Media e politica

Pier Silvio Berlusconi: «Ius Scholae non è priorità. Discesa in politica? No, per ora»

Il ministro delle infrastrutture replica alle parole del numero uno di Mediaset. Che, sul versante televisivo, alla serata di presentazione dei palinsesti boccia i reality con Diletta Leotta a Ilary Blasi

L’ad di Mfe-Mediaforeurope, Pier Silvio Berlusconi

4' di lettura

4' di lettura

La risposta arriva dalla Cina dove è in visita istituzionale il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini: sullo Ius Scholae «partita chiusa, tema archiviato, se ne occuperà semmai la sinistra fra trent’anni se vincerà».

Sapeva, Pier Silvio Berlusconi, che sarebbero state parole pesanti sull’argomento le sue sullo Ius Scholae, dette nel corso del’incontro con i giornalisti nella tradizionale serata di presentazione dei palinsesti di Mediaset. «So che dicendo questo do un colpetto a Tajani, ma è quello che penso. Non mi sembra che fra le priorità degli italiani ci sia lo Ius scholae». Il numero uno del gruppo Mediaset si è detto convinto che la proposta di legge «non sia mal formulata», ma possa «essere migliorata»: in ogni caso «i diritti delle persone vanno difesi sempre, a prescindere: l’ho imparato da mio padre».

Loading...

Forza Italia e Matteo Renzi

Un giudizio che non va, come detto, nella stessa direzione di un partito. Che è vecchio gli viene chiesto? «Onestamente sì». Di certo c’è un centro politico, «che è una prateria e in cui Forza Italia è preponderante». Anche Matteo Renzi ambirebbe a coprire quello spazio, gli si fa notare. «Ho grande stima, ma ha perso credibilità politica». Quanto invece alla premier Giorgia Meloni l’endorsement è chiaro: ««È il miglior presidente del Consiglio in Europa. Sta agendo, bene, da primo ministro quindi mirando all’interesse generale, non della sua parte politica».

Tajani: «Sullo Ius Scholae in sintonia con Berlusconi»

Sullo Ius Scholae nel corso della giornata arriva il commento dello stesso leader di Fi, Antonio Tajani che nonostante tutto si dice «in sintonia» con il numero uno di Mfe-Mediaforeurope. «Ho sempre detto - sottolinea Tajani - che la nostra priorità si chiama riforma della giustizia, riduzione della pressione fiscale e tutela della salute del cittadino. Non ho mai detto che (lo Ius Scholae, ndr) era una priorità; ho detto qual è soltanto la nostra posizione. Da questo punto di vista siamo in perfetta sintonia. Andremo avanti nel sostenere e difendere le nostre idee. Certamente non sono altri partiti che decidono quando, come e dove parlare».

Discesa in politica? «No» (per ora)

La politica è stato un argomento forte della serata di presentazione dei palinsesti a Cologno. Con Pier Silvio Berlusconi - domanda evergreen - che può scendere in politica? La porta chiusa, ancora con maggiore convinzione rispetto al passato, rispetto a una discesa in campo perché «amo questa azienda». Anche se una postilla Pier Silvio Berlusconi non la risparmia: «Mio padre è sceso in politica a 58 anni. Io ne ho 56. Oggi non ho nessuna intenzione e non penso alla politica. Guardando al futuro non lo escludo, ma così come non escludo tante altre cose nella mia vita, ossia che a un certo punto io possa dire “sai che c’è, una sfida completamente nuova, perché no?”. Ma è sciocco parlarne oggi, perché oggi non ha alcuna concretezza». La sua vera passione, confessa, sta nel rapporto con le persone, nei bagni di folla: «Mi travolge, mi piace quando mi fermano, mi abbracciano, mi salutano».

Il giudizio (critico) sul sindaco Sala

Potrebbe essere lui il prossimo candidato sindaco a Milano? «Ma io non vivo a Milano e non vivo Milano da tempo, è risaputo» replica pur non risparmiando un giudizio tagliente sul sindaco Giuseppe Sala. «A Genova il centrodestra ha sbagliato il candidato» mentre per vincere a Milano «dipende dal candidato, ma deve essere nella società». E comunque «se perdono dopo Sala sono messi male».

Oltre ad aver parlato dell’Opas su Prosiebensat, partita aperta da qui a metà (se non fine) agosto, il centro dell’attenzione si è spostato sull’offerta televisiva

L’evoluzione di Canale 5

Non la chiama rivoluzione, ma il segno è chiaro: Pier Silvio Berlusconi ha voluto ridisegnare Canale 5 e i palinsesti Mediaset dell’autunno partendo da un gesto simbolico forte, quasi sacrilego per il pubblico storico del Biscione. Dopo 37 anni, la stagione della rete ammiraglia non si aprirà con “Striscia la Notizia”. Al suo posto “La ruota della fortuna” con Gerry Scotti. E sarà solo il primo degli scossoni pensati per una tv commerciale che vuole essere meno gridata e più contemporanea, meno “reality” e più informazione.

Striscia rimandata a novembre

«Nessuna rivoluzione, ma un’evoluzione profonda», dice. Eppure, lo spostamento di Striscia a novembre, concordato con Antonio Ricci puntualizza l’ad Mediaset, segna un cambio di paradigma. «Ricci sta lavorando a una versione ancora più moderna, ma ancorata alla sua tradizione», rassicura.

L’access prime time diventa dunque terreno di sperimentazione. Dopo “La ruota della fortuna”, spazio a “Sarabanda” (dal 21 ottobre con Enrico Papi), mentre la fascia pre-serale vedrà l’alternanza tra Avanti un altro e la novità Max Giusti, atteso per le “strenne”. In seconda serata, entra in gioco l’approfondimento: “Speciale Tg5” il sabato, “Risiko” la domenica con Federico Rampini, e Bianca Berlinguer il venerdì sera con reportage e inchieste, mentre resta su Rete 4 con “È sempre Cartabianca”.

Loading...

Informazione e approfondimemnto

Il tentativo, evidente, è quello di restituire centralità al racconto del Paese, in chiave pop ma più informata. Così “Pomeriggio 5” va a Gianluigi Nuzzi, volto da cronaca giudiziaria: «Dove c’è la notizia, lì andiamo», dice l’ad. Myrta Merlino, invece, resta nella squadra ma in cerca di una nuova collocazione: sarà ospite dei talk, in attesa di un progetto «giusto per noi e per lei».

I reality «brutti» di Leotta e Blasi

I reality non spariscono, ma cambiano pelle. “Il Grande Fratello” sarà più snello e affidato a Simona Ventura, testata con successo all’Isola e “scoperta” da un numero zero che ha convinto tutti: «Alla faccia dell’età, se c’è una che sa fare questo mestiere è lei», dice Pier Silvio, col sorriso di chi si è tolto un sassolino. A primavera, tornerà la versione “vip” con Signorini, mentre “L’Isola dei Famosi” passa a Veronica Gentili.

Se il genere «ha ancora tanto da dire», Berlusconi non risparmia stoccate: “La Talpa” con Diletta Leotta e “The Couple” con Ilary Blasi sono «i programmi più brutti che abbia mai visto». Parole che, dette in pubblico, pesano.

Nel segno della continuità, invece, l’universo De Filippi rimane saldo al centro del palinsesto: “C’è posta per te”, “Amici”, “Tu sì que vales” (con Bonolis giurato), “Temptation Island”. Silvia Toffanin, spinta «con insistenza» dal compagno, condurrà speciali di Verissimo in stile Maurizio Costanzo, con un sogno dichiarato: «Mi piacerebbe partire con la premier ospite».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti