Motorola Razr 70, il pieghevole che torna umano (anche nel prezzo)
Il modello base spiega perché gli smartphone a conchiglia stanno vivendo una seconda vita. Design curato, schermo esterno davvero utile, buona autonomia senza superare la soglia psicologica dei mille euro.
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Il pieghevole è sopravvissuto. Anzi, sta vivendo una seconda giovinezza. Dopo anni in cui gli smartphone sembravano diventati tutti uguali — grandi lastre nere indistinguibili una dall’altra — Motorola ha capito una cosa semplice: la nostalgia, se ben progettata, può trasformarsi in innovazione. E il nuovo Motorola Razr 70 base è probabilmente il miglior esempio di questa idea.
Perché il punto non è soltanto avere uno smartphone che si piega. È avere un telefono che torna a essere un oggetto desiderabile. Un accessorio. Qualcosa che si chiude con uno “snap” quasi cinematografico e che entra davvero in tasca senza sembrare una mattonella. In un mercato dominato da specifiche tecniche sempre più incomprensibili, il Razr rimette al centro il piacere fisico dell’uso.
Motorola lo ha capito meglio di Samsung e meglio di quasi tutti i concorrenti Android. Lo scrivono anche molte recensioni internazionali: The Verge, parlando dei nuovi Razr, sottolinea come Motorola abbia riportato “stile” nel mondo degli smartphone, trasformando il pieghevole in un oggetto di moda oltre che tecnologico.
Il Razr 70 base è la dimostrazione che il pieghevole non deve necessariamente costare quanto un computer portatile. Ed è qui che Motorola centra il bersaglio: 999 euro al lancio. Ancora tanti soldi, certo. Ma nel mondo foldable significa stare sotto la soglia psicologica dei mille euro. E soprattutto significa costare molto meno dei modelli Ultra senza sacrificare davvero l’esperienza.
Anzi, per molti utenti il Razr 70 normale è probabilmente il modello più sensato della famiglia.







