Fisco

Rottamazione quinquies, alla cassa entro venerdì

La tolleranza di cinque giorni sui pagamenti è limitata a due casi specifici. Nella stessa data versamenti per i riammessi dalle precedenti sanatorie

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La rottamazione quinquies chiama i contribuenti alla cassa. Chi ha aderito alla definizione agevolata può pagare le somme dovute in unica soluzione,entro venerdì 31luglio 2026, o nel numero massimo di 54 rate bimestrali, di pari ammontare, con scadenza:

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

a) la prima, la seconda e la terza, rispettivamente, il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026;

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b) dalla quarta alla cinquantesima, rispettivamente, il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027;

c) dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima, rispettivamente, il 31 gennaio 2035, il 31 marzo 2035 e il 31 maggio 2035.

Chi paga a rate deve anche gli interessi del 3% annuo, a decorrere dal primo agosto 2026.

Omessi versamenti e carichi

La rottamazione quinquies riguarda tutti i carichi affidati all’agente della riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 31 dicembre 2023 derivanti da omesso versamento di:

  • imposte, a seguito dei controlli automatici e formali effettuati dall’agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni annuali;
  • contributi previdenziali dovuti all’Inps, con esclusione di quelli chiesti a seguito di accertamento;
  • sanzioni amministrative irrogate dalle Prefetture, per violazioni del Codice della strada.

Nel rispetto dell’ambito applicativo della rottamazione quinquies, sono definibili anche i carichi già oggetto:

  • delle prime tre rottamazioni o del “saldo e stralcio” per i quali si è determinata l’inefficacia della definizione agevolata a seguito del mancato o non tempestivo pagamento degli importi dovuti alle previste scadenze;
  • della rottamazione quater o della riammissione alla rottamazione quater per i quali, alla data del 30 settembre 2025, si sono persi i benefici della misura agevolativa, in quanto non tutte le rate scadute alla stessa data risultano regolarmente versate.

Tolleranze e mancati versamenti

Per i pagamenti, è stata introdotta una tolleranza di cinque giorni, limitata a due casi specifici:

  • in caso di rata unica a saldo, in scadenza al 31 luglio 2026, il pagamento è considerato valido se eseguito entro cinque giorni, cioè entro il 5 agosto 2026;
  • la tolleranza di cinque giorni si applica anche al saldo finale, nel caso di piano dilazionato.

La rottamazione quinquies risulterà inefficace a seguito del mancato o insufficiente versamento o, nelle sole ipotesi di cui alle lettere a) e c), anche di tardivo versamento superiore a cinque giorni:

a) dell’unica rata scelta dal debitore per fare il pagamento;

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b) di due rate, anche non consecutive, nel caso il debitore abbia scelto la soluzione rateale;

c) dell’ultima rata di quelle nelle quali il debitore ha scelto di dilazionare il pagamento.

L’agenzia delle Entrate ha chiarito che, se si è scelta la dilazione, l’omesso o ritardato versamento della prima rata del 31 luglio 2026 non comporta, di per sé, l’inefficacia della rottamazione quinquies. La definizione diventerà invece inefficace se, per effetto del ritardo o dell’omissione, si realizza il mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) complessive, tenendo conto che la prima rata successiva pagata viene imputata a quella precedente non versata.

Rottamazione quater

Si ricorda infine che il 31 luglio 2026 scade anche il termine per pagare la tredicesima rata della rottamazione quater e la quinta rata della riammissione alla stessa definizione agevolata. Per queste scadenze, la legge prevede la tolleranza di cinque giorni, e, perciò, saranno considerati tempestivi i pagamenti fatti entro il 5 agosto 2026.

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