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Promuovere l’eccellenza del distretto della mobilità nel mondo: nasce la Vehicle Valley Piemonte

L’associazione mira a unire le competenze dell’universo automotive per rafforzare la capacità di export delle aziende, favorire il loro business e attrarre investitori

di Martina Soligo

3' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Sono 713 le realtà imprenditoriali nel campo della componentistica dell’automotive presenti in Piemonte, pari al 33,6% del totale nazionale, che nel 2023, secondo i dati dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana della Camera di commercio di Torino e Anfia, hanno generato un fatturato di 20,4 miliardi di euro (+5,9% rispetto all’anno precedente) e dato lavoro a 56.356 addetti. Alle imprese con sede in Piemonte è dunque riconducibile il 34,7% del fatturato e il 33,1% degli addetti dell’intera filiera. Per questo motivo, non poteva che nascere qui la Vehicle Valley Piemonte: l’associazione, presentata nella sede della Regione Piemonte nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy 2025, che ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione all’interno dell’ecosistema automotive della Regione, creando una rete di aziende, competenze e progetti.

Si tratta di un’associazione in grado di sviluppare la collaborazione tra aziende, istituzioni, scuole di design e centri di ricerca, per dare forma alla mobilità di domani. Un esempio di unione di eccellenze del territorio che ha lo scopo di trasformare il know-how locale in un vantaggio competitivo globale. Non solo. Come spiega Monica Mailander, presidente della Vehicle Valley Piemonte, l’associazione è anche un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato: tra i soci fondatori figurano, infatti, due prestigiosi brand nel panorama mondiale del design e dell’engineering, come Italdesign e Pininfarina, la Regione Piemonte, e i principali enti di rappresentanza del tessuto imprenditoriale: Camera di commercio di Torino, Unione Industriali Torino, Api (Associazione piccole e medie imprese) di Torino e Provincia e Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) della Città Metropolitana di Torino. Non semplicemente soci, ma «dei veri ambasciatori della VVP nel mondo», spiega ancora la presidente: «Se tutti gli associati porteranno nel mondo il nome della Vehicle Valley, insieme agli sforzi dell’associazione, creeremo presto un brand forte e riconoscibile a livello internazionale». E in questo senso «è importante che lavorino insieme grandi e piccoli player. Vanno infatti in questa direzione le attività di seminari, di convegni, proposte dalla VVP proprio per cercare di creare un sistema che funzioni, che crei nuovi spunti, nuove opportunità di collaborazione. Le piccole realtà territoriali, a mio avviso, saranno quelle che avranno il maggior ritorno da questa iniziativa», continua la presidente.

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Dagli investimenti alla formazione: le linee di sviluppo

Sono molteplici gli ambiti su cui la Vehicle Valley Piemonte ha intenzione di lavorare, a partire dall’«attrazione degli investimenti», come ricorda Mailander, senza dimenticare le possibili sinergie, per esempio, con il settore dell’aerospazio, altra eccellenza piemontese che sta crescendo in modo consistente. Di fondamentale importanza anche la formazione, intesa come capacità di creare rete con le istituzioni universitarie e le start-up del territorio, affinché si possano trasferire competenze, tecnologie e innovazione. Senza dimenticare, come sottolineato dalla presidente, la cultura dell’auto che costituisce il Dna di Torino e del Piemonte: «In questi luoghi abbiamo il Museo Nazionale dell’Automobile, l’Heritage Hub, il Centro Storico Fiat, per non parlare delle collezioni private che conservano la memoria delle grandi innovazioni del passato. C'è veramente molta effervescenza anche in questo campo e questo ci consente di attrarre collezionisti da tutto il mondo, turisti e quindi può diventare un driver per l'economia locale», spiega ancora Mailander.

Uno sguardo internazionale

L’unione di competenze che si sviluppa con la Vehicle Valley Piemonte porta l’associazione ad avere l’ambizione di uscire al di fuori dei confini nazionali, «quindi mira anche ad aumentare il business dell'export di queste aziende, creando opportunità – spiega la presidente -, come per esempio il primo appuntamento che ci sarà in Michigan dal 22 al 24 aprile, da dove si partirà per presentare le innovazioni piemontesi nel campo della mobilità. Si tratta di un evento che prevede incontri istituzionali, ma anche degli incontri one to one per le imprese, per cercare di creare nuove connessioni con partner globali». In un contesto geopolitico teso, dominato dall’incertezza della guerra commerciale in corso, con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump al lavoro su nuove tariffe, scegliere di fare rete per rafforzare la capacità e le competenze inerenti all’export è una scelta coraggiosa. «Secondo me è nei periodi di crisi che si costruisce il futuro, quindi, credo che questa sia una risposta importante che il nostro territorio sta dando, con un impegno anche da parte delle istituzioni» racconta Mailander. «Credo poi che comunque si debba andare avanti: le opportunità si creano. C'è la possibilità di acquisire aziende sul territorio, come già altri imprenditori hanno fatto in passato, e di produrre negli Stati Uniti. Bisogna guardare avanti e non fermarsi allo spauracchio dei dazi», conclude.

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