L’Ice uccide ancora, Minneapolis in rivolta. Casa Bianca: «Agenti patrioti». Obama: «Campanello d’allarme per ogni americano»
Walz (governatore Minnesota): «Il Presidente deve porre fine a questa operazione. Ritiri immediatamente le migliaia di agenti violenti e impreparati dal Minnesota. Subito». Trump: governatore e sindaco incitano all’insurrezione
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Tensione altissima di nuovo a Minneapolis. Un agente federale ha ucciso un uomo a colpi di pistola. Alex Jeffrey Pretti, cittadino americano di 37 anni, era un infermiere di terapia intensiva al dipartimento governativo per i veterani. Secondo il governo Usa l’uomo si era avvicinato armato e con intenzioni ostili, ma i video e alcuni testimoni sembrano contraddire la versione dei funzionari federali. «Lasciate che i nostri patrioti dell’Ice facciano il loro lavoro», ha scritto Trump su Truth. La famiglia dell’ucciso: «Dal governo ripugnanti menzogne».
Il governatore del Minnesota Tim Walz ha chiesto a Trump di porre fine a queste operazioni. Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha chiesto assistenza alla Guardia Nazionale, mentre in città in migliaia partecipano a una veglia per la vittima; manifestazioni di protesta anche a New York e Washington. Intanto secondo il Guardian anche una bambina di due anni è stata fermata e deportata in Texas con il padre. È stata portata in un centro di detenzione, poi è stata rilasciata e affidata alla madre.
Una vicenda che ha scosso anche l’ex presidente Usa Barack Obama: «L’uccisione di Alex Pretti è una tragedia straziante. Dovrebbe anche essere un campanello d’allarme per ogni americano, indipendentemente dal partito di appartenenza, poiché molti dei nostri valori fondamentali come nazione sono sempre più sotto attacco. Le forze federali e gli agenti dell’immigrazione hanno un lavoro difficile. Ma gli americani si aspettano che svolgano i loro compiti in modo legale e responsabile e che collaborino con le autorità statali e locali, anziché agire contro di esse, per garantire la sicurezza pubblica. Non è ciò che stiamo vedendo in Minnesota».
La vittima era residente a Minneapolis e ritenuto cittadino statunitense: lo ha dichiarato il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, in una conferenza stampa. L’uomo era un legittimo possessore di armi da fuoco con porto d’armi in regola, secondo quanto riportato dal capo della polizia locale.
La sparatoria è avvenuta a poco più di un chilometro e mezzo dal luogo in cui il 7 gennaio è stata uccisa la 37enne Renee Good. L’incrocio è stato bloccato e gli agenti dell’Ice sono sul posto armati di manganelli. I testimoni sono stati condotti all’edificio federale Whipple.







