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L’Ice uccide ancora, Minneapolis in rivolta. Casa Bianca: «Agenti patrioti». Obama: «Campanello d’allarme per ogni americano»

Walz (governatore Minnesota): «Il Presidente deve porre fine a questa operazione. Ritiri immediatamente le migliaia di agenti violenti e impreparati dal Minnesota. Subito». Trump: governatore e sindaco incitano all’insurrezione

Aggiornato il 25 gennaio 2026 alle ore 20:45

epaselect epa12678663 People gather for an evening vigil in Whittier Park, a few blocks from the site where Alex Pretti was fatally shot by federal agents in south Minneapolis, Minneapolis, Minnesota, USA, 24 January 2026.  EPA/CRAIG LASSIG

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Tensione altissima di nuovo a Minneapolis. Un agente federale ha ucciso un uomo a colpi di pistola. Alex Jeffrey Pretti, cittadino americano di 37 anni, era un infermiere di terapia intensiva al dipartimento governativo per i veterani. Secondo il governo Usa l’uomo si era avvicinato armato e con intenzioni ostili, ma i video e alcuni testimoni sembrano contraddire la versione dei funzionari federali. «Lasciate che i nostri patrioti dell’Ice facciano il loro lavoro», ha scritto Trump su Truth. La famiglia dell’ucciso: «Dal governo ripugnanti menzogne».

Il governatore del Minnesota Tim Walz ha chiesto a Trump di porre fine a queste operazioni. Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha chiesto assistenza alla Guardia Nazionale, mentre in città in migliaia partecipano a una veglia per la vittima; manifestazioni di protesta anche a New York e Washington. Intanto secondo il Guardian anche una bambina di due anni è stata fermata e deportata in Texas con il padre. È stata portata in un centro di detenzione, poi è stata rilasciata e affidata alla madre.

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Una vicenda che ha scosso anche l’ex presidente Usa Barack Obama: «L’uccisione di Alex Pretti è una tragedia straziante. Dovrebbe anche essere un campanello d’allarme per ogni americano, indipendentemente dal partito di appartenenza, poiché molti dei nostri valori fondamentali come nazione sono sempre più sotto attacco. Le forze federali e gli agenti dell’immigrazione hanno un lavoro difficile. Ma gli americani si aspettano che svolgano i loro compiti in modo legale e responsabile e che collaborino con le autorità statali e locali, anziché agire contro di esse, per garantire la sicurezza pubblica. Non è ciò che stiamo vedendo in Minnesota».

La vittima era residente a Minneapolis e ritenuto cittadino statunitense: lo ha dichiarato il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, in una conferenza stampa. L’uomo era un legittimo possessore di armi da fuoco con porto d’armi in regola, secondo quanto riportato dal capo della polizia locale.

La sparatoria è avvenuta a poco più di un chilometro e mezzo dal luogo in cui il 7 gennaio è stata uccisa la 37enne Renee Good. L’incrocio è stato bloccato e gli agenti dell’Ice sono sul posto armati di manganelli. I testimoni sono stati condotti all’edificio federale Whipple.

Un giornalista di Bring Me The News che si trovava nei pressi della scena ha dichiarato che un agente ha aperto il fuoco su un uomo fuori da Glam Doll Donuts, all’angolo tra Nicollet Avenue e 26th Street, intorno alle 9:00. Un video del cronista rivela che sono stati sparati diversi colpi e che l’agente si trovava a pochi metri dall’uomo quando è stato colpito, apparentemente al petto.

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L’emittente statunitense Nbc ha diffuso la notizia che gli agenti dell’Ice si sono ora ritirati dalla zona dopo aver «bonificato le strade vicine con fumogeni». Decine di veicoli, con e senza contrassegni, si sono allontanati dal luogo della sparatoria e alla guida c’erano uomini mascherati, afferma l’Nbc. I manifestanti hanno lanciato palle di neve contro gli agenti e li hanno insultati. In risposta, gli agenti hanno spruzzato spray al peperoncino, gas lacrimogeni e lanciato fumogeni contro i manifestanti.

 Si tratta della terza sparatoria che coinvolge agenti federali a Minneapolis. La prima vittima è stata la trentasettenne Renee Good, madre di 3 figli, uccisa la mattina del 7 gennaio da un agente Ice che ha sparato diversi colpi d’arma da fuoco: le forze dell’ordine non le hanno prestato soccorso e hanno impedito a un medico di intervenire. La sua uccisione ha scatenato proteste in tutto il Paese. Il 15 gennaio, invece, un agente dell’Ice ha sparato a una gamba a un migrante venezuelano dopo quello che è stato definito un «controllo stradale mirato». L’uomo, che secondo il Dipartimento della Sicurezza Interna stava opponendo resistenza all’arresto, è stato portato in ospedale con ferite non gravi.

