Roma, esplode un casolare: morti due anarchici. Tra ipotesi azione su obiettivo vicino
L’esplosione del casolare nel parco degli Acquedotti, con la morte di due anarchici legati al gruppo Cospito al suo interno, è diventato un caso (anche) politico
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I punti chiave
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Poteva essere un luogo vicino al parco degli Acquedotti l’obiettivo dell’ordigno che stavano assemblando i due anarchici morti ieri nell’esplosione all’interno del casolare abbandonato. Sarebbe una delle ipotesi emerse durante la riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo che c’è stata oggi al Viminale. Una pista presa in considerazione alla luce della natura dell’ordigno che sarebbe stato realizzato con fertilizzante e un innesco e, quindi, considerato poco ’stabile’ per il trasporto. Tra i possibili obiettivi ’d’interesse anarchico’ nel quadrante sud est della Capitale si trovano uno snodo ferroviario come anche il polo Tuscolano della polizia e una caserma dei carabinieri. Ma al momento non si escludono altre piste.
Intanto potrebbero arrivare dalla natura dell’ordigno in costruzione alcune risposte sul tipo di azione che gli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti nel crollo del casale al parco degli Acquedotti, intendevano mettere in atto. Le verifiche si concentreranno, in particolare, sul tipo di esplosivo usato per assemblare la bomba e capire quindi la portata. In particolare verrà stabilito se si tratta di una sostanza che si trova in commercio o di esplosivo utilizzato nelle cave. La presenza di chiodi, ritrovati durante i rilievi, farebbero ipotizzare a una sorta di “salto di qualità” rispetto a un’azione dimostrativa.
Le perquisizioni
Effettuate nella notte cinque perquisizioni da parte della Digos di Roma nei confronti di appartamenti alla galassia anarchica. Gli agenti hanno sequestrato vario materiale di area anarchica, ora al vaglio degli investigatori ma che non sarebbe attinente all’episodio. Ascoltate due persone riconducibili allo stesso contesto, che al momento non risulterebbero collegati all’azione che i due intendevano mettere in atto. Chi indaga è al lavoro sulla logistica, in particolare sul perché avevano scelto quel casale, e sull’eventuale filiera che ha fornito l’esplosivo
L’esplosione
Per gli investigatori sono stati gli anarchici a causare la deflagrazione probabilmente mentre assemblavano un ordigno artigianale. L’allarme è scattato venerdì mattina quando un guardiano ha contattato il 112 dopo aver visto un cadavere sotto le macerie.
Il cedimento, però, potrebbe essere avvenuto diverse ore prima. Nella serata di giovedì, infatti, era stato sentito un boato in zona. I vigili del fuoco hanno avviato ricerche e trovato poco dopo il secondo corpo. Sul posto è arrivata la polizia con la scientifica per i rilievi. Gli investigatori si sono messi al lavoro per chiarire la dinamica e dare un nome alle vittime.







