Consumi

Meno latte e biscotti, più kefir e frutta secca: così cambia la colazione degli italiani

L’80% degli italiani lo considera un pasto importante e incide per il 12% della spesa nella Gdo: 9,2 miliardi che sono sempre più destinati a prodotti proteici e «salutari» a scapito della tradizione dolce

di Manuela Soressi

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Meno latte, biscotti, fette biscottate, cereali (arricchiti), merendine, caffè macinato, succhi di frutta, orzo e tè caldo. Più creme spalmabili, caffè in capsule o cialde, bevande vegetali, tè freddo, yogurt greco, kefir, yogurt con muesli e frutta secca. Non c’è che dire: la classica colazione dolce all’italiana sta decisamente cambiando e questo provoca ripercussioni importanti su un mercato molto significativo in termini di business, visto che, secondo Niq, nella distribuzione moderna vale 9,2 miliardi di euro. Ossia quasi il 12% del giro d’affari totale del food & beverage in Italia.

«Il ruolo del primo pasto della giornata non viene messo in discussione – spiega Fulvio Zorzetto di NielsenIQ – L’Istat rivela che l’80,7% degli italiani ritiene importante fare una colazione adeguata e dalle nostre ricerche emerge che solo il 10% la salta sempre. La conferma del ruolo attribuito dai consumatori alla colazione viene anche dall’analisi dei volumi di vendita dei prodotti di quest’area, che non subiscono tagli e restano stabili con un aumento del 3,7% del sell-out a valore. Ma l’analisi di quello che comprano gli italiani evidenzia scelte molto differenti dal recente passato anche per effetto dei più moderni stili alimentari e dei nuovi orientamenti nutrizionali».

Loading...

A perdere terreno sono i prodotti “totemici” della prima colazione all’italiana: latte e biscotti. Pur continuando a rappresentare la bevanda più consumata al mattino (da cui arriva il 23% del giro d’affari della prima colazione) il latte ha perso in Gdo oltre 34 milioni di litri di vendite l’anno tra 2019 e 2025, scendendo da 1.765 a 1.730 milioni di litri (fonte Niq).

Stessa sorte è toccata all’altro grande protagonista della colazione italiana: il mondo dei biscotti (13% di quota). Gli italiani ne comprano meno che nel 2019 e solo nel 2025 si sono ridotte dell’1,1% a volume. Invece a valore sono rimaste stabili a 1,7 miliardi di euro di giro d’affari, grazie a un maggior assortimento a scaffale e, soprattutto, all’aumento dell’1% del prezzo medio (4,66 euro/Kg). Molto si deve anche al traino delle regioni meridionali, dove si concentra il 26% del mercato nazionale dei biscotti e dove gli acquisti continuano a crescere, favoriti da una scelta sempre più ampia e da prezzi più bassi rispetto al resto d’Italia.

La rinuncia a latte e biscotti porta spesso a sostituirli con prodotti dal vissuto più moderno, come le bevande vegetali, i pancake e lo yogurt, scelti soprattutto da chi è più attento al benessere e punta a una colazione equilibrata. «In 86 casi su 100 la colazione è fatta sia bevendo che mangiando qualcosa e sempre più spesso è improntata al salutismo, con la preferenza per prodotti con pochi zuccheri, ricchi di fibre e ad alta digeribilità», aggiunge Zorzetto. E siccome praticità e velocità restano valori-chiave, c’è chi punta sul “monopiatto”: è il fenomeno delle bowl, preparate a partire da una base healthy (come avena, yogurt greco o skyr,) e arricchite con ingredienti golosi ma semplici, come frutta secca o gocce di cioccolato, due prodotti in forte crescita: rispettivamente +3,9% e +6,7% a volume in dodici mesi.

Bene anche le bevande vegetali, che, pur avendo ancora un mercato decisamente inferiore rispetto al latte (circa 350 milioni di euro in Gdo), hanno guadagnato 23 punti di quota in cinque anni arrivando a coprire quasi il 3,5% del giro d’affari complessivo del breakfast. E sono entrate anche in una ricetta iconica dello stile di vita italiano: il cappuccino. Da una ricerca condotta da Eumetra per De’Longhi emerge che la versione classica con latte vaccino resta la preferita (soprattutto tra gli over 55), ma che un 18% di italiani lo prepara con soia, avena, mandorla o cocco.

Altre new entry (come il kefir, le creme spalmabili dolci e il tè matcha) hanno cambiato il profilo della colazione italiana e registrano una crescita dei consumi, allineando il nostro Paese alle tendenze globali. Un altro trend mondiale, quello dello “sugar detox”, si è fatto sentire soprattutto sulle vendite dei prodotti dolciari, in particolare su quelli healthy (come i biscotti salutistici), e ha portato molti italiani verso la colazione salata. Spingendo l’abitudine di fare colazione con le proteiche, versatili ed economiche (ma meno che in passato) uova, che hanno visto aumentare di quasi l’8% le quantità acquistate in Gdo nel corso del 2025.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti