Giustizia

Proposta di legge Sciascia-Tortora, per i magistrati formazione ad hoc e tirocinio in carcere

Si punta a una giustizia più umana e consapevole, con professionisti in grado di agire nel rispetto dei diritti e della dignità degli altri

di Camilla Curcio

IMAGOECONOMICA

3' di lettura

3' di lettura

Un restyling capillare del percorso di formazione dei magistrati per addestrare professionisti in grado di conciliare competenze ed empatia. È questo l’obiettivo del progetto di legge Sciascia-Tortora, proposta che punta a una «giustizia più umana e consapevole», al centro di una serie di incontri pubblici che ieri ha fatto tappa a Milano, in uno dei luoghi più rappresentativi del sistema penitenziario italiano: il carcere di San Vittore.

L’evento, organizzato dall’Ordine degli avvocati di Milano e dalla Camera penale milanese e coordinato da Guido Camera, presidente di Italia Stato di diritto, ha visto anche la collaborazione dei promotori dell’iniziativa legislativa, ieri all’esame della Camera dei deputati: l’associazione Amici di Leonardo Sciascia, ItaliaStatodidiritto, la Fondazione internazionale per la giustizia Enzo Tortora, la Società della Ragione e l’Unione camere penali. Tra gli ospiti intervenuti anche figure di spicco del mondo istituzionale, accademico e forense, tra cui Maria Elena Boschi, Benedetto Della Vedova, Debora Serracchiani e Giorgio Mulé, parlamentari e firmatari del disegno di legge, Federico Papa, presidente della Camera penale di Milano, Roberto Crepaldi, magistrato sezione Gip-Gup del Tribunale di Milano, Francesca Biondi, docente dell’Università degli studi di Milano, Simona Viola, presidente dell’associazione Amici di Leonardo Sciascia e Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora.

Loading...

In cosa consiste il progetto di legge

Il progetto di legge si fonda, essenzialmente, su tre punti chiave:

1) l’introduzione obbligatoria dello studio del diritto penitenziario nel percorso formativo dei magistrati;

2) l’inserimento della letteratura dedicata alla giustizia, ai diritti fondamentali e alle derive dello Stato di diritto, per aprire un dibattito costruttivo e una riflessione culturale e civile sul ruolo che dovrebbe avere il giudice;

3) un tirocinio “esperienziale” obbligatorio - della durata di 15 giorni - in carcere, con pernottamento incluso. Uno strumento che, grazie al lavoro sul campo, può aiutare a comprendere concretamente la condizione di un detenuto e gli effetti delle decisioni giudiziarie. Esperimento già invocato da da Piero Calamandrei («bisogna vedere, bisogna starci per rendere conto») e, ancor, più da Leonardo Sciascia, nella sua riflessione civile sul rapporto tra giustizia e verità: «Un rimedio, paradossale quanto si vuole, sarebbe quello di far fare a ogni magistrato, una volta superate le prove d’esame e vinto il concorso, almeno tre giorni di carcere tra i comuni detenuti. Sarebbe indelebile esperienza, da suscitare acuta riflessione e doloroso rovello ogni volta che si sta per firmare un mandato di cattura o per stilare una sentenza».

Mattarella: "Ormai insostenibile il sovraffollamento delle carceri"

Diritti e dignità dei detenuti al centro

È, dunque, un cambio di passo quello che serve per riformare l’approccio del magistrato. E non solo un riallineamento legislativo. «San Vittore, un luogo che non è solo simbolo della detenzione, ma anche spazio di riflessione profonda sul senso della giustizia», ha commentato Antonino La Lumia, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, intervenuto nel corso della presentazione. «Questo progetto di legge non propone solo una riforma normativa ma mette al centro della formazione del magistrato la consapevolezza umana e culturale del proprio ruolo. È una proposta che interroga la coscienza di chi amministra la giustizia, sollecitando uno sguardo vicino alla realtà detentiva, ai diritti e alla dignità delle persone».

La priorità resta, quindi, quella di costruire una cultura della giurisdizione che parta dalla consapevolezza e atterri sulla responsabilità, nel segno di una riforma che mira a richiamare la giustizia nella sua dimensione più autentica: quella umana, etica e fatta di esperienze.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti