Disgrazia grotta

Maldive, le salme dei quattro sub arrivate all’obitorio di Gallarate

Quattro salme di subacquei italiani rientrate a Malpensa; la procura e la polizia indagano sulle cause della tragedia nell’atollo di Vaavu.

di Enrico Bronzo

aggiornato il 23 maggio 2026, ore 17:15

Arrivo all’aeroporto di Malpensa delle quattro salme dei sub deceduti alle Maldive Milano - Italia - Cronaca Sabato, 23 Maggio, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse LAPRESSE

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E’ atterrato alle 13.10 all’aeroporto di Milano Malpensa il volo di linea della Turkish Airlines che ha riportato in Italia le salme di quattro dei sub italiani morti durante un’immersione alle Maldive. Si tratta della biologa marina Monica Montefalcone, docente all’università di Genova, della figlia Giorgia Sommacal, della ricercatrice Muriel Oddenino e del biologo marino Federico Gualtieri. Il corpo del padovano Gianluca Benedetti era già stato rimpatriato nei giorni scorsi.

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Dopodiché sarà disposta l’autopsia sui corpi dei quattro sub morti alle Maldive. Non è escluso che le autopsie vengano effettuate a Busto Arsizio (Varese).

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Milano, 23 mag. (LaPresse) - Sono arrivate all’obitorio dell’ospedale di Gallarate, nel varesotto, le salme dei quattro sub italiani morti alle Maldive. I feretri, atterrati poco prima a Milano Malpensa con il volo TK1895 della Turkish Airways, resteranno composti e sotto sequestro fino a lunedì, giorno delle autopsie.

Il primo mezzo a raggiungere lìobitorio è stato un furgone con la cassa di legno contenente il corpo di Monica Montefalcone, seguito da un secondo con i feretri di Giorgia Sommacal e Federico Gualtieri. Per ultima è arrivata l’auto funebre con la salma di Muriel Oddenino.

Dagli esami autoptici potrebbero arrivare chiarimenti su quanto avvenuto nelle acque dell’atollo di Vaavu.

Il primo corpo sul quale saranno eseguiti è quello di Gianluca Benedetti, il capobarca di 44 anni originario di Padova, il cui corpo era stato recuperato per primo. Nel suo caso l’autopsia è fissata per lunedì.

Maldive: al setaccio degli inquirenti le mail tra Montefalcone e UniGe

Proseguono gli accertamenti della squadra mobile di Genova, su delega della procura di Roma, per fare chiarezza sulla morte della professoressa Monica Montefalcone e gli altri quattro sub durante una immersione alle Maldive.

Gli investigatori stanno passando al setaccio le mail che la docente si era scambiata con il Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita.

In quelle missive dell’università, ipotizzano gli inquirenti, potrebbero esserci i dettagli di quanto avrebbe fatto Montefalcone ogni giorno e le eventuali autorizzazioni alle varie attività scientifiche.

Oltre alle mail sarebbe stato acquisito anche il ’documento di missione’ contenente gli indirizzi di ricerca.

Se dovessero emergere i via libera, è sempre una ipotesi investigativa, la morte della dottoressa e dell’assegnista Muriel Oddenino potrebbe essere inquadrata come infortunio sul lavoro.

L’ateneo genovese, sin dal primo giorno, ha sempre sottolineato che “l’attività di immersione subacquea non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”.

A chiarire cosa abbia autorizzato l’Università, potrebbero essere le parole della professoressa Elisabetta Rampone, direttrice del Dipartimento, sentita dagli agenti della mobile.

Oltre a lei, in questi giorni, gli inquirenti stanno ascoltando le altre 20 persone che erano a bordo della Duke of York, la nave della spedizione alle Maldive mentre nei prossimi giorni gli agenti potrebbero acquisire tutto il materiale cartaceo e informatico custodito al Distav.

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