Medici, tassisti e riparatori. Perché ciò che ci vendono è un “bene di fiducia”?
Cosa sono i “beni di fiducia” e quali sono i rischi per chi li acquista, legati all’asimmetria dell’informazione
di Vittorio Pelligra
8' di lettura
I punti chiave
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Cos'è un bene economico? Sembra una di quelle domande banali tipo “cos'è un numero?” o “cos'è la vita?”. Tanto banali che dopo secoli di riflessione filosofica e scientifica ancora non hanno trovato una risposta univoca e condivisa.
Sono domande che rispondono a quella logica cui faceva riferimento Bertrand Russell quando sosteneva che le cose più difficili da vedere con chiarezza non sono solo quelle più lontane da noi, sconosciute, ma anche quelle più vicine e familiari. Certo quella della natura di un bene economico non è una questione così intrigante come quella del vero significato di un numero o dell'essenza della vita, ma è comunque un problema che ha creato non poche difficoltà agli specialisti, tanto da dar vita a complesse classificazioni.
Le classificazioni dei beni
La prima e più nota è quella che si costruisce utilizzando i concetti di “rivalità” e di “escludibilità”. Un bene è detto “rivale” se si consuma con l'uso. Una pizza è rivale, perché se la mangio io non la potrà mangiare nessun altro. Un paesaggio o una trasmissione televisiva, invece no, perché il fatto che ne usufruisco io non impedisce ad altri di farlo. Un libro è rivale, perché se lo leggo io nessun altro potrà farlo contemporaneamente, ma la storia che vi è raccontata invece no, perché questa non si consuma raccontandola.
L'escludibilità, invece, riguarda la possibilità di escludere legittimamente un certo agente dal godimento di un determinato bene. Se compro una pizza posso legittimamente impedire che qualcun altro me la mangi. Se compro un'auto posso escludere altri dal suo utilizzo. Questi sono beni escludibili.
Se faccio una passeggiata al parco, invece, se pesco in mare o vedo i miei diritti di proprietà protetti dal sistema giudiziario, non posso legittimamente impedire che altri godano degli stessi beni e servizi. Utilizzando questi due semplici criteri è facile costruire una classificazione con la quale definire come “privati” quei beni che sono sia escludibili che rivali, come “pubblici” i beni che, all'opposto, non sono né rivali né escludibili, come “comuni” i beni che si consumano ma non sono escludibili. Poi rimane un'altra categoria: quella dei beni non rivali ed escludibili nella quale rientrano cose come la pay TV, le autostrade, un film visto al cinema, etc., beni che vengono chiamati “di club” o “tariffabili”.







