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Orizzonte Legno, investire in tecnologia e capitale umano per far crescere il settore

La quinta edizione dell’evento organizzato dal gruppo merceologico dell’Unione Industriali Torino è stata dedicata al ruolo di questo materiale nell’economia del futuro, grazie anche alla nuova spinta green che sta prendendo piede

di Martina Soligo

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Esaurita l’onda lunga dei bonus edilizi, il settore del legno ha vissuto un 2024 complesso e un 2025 in lieve ripresa. Ma per l’anno che si appresta a cominciare la parola d’ordine è “resilienza”, anche grazie all’ultima parte degli investimenti nel comparto edile legati al Pnrr. Spostando però lo sguardo verso un futuro a medio e lungo termine, le prospettive sono migliori, grazie in particolare alla spinta green. È quanto emerge dal dibattito che ha avuto luogo nella quinta edizione di “Orizzonte Legno”, l’evento annuale organizzato dal gruppo merceologico dell’Unione Industriali Torino con il contributo di Banco Azzoaglio, Conlegno, Plack, Rilegno e Scm, che quest’anno è intitolato “Il Legno protagonista dell’economia del futuro”.

«È indubbio che ci siano dei segnali di crescita del nostro mercato, soprattutto su determinate settorialità, ma il fondamento di questa crescita è imputabile all'azione delle aziende, non solo al settore. Chi è stato lungimirante e quindi ha creduto nello sviluppo attraverso investimenti mirati, con una forte spinta verso la tecnologia, inizia a vedere i frutti del proprio lavoro. E li vedrà anche nei prossimi anni», spiega Davide Benedetto, presidente di Associazione Legno, che sottolinea l’importanza della «spinta verso il green», che inevitabilmente «prevede e prevedrà in futuro l’utilizzo del legno come materiale da costruzione e di finitura». «Il legno di per sé costituisce una materia prima chiave per questo sviluppo, soprattutto con l'applicazione delle nuove tecnologie. Ha delle caratteristiche che garantiscono qualità sia a livello energetico, sia a livello sismico, sia a livello di durata che altri materiali difficilmente hanno», racconta ancora Benedetto, evidenziando quanto «sarà importante sfruttare questa spinta green e le nuove norme che vanno in questa direzione».

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Investimenti e capitale umano per aumentare la competitività

In questo contesto, le aziende del settore devono lavorare su alcuni aspetti precisi per poter rimanere competitive: «Ritengo che ci siano due fuochi molto importanti, oltre ad una buona governance che deve studiarli e metterli in pratica. Il primo riguarda gli investimenti in linee produttive tecnologicamente avanzate, quindi macchinari nuovi, sempre più tecnologici, che riducano gli errori e possano rendere le aziende competitive a livello non solo locale, ma nazionale e mondiale», sottolinea il presidente. Il secondo punto riguarda il capitale umano: «le persone sono il vero motore dell'azienda. Occorre del personale qualificato, motivato e preparato. Occorre del personale che sia continuamente formato per lavorare su fattori rilevanti per la crescita. Se si considerano le risorse umane come il fondamento di un'impresa, le si può valorizzare davvero», spiega Benedetto. Oggi in Italia, sotto questo punto di vista, «c'è grande vivacità», ma ancora molto lavoro da fare se si considera, in particolare, la dimensione delle nostre aziende. «Una grande azienda, se ne ha la volontà e la visione, può dedicare risorse, tempo e progetti di crescita in questa direzione. Le aziende più piccole faticano un po' di più perché devono trovare risorse e tempo da dedicare e ogni tanto rimangono indietro», confessa il presidente. Il tessuto imprenditoriale italiano è formato per la maggior parte da piccole e medie imprese, quindi «ci vorrà un po’ più tempo, ma qualcosa si sta muovendo e il nostro compito è proprio quello di aiutarle in questa formazione e in questa comprensione dell'evoluzione», afferma Benedetto.

Il nuovo orizzonte dell’AI

E in un contesto di continua ricerca dell’innovazione, l’intelligenza artificiale rappresenta un punto fondamentale, anche per il settore del legno. «L'applicazione diretta dell’AI per il momento non è così pressante nel nostro settore, ma è indubbio che possa riguardare molteplici ambiti. Tutto ciò che fondamentalmente autogenera e migliora i processi con un'elaborazione e proiezione verso il futuro può essere applicato a forme di gestione dei magazzini, che per noi sono molto importanti, alla gestione dei trasporti, alla gestione delle commesse», spiega in maniera puntuale Davide Benedetto, sottolineando però l’importanza di una corretta formazione per «far comprendere agli imprenditori le potenzialità di questo strumento».

La formazione rimane dunque un pilastro fondamentale per Associazione Legno: «con Confindustria spingiamo per una formazione locale ma anche a livello nazionale con le federazioni di competenza che possono aiutare l'intero comparto», dice il presidente. «Noi ci diamo molto da fare per creare nei tavoli di competenza le opportunità per il nostro settore, per far crescere le nostre aziende, sia grandi che piccole, perché possano sfruttare queste norme che siamo riusciti a portare avanti. Cerchiamo sempre di più, con gli organi istituzionali e nazionali, di dare delle chiavi di lettura dei cambiamenti del comparto e di coinvolgere le aziende», continua ancora Benedetto, che sottolinea come, rispetto al passato, sia aumentata la partecipazione delle imprese, «probabilmente perché le nuove generazioni sono più attente ad ascoltare e ad imparare», conclude.

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