazioni sull’Ucraina -. E lo facciamo in una fase delicata, che molti definiscono di transizione. Segnata dal moltiplicarsi di contatti e segnali di una possibile apertura negoziale che tutti auspichiamo. La prospettiva di una pace stabile e duratura ci vede non solo favorevoli ma attivi e partecipi in prima persona come Nazione. Quando si parla di pace il pericolo maggiore è scambiare un desiderio per la realtà. La pace non arriva perché la invochiamo, la invochiamo. Né perché l’opinione pubblica è stanca della guerra. La pace si costruisce con fatica, con fermezza e con lucidità. Con responsabilità e un lavoro intenso. Che magari un giorno si vede distrutto e bisogna ricominciare a ricostruire».
Così Dopo l’intervento, è stata la volta della discussione generale e della replica del titolare della Difesa («è oggettivamente un elemento di debolezza il fatto che l’Europa non abbia una voce unitaria in politica estera - ha detto in quell’occasione Crosetto -. Perché la Callas può andare in giro, ma se poi arriva Macron e dice un’altra cosa quello che ha detto la Callas non conta». Ci sanno poi i pareri sulle risoluzioni presentate, le dichiarazioni di voto e il voto. Nel pomeriggio il ministro interverrà al Senato.
Crosetto: «Interrompere sostegno a Kiev è rinuncia alla pace»
«Interrompere oggi il sostegno e l’aiuto all’Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita», ha sottolineato Crosetto. «Sostenere l’Ucraina non significa voler prorogare il conflitto, significa evitare che la fine dell’ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull’ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente», ha proseguito il ministro.







