Industria e ambiente

Riciclo del legno, nel 2025 il tasso di riciclo sale e sfiora il 70%

Rilegno presenta i dati di un sistema in cui l’Italia è leader in Europa. L’anno scorso rigenerati e reimmessi sul mercato 70 milioni di pallet

di Giovanna Mancini

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Usa più volte la parola «sistema», Nicola Semeraro, presidente di Rilegno, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi di legno, che nel 2025 ha gestito oltre 98mila trasporti, sostenendo una rete i 412 piattaforme di raccolta su tutto il territorio nazionale, 15 impianti di riciclo e 1.904 consorziati.

Un sistema che genera valore

Un sistema che unisce imprese, istituzioni e cittadini, per dare nuova vita al legno, un materiale per sua stessa natura sostenibile e che inoltre può essere riutilizzato e riciclato quasi infinite volte, «contribuendo in modo concreto alla riduzione delle emissioni di CO₂, al contenimento dell’uso di materie prime vergini e alla diffusione di un modello di sviluppo più responsabile», spiega il presidente al termine del convegno «Il valore del legno», che si è tenuto alla Triennale di Milano il 14 maggio.

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Un sistema che unisce industria, design e tecnologie, che genera valore per il Paese, che trasforma uno scarto in una risorsa e conferma l’eccellenza dell’Italia rispetto al resto d’Europa, lungo tutta la filiera del legno, fino al suo smaltimento o alla sua rigenerazione.

Tasso di riciclo doppio rispetto agli obiettivi Ue

Con un tasso di riciclo che sfiora il 70% (69,8% nel 2025, in crescita del 2% rispetto al 2024), l’Italia è infatti ben al di sopra dell’obiettivo fissato dall’Unione europea, al 30%. Nel corso del 2025, l’immissione al consumo di legno recuperato ha superato i 3,5 milioni di tonnellate (+3,7%), trainato in particolare dalla diffusione dei pallet rigenerati, a conferma della crescente attenzione del settore verso modelli di riutilizzo e circolarità. Parallelamente anche i volumi di legno avviato a recupero sono cresciuti raggiungendo quasi 1,8 milioni di tonnellate, con un incremento delle attività soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud Italia. Nel 2025 sono state recuperate oltre un milione di tonnellate di pallet, equivalenti a più di 70 milioni di unità reimmesse sul mercato, riducendo significativamente il consumo di nuove risorse.

Ricerca Sda Bocconi: la percezione del legno

Durante il convegno è stata inoltre presentata una ricerca della SDA Bocconi, curata dal professor Francesco Bertolini, che ha analizzato il modo in cui le aziende percepiscono il valore del legno rispetto ad altri materiali, considerando aspetti ambientali, economici e operativi. Per le aziende intervistate, il legno è associato in larga parte a naturalità e, in misura minore, a rinnovabilità, mentre il suo valore legato al ciclo di vita e alla sostenibilità non è ancora pienamente interiorizzato. Il 70% delle imprese lo considera più sostenibile rispetto ad altre alternative. Viene apprezzato per impatto ambientale, estetica, immagine aziendale e facilità di smaltimento, mentre il costo rappresenta la principale criticità.

Gli imballaggi in legno sono ampiamente diffusi (utilizzati dal 70% del campione), ma emergono alcuni limiti culturali: il pallet, ad esempio, è spesso percepito come elemento logistico più che come imballaggio, riducendone la valorizzazione nelle strategie ESG. In generale, la scelta dei materiali è guidata soprattutto da criteri funzionali ed economici, mentre l’impatto ambientale è considerato prioritario solo da una minoranza (22%).

Dalla ricerca emerge un divario tra percezione e comunicazione: sebbene il 75% delle aziende consideri la sostenibilità una fattore strategico di competitività, solo il 13% utilizza il legno come leva comunicativa.

Se dunque il legno è un materiale diffuso e apprezzato, «il suo potenziale sostenibile resta spesso implicito. La sfida consiste nel trasformare questa percezione positiva in un vantaggio competitivo concreto, attraverso strumenti di misurazione, comunicazione e valorizzazione lungo tutta la filiera», conclude la ricerca.

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