Spazio

Missione sulla Luna, la Nasa stoppa Artemis II

Nella prova generale di inizio febbraio ci sono state delle perdite pericolose di carburante nel vettore

di Leopoldo Benacchio

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Niente corsa alla Luna, per febbraio. Nella prova generale di inizio febbraio, ci sono state delle perdite pericolose di carburante nel vettore, come nel caso della precedente missione Artemis I. Allora furono risolte senza particolari problemi in qualche mese, diciamolo subito prima che si gridi al fallimento o peggio.

Questa volta il volo di Artemis II, dalla Terra alla Luna e viceversa, è più lungo, 10 giorni, più complesso, arriverà nel punto più distante dalla Terra mai raggiunto da esseri umani, e soprattutto porterà quattro astronauti nella capsula Orion di Nasa attorno al nostro satellite. Ovvio quindi che la cautela sia massima: già è grave perdere un qualunque satellite, figuriamoci questo potente e perfezionato mezzo, supportato da un complesso modulo di servizio fornito dall’Europa che, soprattutto, trasporta astronauti: la vita prima di tutto.

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Artemis, che deve riportarci sulla Luna, questa volta per restarci e far partire una vera e propria economia lunare, è un progetto Nasa, cui aderiscono 60 nazioni e agenzie, fra cui quella italiana e quella europea, cui a sua volta l’Italia aderisce in modo sostanziale, col terzo finanziamento annuale assieme a Francia e Germania, che recentemente hanno fatto man bassa delle direzioni dell’agenzia senza badare troppo al nostro contributo.

La Nasa aveva fissato l’8 febbraio come data di lancio della missione, ma nell’ importantissima prova finale in cui viene caricato tutto il carburante necessario, il 2 febbraio scorso, sono stati riscontrati dei problemi sui quali si vuole ora lavorare. Dovremo aspettare fino a marzo, probabile data fra il 6 e l’11, oppure in aprile il 1°, il 3-6 o infine il 30.

Per tornare ad oggi, le 49 ore di prova generale di Artemis II sono iniziate sabato 1° febbraio, alle 02 circa in Italia. Nelle 36 ore successive tutti i test, di accensione di entrambi gli stadi del vettore o di carica del sistema elettrico, sono stati eseguiti senza intoppi, ma alla fine quello su cui c’era maggiore attenzione, il riempimento dei serbatoi di propellente, è fallito.

Specifichiamo che si tratta di 2,65 milioni di litri di idrogeno e ossigeno liquido, una miscela altamente esplosiva. Per avere un’idea, un distributore di benzina in autostrada contiene sui 25mila litri di benzina per serbatoio.

Era questa la prova principale, un nervo scoperto nella complessa procedura, perché nella prima missione Artemis, nel novembre 2022, si sono verificate perdite di Idrogeno nella stessa fase di pre-lancio. La missione ha avuto successo quella volta, inviando una Orion senza equipaggio in orbita lunare e riportandola sulla Terra, ma c’è stato un ritardo di vari mesi, dalla primavera al novembre.

Le perdite osservate lunedì scorso sono simili a quelle verificatesi durante il pre-lancio di Artemis I e si sono verificate nei cavi che collegano la rampa di lancio con il vettore. Si pensa che, con l’esperienza avuta con il lancio precedente, questa volta sarà questione di qualche settimana.

Assieme a questo, di gravità tale da fermare il lancio, si sono avuti anche problemi minori, come interruzioni audio, e il fatto che “una valvola associata alla pressurizzazione del portello del modulo equipaggio di Orion, recentemente sostituita, ha richiesto un nuovo serraggio e le operazioni di chiusura hanno richiesto più tempo del previsto”, da fonte Nasa.

Problemi anche per l’equipaggio. Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch di NASA e il canadese Jeremy Hansen ora dovranno uscire dalla quarantena, dove erano da più di 10 giorni, e dovranno rientrarci 15 giorni prima del nuovo lancio; sono preparati comunque per questi inconvenienti.

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