Minneapolis, la grande ondata di proteste contro l’Ice

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«Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo l’ennesima sparatoria raccapricciante compiuta da agenti federali questa mattina. Il Minnesota ne ha abbastanza. Questa situazione è ripugnante. Il Presidente deve porre fine a questa operazione. Ritiri immediatamente le migliaia di agenti violenti e impreparati dal Minnesota. Subito», scrive su X il governatore del Minnesota Tim Walz. Walz ha detto anche di aver comunicato alla Casa Bianca che lo Stato deve guidare le indagini. «Lasciate che siano gli investigatori statali a garantire giustizia», ha chiesto. «Mentre analizziamo la scena del crimine, mantenete la calma e date loro spazio. Lo Stato ha il personale necessario per garantire la sicurezza delle persone: gli agenti federali non devono ostacolare la nostra capacità di farlo», ha aggiunto.

Anche Jacob Frey - il sindaco della città - chiede a Trump di ritirare gli agenti Ice. «Quanti altri residenti, quanti altri americani devono morire o rimanere gravemente feriti affinché questa operazione finisca?» ha commentato dopo aver visto della sparatoria. In cui gli agenti «Colpiscono a morte uno dei nostri elettori», ha detto. Frey si è poi rivolto direttamente al presidente americano: «Al presidente Trump: questo è il momento di agire da leader», ha incalzato il primo cittadino. «Minneapolis, l’America al primo posto in questo momento. Raggiungiamo la pace. Mettiamo fine a questa operazione e, vi assicuro, la sicurezza sarà ripristinata nella nostra città», ha concluso.

Giudice ordina al governo di conservare le prove su uccisione a Minneapolis

Un giudice federale in Minnesota ha emesso un ordine restrittivo temporaneo che impedisce ai funzionari federali di «distruggere o alterare le prove relative alla sparatoria mortale che ha coinvolto agenti federali» avvenuta sabato. L’ordine - emanato dal giudice Eric C. Tostrud, nominato da Trump - è stato emesso nell’ambito di una causa presentata poche ore prima da funzionari della contea e dello Stato, che stanno indagando sulla sparatoria ma affermano di essere stati ostacolati dai funzionari federali.

Secondo l’ordinanza, è vietato distruggere, alterare o occultare qualsiasi prova collegata all’incidente, compresa quella che i funzionari federali e chi lavora per loro hanno rimosso dalla scena o sono attualmente sotto la loro custodia esclusiva. Il giudice ha inoltre fissato un’udienza per lunedì per decidere se l’ordine dovrà rimanere in vigore o essere esteso.

La causa è stata presentata dall’Ufficio del Procuratore della Contea di Hennepin e dal Minnesota Bureau of Criminal Apprehension (BCA), con la partecipazione dell’Ufficio del Procuratore Generale del Minnesota, dopo che gli investigatori statali hanno affermato di essere stati inizialmente esclusi dall’accesso alla scena dell’incidente, nonostante avessero un mandato di perquisizione. Il procuratore generale del Minnesota ha sottolineato che l’ordine è necessario per garantire un’indagine «completa, imparziale e trasparente» sulla morte di Alex Pretti e ha promesso che lo Stato non si accontenterà di meno.

Trump: «Sindaco e governatore Minnesota incitano all’insurrezione»

Donald Trump commenta l’uccisione di un uomo a Minneapolis da parte degli agenti federali pubblicando su Truth la foto della presunta arma della vittima e accusando il sindaco della città e il governatore del Minnesota di non collaborare con l’Ice e addirittura di “incitare all’insurrezione con la loro retorica pomposa, pericolosa e arrogante”.

«Questa - scrive - è la pistola dell’attentatore, carica (con due caricatori aggiuntivi pieni!) e pronta all’uso: cosa significa tutto questo? Dove sono le forze di polizia locali? Perché non è stato permesso loro di proteggere gli agenti dell’Ice? Il sindaco e il governatore li hanno richiamati? Si afferma che a molti di questi agenti di polizia non è stato permesso di fare il loro lavoro, e che gli agenti dell’Ice hanno dovuto difendersi da soli, cosa non facile!». «Perché - prosegue - Ilhan Omar - una deputata dem di origine somala, ndr - ha 34 milioni di dollari sul suo conto? E dove sono le decine di miliardi di dollari che sono stati rubati all’un tempo glorioso Stato del Minnesota? Siamo arrivati a questo punto a causa di una massiccia frode finanziaria, con miliardi di dollari scomparsi e criminali illegali a cui è stato permesso di infiltrarsi nello Stato grazie alla politica di frontiere aperte dei Democratici. Rivogliamo indietro i soldi, e li vogliamo subito. Quei truffatori che hanno rubato il denaro andranno in prigione, dove meritano di stare! Non è diverso da una rapina in banca di proporzioni enormi. Gran parte di ciò a cui state assistendo è un tentativo di insabbiamento di questo furto e di questa frode».

