Missione Escapade, così due satelliti “low cost” esploreranno Marte
I due satelliti, Gold e Blu i loro nomi, arriveranno in orbita attorno al Pianeta Rosso nel 2027
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La missione Escapade di Nasa è partita verso Marte il 13 novembre scorso. È interessante per vari motivi, ovviamente per l’indagine scientifica in primis e poi perché è stata portata in orbita da un vettore New Glenn di Blue Origin, la compagnia spaziale di Jeff Bezos, che si avvia a diventare un serio concorrente di SpaceX, che è di Elon Musk.
I due piccoli satelliti che arriveranno in orbita attorno a Marte nel 2027, Gold e Blu i loro nomi, pesano poco più di 200 chili ognuno, senza carburante, e dovranno studiare il pianeta in coppia per il primo anno ma poi, per i rimanenti due anni previsti, ognuno andrà su un’orbita marziana diversa dall’altro, per effettuare indagini su tutto il pianeta. Sono costati pochissimo: 75 milioni di dollari circa, e anche questo è un esperimento per una nuova serie di missioni super economiche. Speriamo, perché lo spazio non perdona nulla. Studieranno comunque la debole atmosfera marziana, fra i 150 e i 10.000 metri dal suolo del Pianeta rosso, e il suo comportamento nell’interazione con il vento solare, che è composto di particelle elementari molto energetiche.
È un dato fondamentale per capire se mai Marte potrà mantenere la sua atmosfera, con gli strani fenomeni osservati come i mini-tornado, alti poche decine di centimetri, o le scariche di elettricità, simili a fulmini terrestri, ma molto meno potenti. Il punto è se potrà mantenerla in futuro o perderla, questione non indifferente se si pensa di poter abitare il pianeta, che oggi ha solo robot al suolo.
Il vento solare spazza via l’atmosfera marziana
L’atmosfera marziana, infatti, è molto tenue e il pianeta non ha un forte campo magnetico, come invece è quello terrestre, che faccia da scudo al vento solare, che quindi lavora per far evaporare e molecole di gas marziano. Noi al contrario ci salviamo proprio grazie al nostro campo magnetico più robusto che devia le particelle in varie direzioni e quel poco che riesce a penetrare viene assorbito dalla nostra atmosfera. Il vento solare per animali e piante è mortale, e quindi anche per noi Marte è problematico come ambiente. Lo è per la verità anche per la composizione dell’atmosfera, tenue d’accordo, ma al 95% composta da anidride carbonica e con pochissimo ossigeno.
Anche se negli ultimi mesi Marte è passato un po’ in secondo piano rispetto al progetto Artemis per il ritorno sulla Luna, comunque rimane, per gente come Elon Musk, un obiettivo importantissimo, se non quello finale. Musk infatti profetizza, possiamo dire, che se quella umana non diventerà presto una specie letteralmente interplanetaria rischia di sparire per vari motivi. Per questo vuole portare su Marte a vivere un milione e mezzo almeno di terrestri al più presto.







