Medio Oriente

La portaerei Ford ormeggiata nella baia di Suda, a Creta

La nava è ormeggiata nella baia sull’isola greca, forse per sosta di rifornimento, presso la Naval Support Activity degli Stati Uniti che si trova nella zona nord-occidentale dell’isola.

aggiornato il 24 febbraio 2026 ore 12:45

La portaerei USS Gerald R. Ford nella baia di Souda, sull'isola di Creta, Grecia, 24 febbraio 2026. REUTERS/Stelios Misinas

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La USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo, nelle immagini di AfpTv del 24 febbraio 2026, è ormeggiata nella baia di Souda, sull’isola greca di Creta, mentre il presidente Donald Trump rafforza lo schieramento americano in Medio Oriente mantenendo alta la minaccia di un attacco contro l’Iran se i negoziati sul programma nucleare di Teheran dovessero fallire.

La portaerei sarebbe arrivata qui lunedì 23 febbraio, probabilmente per una sosta di rifornimento presso la Naval Support Activity degli Stati Uniti che si trova nella zona nord-occidentale dell’isola.

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Il presidente americano Donald Trump ha ordinato l’invio della Gerald Ford in Medio Oriente, dove sono già presenti la portaerei USS Abraham Lincoln e diverse navi da guerra.

La Ford a Creta

fonte: Google Maps

Intelligence Israele: Usa hanno potenza aerea limitata per attacco a Iran

Anche dopo l’arrivo della portaerei Gerald Ford e del suo gruppo d’attacco nella zona gli Stati Uniti avrebbero una capacità militare di attacco all’Iran limitata a ’quattro, cinque giorni’, o di una settimana nel caso di attacchi di minore intensità. Questo secondo la valutazione di una fonte dell’intelligence di Gerusalemme citata dal Financial Times oggi e riportata dai media israeliani.

Iran, in arrivo missili dalla Cina

Secondo Reuters l’Iran è vicino a un accordo con la Cina per l’acquisto di missili da crociera antinave, secondo sei persone a conoscenza dei negoziati, tra cui tre funzionari informati dal governo iraniano e tre responsabili della sicurezza,

L’accordo per i missili CM-302 di fabbricazione cinese è quasi concluso, anche se non è stata ancora concordata una data di consegna, hanno affermato le fonti. I missili supersonici hanno una gittata di circa 290 chilometri e sono progettati per eludere le difese navali volando bassi e veloci. Il loro dispiegamento migliorerebbe significativamente le capacità di attacco dell’Iran e rappresenterebbe una minaccia per le forze navali statunitensi nella regione, hanno affermato due esperti di armi.

Secondo le sei persone a conoscenza dei colloqui, i negoziati con la Cina per l’acquisto dei sistemi d’arma missilistici, iniziati almeno due anni fa, hanno subito una forte accelerazione dopo la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran a giugno.

Mentre i colloqui entravano nella fase finale la scorsa estate, alti funzionari militari e governativi iraniani si sono recati in Cina, tra cui Massoud Oraei, viceministro della Difesa iraniano, secondo due funzionari della sicurezza. La visita di Oraei non era stata segnalata in precedenza.

La Ford nel Mediterraneo dal 20 febbraio

La più grande portaerei del mondo, la USS Gerald R. Ford, è entrata il 20 febbraio 2026 nel Mar Mediterraneo.

La scorsa settimana il presidente americano Donald Trump ha ordinato l’invio della Gerald Ford in Medio Oriente, dove sono già presenti la portaerei USS Abraham Lincoln e diverse navi da guerra.

Iran propone un accorso sulle armi nucleari

Teheran si è detta lo scorso 20 febbraio pronta a sottoporre agli Stati Uniti già nei prossimi giorni la propria proposta per un accordo sul nucleare. “Il prossimo passo per me è presentare una bozza di una possibile intesa alle mie controparti negli Stati Uniti”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista al programma ’Morning Joe’ dell’emittente americana Msnbc. “Credo che nei prossimi due o tre giorni sarà pronta, e dopo il via libera finale dei miei superiori, sarà consegnata a Steve Witkoff”.

Nyt: «Evacuate le basi Usa in Medio Oriente per tensioni con l’Iran»

Intanto, centinaia di soldati americani sono stati evacuati dalle basi in Medio Oriente in vista di un possibile attacco americano dell’Iran e della conseguente risposta di Teheran. Lo riferiscono funzionari del Pentagono al New York Times precisando che le basi interessate sono quella di Al Udeid in Qatar e quelle in Bahrein, dove si trova la Quinta Flotta della Marina.

Starlink a ruba sul mercato nero

Il più grande dispiegamento di truppe statunitensi in Medio Oriente dai tempi della guerra in Iraq sta facendo impennare il prezzo del mercato nero dei terminali Starlink di Elon Musk in Iran, dove la gente teme che una guerra possa innescare un altro blocco di internet a livello nazionale.

I prezzi dei kit di contrabbando, vietati dal regime perché consentono un accesso web senza censure, sono saliti fino a 4.000 dollari, secondo venditori e organizzazioni per i diritti umani che si occupano dell’Iran. Prima della guerra Iran-Israele del giugno dello scorso anno, le stesse unità venivano vendute a un prezzo compreso tra 700 e 1.000 dollari.

Sebbene utilizzare o distribuire uno Starlink in Iran comporti il rischio di una lunga pena detentiva, la connessione internet satellitare è uno dei pochi modi per comunicare con il mondo esterno quando le autorità interrompono l’accesso a internet, come è accaduto a gennaio durante le diffuse proteste contro il regime.

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