No Tav

Scontri in Val di Susa, quattro fermati. Sopralluogo di Meloni e Piantedosi

Quattro cittadini stranieri, ritenuti vicini all’area del cosiddetto Blocco Nero, sono stati fermati dalla Polizia di Stato nell’ambito delle indagini sugli scontri avvenuti nei pressi dei cantieri della Torino-Lione. Sopralluogo in Val di Susa della premier Giorgia Meloni e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

Assalto no Tav, Meloni: Scontri non sono dissenso, ma violenza organizzata e premeditata

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Quattro antagonisti di nazionalità straniera sono stati fermati dagli investigatori della Polizia di Stato della Questura di Torino nell’ambito delle indagini sui disordini che si sono verificati sabato pomeriggio nei pressi dei cantieri Tav in Val di Susa, quando diverse centinaia di manifestanti, travisati, con indosso indumenti neri e maschere antigas, hanno assaltato i cantieri della Tav attaccando le forze dell’ordine poste a protezione delle aree. I quattro sarebbero riconducibili all’area del cosiddetto Blocco Nero, le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti, ancora non si conoscono le contestazioni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, hanno effettuato un sopralluogo in Val di Susa: dopo essere arrivati di prima mattina all’aeroporto di Torino Caselle, si sono spostati in valle in elicottero. Ad attenderli c’erano il capo della polizia, Vittorio Pisani, insieme al questore di Torino, Massimo Gambino, e al prefetto del capoluogo piemontese, Donato Cafagna.

Loading...

«Centoventi operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti negli scontri di sabato scorso contro l’infrastruttura dell’Alta velocità Torino-Lione. Uno scenario che si vede molto bene qui dietro, non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione. Ma questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata», ha detto la presidente del Consiglio. Giorgia Meloni ha aggiunto che «noi faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia e chiediamo anche a chi ne è responsabile, alla magistratura, a tutti gli inquirenti, di fare il massimo del lavoro perché uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere».

Tav, Meloni: Stato non indietreggia, non è dissenso ma violenza

Oltre 800 identificati in uscita dal Festival No Tav Alta Felicità

Sono oltre 800 le persone identificate dalla Polizia nei controlli in corso dalle prime ore di stamattina a Venaus, in Val di Susa, al termine del Festival Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav. Le attività, rende noto la Questura, sono finalizzate all’identificazione di tutti coloro che hanno partecipato al campeggio allestito in occasione della manifestazione. Nella giornata di ieri erano già state identificate altre 436 persone. Le indagini sugli assalti ai cantieri, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano il reato di devastazione. A carico di singoli, alla contestazione di devastazione, in sede giudiziaria potrebbero aggiungersene altre. Nelle scorse ore gli investigatori della polizia di Stato avevano fermato quattro antagonisti stranieri, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, le cui posizioni sono ancora al vaglio degli inquirenti.

Piantedosi: attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato

«Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in un’intervista al Corriere della sera, a proposito della guerriglia No Tav in Val di Susa, seguiti agli scontri di Bologna. «Ormai è chiaro a tutti che esiste un’internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro. È inutile girarci intorno. Ecco perché, al di là di ogni altra analisi, sarebbe quanto mai opportuno che tutte le forze che si dichiarano democratiche prendano le distanze senza tentennamenti o infingimenti», ha dichiarato il ministro secondo cui lo «dimostrano i fatti» che l’obiettivo della violenza siano le forze dell’ordine.

La solidarietà alle forze dell’ordine impegnate a presidiare l’area

Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha portato la solidarietà ai colleghi impegnati a presidiare l’area.

Nella giornata di ieri, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ha contattato telefonicamente i comandanti dei Reggimenti Carabinieri “Piemonte”, “Lombardia” e “Lazio”, il cui personale è stato coinvolto, sabato scorso, nei violenti scontri con i manifestanti in Val di Susa, presso i cantieri della Tav per sincerarsi delle condizioni dei militari rimasti feriti ed esprimergli la vicinanza dell’Arma. Tra questi il Comandante Generale ha sentito telefonicamente il Maresciallo Capo Di Maria Emilio, che oggi sarà ricoverato presso il Policlinico Militare di Roma a seguito delle lesioni riportate nei violenti scontri, al quale ha espresso la vicinanza di tutta l’Arma.

No Tav, Sala "Violenze sono un atto criminale, sinistra non è indulgente"

I controlli nell’area

Intanto, sono in corso controlli intensificati delle forze dell’ordine sulle strade della Val di Susa nelle aree limitrofe alla zona dove nel weekend si e’ svolto il campeggio organizzato nell’ambito del festival dell’alta felicità promosso dal movimento No Tav e giunto quest’anno alla decima edizione.

Fdi: punire i violenti con il reato di associazione a delinquere

Fratelli d’Italia presenterà una proposta di legge per aggiornare gli strumenti normativi per punire chi aggredisce le forze del’ordine contestando il vincolo associativo, anche se non stabile e gerarchico, purché coordinato. «Basta con le pene irrisorie, questi atti sono frutto di un’organizzazione, anche se occasionale - ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini - e quindi gli autori vanno puniti con la stessa determinazione di chi agisce per conto di organismi strutturati, con il reato di associazione a delinquere. E’ ora di punire severamente chi agisce in maniera coordinata e organizzata per aggredire le nostre Forze dell’Ordine: nessuno deve più poter confidare nell’impunità o in pene lievi se agisce per aggredire le nostre donne e i nostri uomini in divisa o per mettere a ferro e fuoco le nostre città».

No Tav: movimento, siamo tutti Black bloc

«Quello che è successo sabato, nel racconto della maggior parte dei giornali e dei telegiornali, è stato il solito che fanno dai tempi del primo G8 di Genova, cioè “ci sono i valligiani da una parte che volevano manifestare tranquillamente e poi arrivano i Black bloc”. Questa divisione è assolutamente falsa. Se voi aveste visto il corteo che partiva di qua, sono andati su in migliaia e migliaia verso Chiomonte: quello che è successo là lo abbiamo fatto tutti, siamo tutti responsabili». Così Guido Fissore, del movimento No Tav nel corso di una conferenza tenuta a Venaus in merito agli scontri di sabato. «Non è la prima volta che lo diciamo: mi ricordo che nel 2011, quando ci sono stati i fatti di Chiomonte, dopo qualche giorno abbiamo fatto una manifestazione a Torino in cui abbiamo sfilato con lo striscione di apertura “Siamo tutti black bloc”. Questo non vuol dire che tutti andiamo a tirar pietre ai poliziotti: le situazioni possono degenerare, però entrare nel cantiere è stata una cosa condivisa da tutti. Raccontare che noi siamo quelli bravi e che sono quelli che vengono da fuori a fare questi gesti che dite ’inconsulti’ non è vero: siamo tutti responsabili», ha aggiunto.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti