Il caso

Roma, esplode un casolare: morti due anarchici. Tra ipotesi azione su obiettivo vicino

L’esplosione del casolare nel parco degli Acquedotti, con la morte di due anarchici legati al gruppo Cospito al suo interno, è diventato un caso (anche) politico

di Redazione Roma

Aggiornato il 21 marzo 2026 alle ore 18:00

Due vittime per il crollo di parte del solaio di un casale abbandonato ex stazione ferroviaria il cosiddetto Casale del Sellaretto nel parco degli Acquedotti dovuto a esplosione di un ordigno artigianale, a Roma, Italia - cronaca - 20 marzo 2026 (Foto Francesco Benvenuti/LaPresse) LAPRESSE

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Poteva essere un luogo vicino al parco degli Acquedotti l’obiettivo dell’ordigno che stavano assemblando i due anarchici morti ieri nell’esplosione all’interno del casolare abbandonato. Sarebbe una delle ipotesi emerse durante la riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo che c’è stata oggi al Viminale. Una pista presa in considerazione alla luce della natura dell’ordigno che sarebbe stato realizzato con fertilizzante e un innesco e, quindi, considerato poco ’stabile’ per il trasporto. Tra i possibili obiettivi ’d’interesse anarchico’ nel quadrante sud est della Capitale si trovano uno snodo ferroviario come anche il polo Tuscolano della polizia e una caserma dei carabinieri. Ma al momento non si escludono altre piste. 

Intanto potrebbero arrivare dalla natura dell’ordigno in costruzione alcune risposte sul tipo di azione che gli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti nel crollo del casale al parco degli Acquedotti, intendevano mettere in atto. Le verifiche si concentreranno, in particolare, sul tipo di esplosivo usato per assemblare la bomba e capire quindi la portata. In particolare verrà stabilito se si tratta di una sostanza che si trova in commercio o di esplosivo utilizzato nelle cave. La presenza di chiodi, ritrovati durante i rilievi, farebbero ipotizzare a una sorta di “salto di qualità” rispetto a un’azione dimostrativa.

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Le perquisizioni

Effettuate nella notte cinque perquisizioni da parte della Digos di Roma nei confronti di appartamenti alla galassia anarchica. Gli agenti hanno sequestrato vario materiale di area anarchica, ora al vaglio degli investigatori ma che non sarebbe attinente all’episodio. Ascoltate due persone riconducibili allo stesso contesto, che al momento non risulterebbero collegati all’azione che i due intendevano mettere in atto. Chi indaga è al lavoro sulla logistica, in particolare sul perché avevano scelto quel casale, e sull’eventuale filiera che ha fornito l’esplosivo

L’esplosione

Per gli investigatori sono stati gli anarchici a causare la deflagrazione probabilmente mentre assemblavano un ordigno artigianale. L’allarme è scattato venerdì mattina quando un guardiano ha contattato il 112 dopo aver visto un cadavere sotto le macerie.

Il cedimento, però, potrebbe essere avvenuto diverse ore prima. Nella serata di giovedì, infatti, era stato sentito un boato in zona. I vigili del fuoco hanno avviato ricerche e trovato poco dopo il secondo corpo. Sul posto è arrivata la polizia con la scientifica per i rilievi. Gli investigatori si sono messi al lavoro per chiarire la dinamica e dare un nome alle vittime.

Le vittime

Le due vittime sono, nomi noti del “gruppo Cospito”. Per chi indaga si trovavano nel casolare per confezionare un ordigno e stavano pianificando un’azione da mettere in atto probabilmente nelle prossime settimane. Mercogliano, in particolare, aveva un braccio mutilato, avvalorando l’ipotesi che stesse maneggiando una bomba.

Alessandro Marcogliano, di 53 anni, era stato processato per azioni a sfondo terroristico a Torino. Fu uno dei cinque condannati nel 2019 del maxi processo per terrorismo ad anarchici accusati di avere dato vita alle Fai-Fri, i gruppi che dal 2003 al 2016 si sarebbero resi autori di una quantità di ’azioni dirette’ - dagli ordigni ai plichi esplosivi - contro politici, giornalisti, forze dell’ordine. I giudici della Corte d’Assise ad aprile di quell’anno lo condannò a 5 anni mentre ad Alfredo Cospito ne furono inflitti 20.

Sara Ardizzone, invece, era stata prosciolta lo scorso anno a Perugia nell’ambito dell’inchiesta Sibilla. In aula, in sede di udienza preliminare, aveva letto un lungo scritto: “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato” aveva scandito con tono solenne davanti al giudice.

Il possibile attacco

Non si esclude che nel mirino potesse finire - ancora una volta - la rete ferroviaria, già colpita a febbraio da diversi sabotaggi di matrice anarchica alla linea ad Alta Velocità in occasione dei Giochi Olimpici di Milano Cortina. Tra le piste al vaglio anche che l’esplosivo potesse servire a un blitz contro gruppo Leonardo - società attiva nei settori della difesa - come pure per un rilancio della campagna a favore dell’anarchico Cospito, in vista della scadenza a maggio del decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione in 41bis. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine coordinato dal pool antiterrorismo.

Tajani: “Clima di tensione da anarchici e estrema sinistra”

“C’è un clima di tensione che gli anarchici e gli elementi di estrema sinistra vogliono continuare a creare nel nostro Paese”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 riguardo l’esplosione di un ordigno nel Parco degli Acquedotti a Roma. “Vedremo come proseguiranno le indagini, però il fatto che due anarchici maneggiassero una bomba alla vigilia del voto referendario lascia molto perplessi. Ci preoccupa molto perché si conferma tutto ciò che era stato detto in occasione delle manifestazioni più violente che c’erano state in tante città italiane”, ha aggiunto invitando a mantenere “la guardia alta”. 

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