Governatore Minnesota: "L'Ice semina caos e violenza, gli agenti vanno ritirati"

«Il sindaco e il governatore - aggiunge - stanno incitando all’insurrezione con la loro retorica pomposa, pericolosa e arrogante! Invece, questi ipocriti politici dovrebbero cercare i miliardi di dollari che sono stati rubati al popolo del Minnesota e degli Stati Uniti d’America. Lasciate che i nostri patrioti dell’Ice facciano il loro lavoro! 12.000 criminali immigrati clandestini, molti dei quali violenti, sono stati arrestati e allontanati dal Minnesota. Se fossero ancora lì, assistereste a qualcosa di ben peggiore di ciò che state vedendo oggi!».

Procuratore coordina risposta a uccisione Minneapolis

Il procuratore della contea di Hennepin, Mary Moriarty, ha dichiarato in una nota che il suo ufficio sta collaborando con il Bureau of Criminal Apprehension (Bca) per «coordinare una risposta statale». «La scena deve essere messa in sicurezza dalle forze dell’ordine locali per raccogliere e conservare le prove», si legge nella nota. «Ci aspettiamo che il governo federale consenta al Bca di esaminare la scena», ha aggiunto. Secondo quanto ha dichiarato alla Cnn il capo della polizia di Minneapolis Brian O’Hara, i funzionari federali hanno tentato di impedire alla polizia locale di accedere alla scena.

Nel frattempo, circa 100 membri del clero sono stati arrestati all’aeroporto internazionale di Minneapolis-St. Paul durante una manifestazione contro la stretta sull’immigrazione dell’amministrazione Trump in Minnesota, secondo gli organizzatori della protesta. Per lo più religiosi cristiani e leader religiosi si sono radunati all’aeroporto, dove hanno sostenuto che alcuni aerei stessero deportando migranti detenuti, secondo Justin Lind-Ayres, pastore luterano a Minneapolis. I manifestanti si sono inginocchiati cantando inni e recitando il Padre Nostro con temperature polari, prima di essere ammanettati e portati via, come mostrano i video.

Arrestati cento membri del clero all'aeroporto di Minneapolis

Gli arresti sono avvenuti nel corso di una giornata di mobilitazione contro l’U.S. Immigration and Customs Enforcement (Ice) nelle Twin Cities - denominata “Giornata della Verità e della Libertà’’ - che ha invitato i cittadini del Minnesota a boicottare scuola, lavoro e acquisti. Nonostante temperature artiche, migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni e cortei per esprimere la propria opposizione all’aumento dell’attività federale di controllo dell’immigrazione nelle ultime settimane.

Il portavoce della Metropolitan Airports Commission, Jeff Lea, ha dichiarato che i manifestanti sono stati arrestati all’esterno del terminal principale perché hanno superato i limiti del permesso concesso per la manifestazione e hanno interrotto le operazioni aeree. La reverenda Elizabeth Barish Browne ha viaggiato da Cheyenne, Wyoming, per partecipare al raduno nel centro di Minneapolis. «Quello che sta accadendo qui è chiaramente immorale», ha detto la ministra unitariana universalista. «Fa decisamente freddo, ma il tipo di ghiaccio che è davvero pericoloso per noi non è il clima», ha ironizzato.

Minneapolis, in migliaia protestano contro Trump e l'Ice

Intanto migliaia di persone si sono radunate, nonostante le temperature sotto zero, per una marcia di protesta contro la presenza degli agenti Ice mentre un’agente dell’Fbi che aveva cercato di indagare sul funzionario dell’Ice che ha ucciso a colpi d’arma da fuoco una donna di 37 anni a Minneapolis si è dimessa dall’agenzia, secondo quanto riferito al New York Times da due persone a conoscenza dei fatti.

Tracee Mergen ha lasciato il suo incarico di supervisore presso l’ufficio dell’Fbi di Minneapolis dopo che i vertici dell’agenzia a Washington le avrebbero fatto pressioni affinché interrompesse un’indagine sulla violazione dei diritti civili da parte dell’agente della polizia anti immigrazione, Jonathan Ross, secondo una delle fonti. Tali indagini rappresentano una procedura investigativa standard in casi di sparatorie simili.

Le dimissioni di Mergen sono solo l’ultima conseguenza delle polemiche scaturite dalla gestione da parte del Dipartimento di Giustizia della sparatoria in cui è rimasta uccisa Renee Good, una madre disarmata, il 7 gennaio, mentre si trovava alla guida della sua Honda Pilot. Dopo l’incidente, diversi funzionari dell’amministrazione Trump hanno descritto Good come una «terrorista interna», accusandola di aver tentato di investire Ross con la sua auto. Tuttavia, un’analisi video condotta dal New York Times non ha mostrato alcuna indicazione che l’agente sia stato investito.

Ministra interni Usa: Pretti? Atto di terrorismo domestico contro l’Ice

«Un atto di terrorismo domestico» contro agenti dell’Ice: la segretaria alla sicurezza interna Kris Noem resta ferma su questa definizione per spiegare l’uccisione di Alex Pretti da parte di un agente federale anti immigrazione a Minneapolis. È la stessa definizione usata per la precedente uccisione di Renee Good, anche lei associata ad una terrorista domestica per aver intralciato l’operato dell’Ice.

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