Netflix, i dieci anni che hanno cambiato Tv e consumi globali
Il big dello streaming celebra il decennio dell’espansione mondiale: 135 miliardi investiti in contenuti, 325 miliardi di impatto economico globale
di Andrea Biondi
3' di lettura
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C’è anche chi non è contento. In Texas è stata fatta causa a Netflix perché, secondo il procuratore generale Ken Paxton, la piattaforma raccoglierebbe in modo improprio i dati degli utenti e sarebbe progettata per creare dipendenza, soprattutto tra i più giovani. «Quando guardi Netflix, Netflix guarda te», è la frase scelta dall’accusa per aprire il dossier. Nel mirino finiscono anche meccanismi come l’autoplay, quel piccolo trucco gentile e implacabile che trasforma una puntata nell’altra prima ancora che lo spettatore abbia deciso davvero di restare.
Netflix respinge tutto: «Questa causa è priva di fondamento e si basa su informazioni inesatte e distorte». E rivendica di prendere «molto sul serio la privacy dei propri abbonati».
Il salto internazionale
Tutto questo mentre il colosso dello streaming celebra i dieci anni dal grande salto internazionale. E lo fa mettendo in fila numeri che testimoniano una crescita continua, puntando sempre verso l’alto. Certo, il dibattito è aperto, e non da oggi: l’arrivo di Netflix sulla scena e la sua espansione globale hanno rappresentato un toccasana per le economie dei territori o un elemento che ha scosso dalle fondamenta la industry.
Anche a Wall Street, del resto, l’effetto Netflix si è visto. Chi avesse investito 10.000 dollari dieci anni fa oggi si ritroverebbe con 97.370 dollari, con un tasso di crescita medio annuo composto del 25,57%. Non male per un’azienda che, nel gennaio di dieci anni fa, passò in un solo giorno da circa 60 Paesi a oltre 190.
Allora sembrava una conquista geografica. Oggi Ted Sarandos, co-ceo del gruppo, in un post sul blog la racconta come un’operazione culturale: «Non vedevamo l’ora di portare grandi storie da ogni parte del mondo agli spettatori di ogni parte del mondo».

