Dopo l’avvio dell’istruttoria

Roggero, Nordio ricevuto al Colle: «Puntualizzati i limiti delle attribuzioni del ministro sulla grazia»

La mossa del Guardasigilli dopo il placet di Meloni. La destra si ricompatta, guardando a Vannacci

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio ANSA

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Dopo il pressing del centrodestra e il placet della premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore di Mario Roggero. Ma nel pomeriggio una nota del Quirinale ha informato che il Guardasigilli è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella «per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Una «questione di metodo»

Non è una questione di merito sulla grazia al gioielliere piemontese, fanno notare fonti del Quirinale, anche perché ancora non è stata resa nota la motivazione della sentenza della Cassazione sul caso Roggero e quindi il discorso sulla concessione o meno della grazia è assolutamente prematuro. Ma è una questione strettamente di metodo, che tocca i poteri del presidente della Repubblica, così come disegnati dalla Costituzione. Come infatti recita la sentenza n. 200 del 2006, richiamata nel comunicato del Quirinale, è riconosciuta «espressamente la possibilità che la grazia sia concessa anche in assenza di domanda», ma «in ogni caso l’iniziativa potrà essere assunta direttamente al presidente della Repubblica, al quale da tempo si è riconosciuto tale potere». Secondo l’Ansa, il presidente Mattarella avrebbe ripetuto, durante il colloquio, al ministro Nordio le parole di Luigi Einaudi: «È dovere del presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce».

Loading...

Il via libera di Meloni e la nota dei capigruppo

Secondo il ministero di Via Arenula, l’apertura dell’istruttoria nei confronti del gioielliere 72enne di Grinzane Cavour, appena condannato in via definitiva dalla Cassazione a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver inseguito e ucciso due ladri dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile del 2021, è avvenuta d’ufficio, su impulso del Guardasigilli, ai sensi del comma 4 dell’articolo 681 del Codice di procedura penale («La grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta»). In mattinata i capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro Popolare avevano avviato la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscriverla, proprio per inoltrare la richiesta al ministero della Giustizia.

«Riteniamo - si legge in una nota congiunta - che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto avvenuto a Roggero meriti una risposta immediata finalizzata a garantire che non debba affrontare ciò che, anche in considerazione della sua età, diventerebbe una condanna all’ergastolo, insopportabile visto quanto avvenuto».

Il centrodestra si ricompatta su proposta Salvini

Intorno alla vicenda va dunque in scena un ricompattamento del centrodestra, nel giorno del via libera alla Camera della riforma della legge elettorale, dopo le plateali divisioni sull’emendamento in materia di preferenze.

Ricompattamento che era stato sollecitato dal vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che già ieri - dopo la notizia della sentenza - aveva rivolto un appello social al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la grazia in favore di Roggero.

Tajani: «Aderisco, ora decisa il Colle»

Anche l’altro vicepremier, l’azzurro Antonio Tajani, ha sottolineato la sua adesione alla proposta. Roggero, ha detto, «è un uomo che ha sbagliato, ma è stato vittima di tali e tante aggressioni ed è intervenuto per difendere la propria famiglia: credo che meriti il perdono da parte della società - ha aggiunto il vicepremier -. Poi sarà il presidente della Repubblica a decidere, ma ritengo sia giusto compiere questo passo».

Il messaggio a Vannacci

La mossa del centrodestra è anche un messaggio al generale Roberto Vannacci, che con lo show al Teatro comunale di Vicenza, di Roggero ha fatto definitivamente un simbolo, tanto da meditare di candidarlo nelle liste di Futuro Nazionale (anche se al momento il gioielliere non è candidabile).

Un altro segnale evidente della competizione aperta a destra e della campagna securitaria che si intensificherà man mano che ci avvicineremo alle elezioni.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti