Vertice Cina - Usa

Vertice Cina-Stati Uniti. Xi: «Partner, non rivali», ma lancia un monito su Taiwan. Occhi puntati su Nvidia

Trump ha definito l’incontro «estremamente produttivo» e ha invitato il presidente cinese alla Casa Bianca il prossimo 24 settembre

dal nostro corrispondente Marco Masciaga

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping durante la vista al Tempio del cielo di Pechino APN

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NEW DELHI - Gli Stati Uniti e la Cina «dovrebbero essere partner, non rivali». Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping al suo omologo Usa Donald Trump dopo averlo accolto con tutti gli onori davanti alla scalinata che porta alla Grande sala del popolo di Pechino. Xi ha anche detto che i negoziati commerciali tra i due Paesi hanno fatto dei progressi e ha dichiarato di aver concordato con Trump che costruire una relazione costruttiva e strategicamente stabile «fornirà una guida alle relazioni bilaterali nei prossimi tre anni e oltre».

Cina-Usa, Trump e Xi Jinping al Tempio del cielo

Ma allo stesso tempo il presidente cinese ha voluto lanciare un avvertimento su Taiwan.

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Secondo un resoconto dei colloqui pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, Xi Jinping ha detto a Donald Trump che, se la questione dell’isola verrà gestita correttamente, le relazioni tra Stati Uniti e Cina «godranno di una stabilità complessiva». In caso contrario, però, i due Paesi rischiano «scontri e persino conflitti, mettendo l’intera relazione in grave pericolo». Pechino considera Taiwan una parte inalienabile del suo territorio, mentre dal punto di vista americano il mantenimento dell’indipendenza dell’isola è un elemento cruciale nella strategia di contenimento della Cina nell’Oceano Pacifico.

Secondo una portavoce del governo di Taipei, gli Stati Uniti avrebbero espresso «un chiaro e fermo sostegno» a Taiwan. «La parte statunitense ha ripetutamente ribadito il proprio chiaro e fermo sostegno a Taiwan», ha dichiarato la portavoce.

In apertura del bilaterale, il presidente cinese ha accennato al rischio di conflitto tra i due Paesi. «La domanda - ha detto Xi - è se la Cina e gli Stati Uniti riusciranno a superare la cosiddetta trappola di Tucidide», un concetto popolarizzato dal politologo americano Graham Ellison secondo cui, quando una potenza egemone viene minacciata da una emergente, crescono le possibilità di un conflitto tra le due.

Uno scenario per scongiurare il quale Xi ha esortato gli americani a «inaugurare un nuovo paradigma nelle relazioni tra grandi potenze» prima di concludere ribadendo - per l’ennesima volta da quando l’amministrazione Usa si è imbarcata nella sua guerra tariffaria - che «la cooperazione porta benefici a entrambe le parti, mentre lo scontro danneggia entrambe».

Cina, Trump incontra Xi Jinping

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Quando ha preso la parola a inizio vertice, il presidente degli Stati Uniti invece si è tenuto alla larga dalle questioni sostanziali e ha detto a Xi che l’incontro è «un onore come pochi altri che abbia mai avuto», preconizzando «un futuro fantastico» per i due Paesi e sottolineando di avere «un grande rispetto» per il leader cinese. Più tardi ha definito «estremamente produttivo» il vertice e invitato Xi alla Casa Bianca il prossimo 24 settembre.

Quello tra Xi e Trump è un vertice lungamente atteso, e già rimandato una volta a causa della guerra in Iran, che secondo gli analisti dovrebbe lanciare dei segnali di stabilizzazione nei rapporti tra i due Paesi, anche se è difficile che porti a novità sostanziali in materia di commercio. «Ieri - ha detto prudentemente Xi - i nostri team economici e commerciali hanno prodotto risultati generalmente equilibrati e positivi. Questa è una buona notizia per i cittadini dei due Paesi e per il mondo intero».

Al centro degli incontri della due giorni cinese di Trump - oltre alla guerra tariffaria americana e limiti all’esportazione di terre rare con cui ha risposto Pechino - ci saranno anche il conflitto in Medio Oriente e i rapporti tra Stati Uniti e Taiwan.

I due leader giungono a questo vertice, che segna il primo viaggio di un presidente americano in Cina da quasi un decennio, in condizioni molto differenti. Trump arriva ai colloqui con una posizione che negli ultimi mesi si è fatta progressivamente più debole. In parte perché i tribunali statunitensi hanno limitato la sua capacità di imporre dazi a piacimento, e in parte perché la guerra con l’Iran ha fatto salire l’inflazione e accresciuto di molto le possibilità che a novembre i repubblicani perdano il controllo di almeno una delle Camere del Congresso.

Sebbene l’economia cinese stia rallentando, Xi non affronta pressioni economiche o politiche comparabili.

Il presidente degli Stati Uniti è accompagnato, tra gli altri, dal Segretario di Stato Marco Rubio, dal Segretario del Tesoro Scott Bessent, dal Segretario della Difesa Pete Hegseth e dal Rappresentante per il Commercio Jamieson Greer. Con i vertici dell’amministrazione Trump è in viaggio anche una folta delegazione di ceo di cui fanno parte Jensen Huang di Nvidia, Elon Musk di Tesla e Tim Cook di Apple, tre colossi dell’industria americana con enormi interessi in Cina.

La presenza, inattesa, del numero uno di Nvidia non è passata inosservata. Il cerimoniale ha dato a Huang un posto di assoluto rilievo - davanti a Elon Musk e Tim Cook. Scelta non casuale, perché le trattative sulla vendita di microprocessori Usa alla Cina sono tra le più delicate del vertice. Il Dipartimento del Commercio Usa ha dato il suo via libera affinché una decina di società cinesi - tra cui Alibaba, Tencent, ByteDance e distributori come Lenovo e Foxconn - possano acquistare fino a 75mila chip H200, il secondo processore più avanzato prodotto da Nvidia, ma per il momento non ci sono state consegne.

Gli Stati Uniti hanno limitato la vendita di chip di ultima generazione alla Cina per cercare di mantenere il proprio vantaggio competitivo nel settore dell’intelligenza artificiale, ma le imprese - da Nvidia ai suoi clienti cinesi - premono perché i vincoli vengano allentati, mentre l’establishment militare Usa guarda con preoccupazione alle forniture.

La missione in Cina di Trump offrirà diverse occasioni di contatto diretto con Xi Jinping. Dopo i colloqui ufficiali di giovedì mattina, i due leader hanno visitato il Tempio del cielo, un complesso anticamente usato per riti sacrificali e parteciperanno a un banchetto di Stato giovedì, prima di prendere insieme il tè e pranzare venerdì.

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