Professioni, nel Ddl delega formazione sull’AI e tirocini retribuiti
A quasi 10 mesi dall’approvazione in Cdm, approda in Senato per l’avvio dell’iter di discussione. Tra le novità organizzazione dei corsi di specializzazione affidata a Ordini e Consigli nazionali
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I punti chiave
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A quasi un anno di distanza dall’approvazione nel Consiglio dei ministri e dopo l’esame degli emendamenti in Commissione giustizia, il disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali è pronto per approdare in Senato per la prima tappa dell’iter di discussione.
Chiedilo al Sole
Il testo del Ddl - firmato dalla ministra del Lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio - continua a rincorrere un obiettivo ambizioso: aggiornare e riorganizzare la normativa in vigore per svecchiare il mondo delle professioni e allinearlo, oltre che agli standard europei, alla velocità di una realtà in continua evoluzione.
Una rimessa a nuovo che coinvolgerà 15 categorie professionali (agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e dottori forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari) e che, tra conferme e novità, prevede una ricca lista di aggiustamenti. Eccone alcuni.
Definizione delle competenze
Per mettere ordine nel dedalo di skill e mansioni , il Ddl punta a circoscrivere attività e compiti riservati - anche in via non esclusiva - a ciascuna professione. Facendosi guidare, nell’attribuzione delle competenze agli iscritti ai vari albi, sia dall’iter formativo sia dai quadri di riferimento adottati a livello nazionale ed europeo. E, in caso di «attività libere» e non appaltate unicamente a uno o più professionisti, consentendone lo svolgimento a tutti.
Consulenza e formazione
Non solo: nel ventaglio delle competenze specifiche si inserisce anche l’attività di consulenza, finora non sempre riconosciuta formalmente. E viene ridisegnata la traiettoria della formazione continua, che dovrà prevedere un minimo di ore dedicate all’alfabetizzazione sul digitale, la cybersicurezza e l’AI.







