Il Papa alle vittime di abusi: «Il mio impegno perché non si ripeta»
Il Pontefice ai vescovi francesi: avanti con ascolto, verità, giustizia, riparazione e prevenzione. Alla messa nella Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes presenti circa 150mila fedeli
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Il Papa ha incontrato sette vittime di abusi, prima una ad una, poi tutte insieme. Le ha ringraziate “per la dolorosa testimonianza, ribadendo il proprio impegno perché il male vissuto non si ripeta per altri. Papa Leone ha espresso la propria vicinanza a loro, e, per loro tramite, a quanti hanno sofferto e soffrono ancora per le ferite degli abusi ricevuti”. Infine ha auspicato di “poter lavorare insieme perché la comunità dei fedeli sia sempre più un luogo dove gli uomini e le donne, di ogni età, possano trovare conforto e guarigione”. Lo riferisce la sala stampa vaticana.
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A Lourdes il Papa è tornato a parlare anche di fine vita nell’incontro con i malati. “Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. Il Papa ha quindi ribadito con forza la posizione della Chiesa su aborto e eutanasia: “Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana. La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata”.
“Qui a Lourdes, città dei malati e della speranza, invito tutta la comunità degli operatori sanitari a ricordare il significato profondo della propria vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla”, ha sottolineato ancora Leone XIV. Quindi l’invito “a sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca; dall’altro ad accompagnare con tenerezza i malati, come avviene qui a Lourdes, dove medici, infermieri, barellieri, cappellani, équipe pastorali dei malati e tanti altri ancora esercitano la loro vocazione al servizio della dignità della persona umana, affinché il mondo abbia la vita”. “So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili - ha detto il Papa rivolgendosi ai malati -, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. “La persona umana - ha concluso il Pontefice - è infatti ’degna’ per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. La sua dignità non si misura e non si discute”
Leone XIV ai vescovi francesi: «Massima vigilanza»
Nel corso dell’incontro con i vescovi francesi, il Papa ha affrontato direttamente il tema degli abusi commessi da membri del clero o in ambito ecclesiale.







