Mediolanum, Doris: «M&A? Un’opportunità per attrarre clienti»
Si apre oggi A Torino oggi la convention nazionale. L’a.d: «M&A? Un’opportunità per attrarre clienti, l’Ai aiuterà i family banker senza sostituirli»
di Maximilian Cellino
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I punti chiave
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«Be different», essere differenti. Questo lo slogan semplice e diretto con cui si apre oggi a Torino la convention annuale di Banca Mediolanum: un concetto che l’amministratore delegato, Massimo Doris, ha anticipato ai giornalisti spiegando che «in un mondo come quello del risparmio, dove molti operatori sono specializzati in ambiti differenti, distinguersi è necessario e tende a identificare l’azienda».
Il consulente a 360 gradi
Doris, che chiuderà la convention alla Inalpi Arena martedì pomeriggio, ha appunto illustrato i punti essenziali alla base della distinzione del gruppo che guida e sui quali si punta per affrontare le sfide della concorrenza. Fin dalla sua nascita si è caratterizzata per l’idea di coprire tutte le esigenze della clientela: «Ci occupiamo al tempo stesso di finanza, banca, credito, protezione e previdenza» ha spiegato Doris, allargando il campo di quella che definisce una consulenza «olistica», in grado cioè di gestire attraverso la figura del family banker non solo gli investimenti, ma anche le emozioni dei clienti, specialmente in contesti famigliari complessi.
«Sulla base dei dati Assoreti del primo trimestre abbiamo il 18% della raccolta complessiva di risparmio in Italia, ma quando guardiamo ai mutui erogati da consulenti finanziari saliamo al 66%, i prestiti sono al 59% e per le polizze arriviamo addirittura il 99%» ha ricordato l’a.d. citando numeri che sottolineano la completezza dell’offerta di Banca Mediolanum e dunque la sua differenziazione rispetto alla concorrenza.
Gli effetti dell’M&A
Doris non individua sotto certo questo aspetto una minaccia nella fervente attività di fusione e acquisizione che pervade il settore, dalla quale si tira idealmente fuori almeno per il momento. Al contrario la ritiene paradossalmente un’opportunità, nel breve periodo, perché «le fusioni sono processi complessi che possono creare disagi ai clienti delle banche coinvolte, ad esempio per il cambio di piattaforma, e offrono a Banca Mediolanum l’opportunità di attrarre clienti insoddisfatti».
Non teme inoltre una maggior concorrenza dall’esito di queste operazioni «poiché abbiamo spalle abbastanza larghe per poter affrontare competitor anche più grandi di noi, come dimostrato con una crescita costante fin dagli anni ’80», mentre guarda con dovuto rispetto e la necessaria attenzione, ma non con soggezione, a nuovi protagonisti della finanza digitale quali Revolut. «L’obiettivo – ha sottolineato Doris - è imparare ciò che queste piattaforme fanno bene in termini di efficienza e tecnologia per poi integrare quegli aspetti che risultano coerenti con il modello e la missione di Banca Mediolanum».

