Nel gelato continua il «cross branding»: arriva la versione frozen dei Baci Perugina
Dopo Oreo, Milka, Cadbury e Toblerone, nuovo lancio del big del settore Froneri che fattura oltre 5,5 miliardi (350 milioni in Italia)
di Maria Teresa Manuelli
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Sugli scaffali dei supermercati c’è un nuovo un prodotto che mescola nostalgia e innovazione: Baci Gelato, il nuovo brand lanciato da Froneri che porta nel mondo del freddo confezionato l’identità della pralina Perugina. Non è il primo esperimento di questo tipo - e non sarà l’ultimo - in un mercato dove il cross branding tra categorie dolciarie diverse si è affermato come leva strategica per marchi in cerca di nuovi consumatori.
Già a scaffale, ma presentato il 6 maggio a Ferentino, dove Froneri ha il suo principale stabilimento italiano, Baci Gelato è declinato in tre formati - stecco, cono e pot - costruiti attorno agli ingredienti che definiscono l’originale: gianduia, nocciola e cacao. I prodotti sono certificati Rainforest Alliance. L’operazione punta a intercettare chi cerca «esperienze di gusto distintive, premium e ad alto contenuto emozionale», come recita l’azienda, e mantiene uno degli elementi più riconoscibili del brand originale: il messaggio segreto inserito in ogni confezione.
La strategia del co-branding nel gelato confezionato
Il lancio di Baci Gelato si inserisce in una tendenza consolidata nel settore: quella di trasformare marchi forti in altre categorie - biscotti, cioccolato, praline - in gelati confezionati, con l’obiettivo di trasferire riconoscibilità e fedeltà del consumatore. Froneri ha costruito nel tempo una lunga partnership con Mondelēz, da cui sono nati gelati Oreo, Milka, Cadbury e Toblerone, e nel 2026 aggiungerà al proprio portafoglio anche Lotus Biscoff, dapprima in alcuni mercati europei selezionati.
Non si tratta di un fenomeno isolato, come dimostrano i casi di Ferrero, Bauli e altre aziende che hanno acconsentito a declinare i propri brand iconici nella versione sottozero. Il ragionamento industriale alla base di queste operazioni è lineare: un marchio già affermato porta con sé una base di consumatori fidelizzati, abbassa le barriere di ingresso nella categoria e riduce i costi di costruzione della notorietà. Nel caso di Baci, che secondo Nestlé è riconosciuto per qualità e valore emozionale, il trasferimento nel gelato punta a presidia un segmento - quello premium dello snacking individuale - in forte espansione.
I conti di Froneri: 350 milioni di euro in Italia
Dietro il lancio di Baci Gelato c’è un gruppo in forte movimento, sia sui mercati che nell’azionariato. Nel 2025 il fatturato di Froneri è cresciuto del 3,1% a tassi di cambio costanti, rispetto ai 5,531 miliardi di euro del 2024, trainato dal portafoglio snack e da maggiori investimenti nel marketing. I mercati al dettaglio sono aumentati complessivamente del 3,6% su base annua. La filiale italiana - con sede a Ferentino e stabilimento produttivo anche a Terni - nel 2025 ha realizzato un fatturato di circa 350 milioni di euro.







