Scoperto un pianeta nano con atmosfera oltre Plutone: ecco perché sfida alcune teorie scientifiche
2002 XV93 il poco poetico nome provvisorio dato al mini-pianeta scoperto dai giapponesi: ha solo 480 km di diametro
di Leopoldo Benacchio
5' di lettura
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Jared Isaacman, amministratore di Nasa, ha rivendicato nei giorni scorsi per Plutone il ritorno al ruolo di pianeta, oggi è “pianeta nano” dopo che la sua catalogazione è stata modificata anni fa dall’assemblea mondiale degli astrofisici. Ecco però che i giapponesi lo spiazzano trovando, da quelle parti, a sei miliardi di chilometri da noi, un altro mini-pianeta, molto più piccolo e molto più strano.
Questa storia che a Praga, nell’agosto del 2006, Plutone sia stato, assieme ad altri, classificato non più come pianeta ma come pianeta “nano” è considerata da molti americani come una vera e propria offesa, senza senso ovviamente dato che Plutone proprio non cambia per questo e continua pacifico la sua orbita attorno al sole. I maliziosi sostengono che Isaacman, astronauta privato miliardario, onorevolmente autocostruito, e grande appassionato di spazio, abbia forse tirato fuori di nuovo questo presunto sgarbo fatto agli Usa per coprire i continui ritardi delle missioni lunari Artemis. La missione Artemis III è stata infatti appena spostata di mesi subito dopo il successo di Artemis II e comunque il ruolo di nasa non è discutere di astrofisica ma far volare razzi e, satelliti e astronauti.
Ma veniamo alla notizia, che è molto interessante. Lunedì scorso gli astronomi giapponesi dell’Osservatorio Nazionale del Sol Levante hanno annunciato la scoperta di un piccolo pianetino, 480 chilometri di diametro, per avere un’idea sono 3475 quelli della Luna e 2376 di Plutone. Un mondo piccolo quindi, posto a 5.9 miliardi di chilometri, più o meno la distanza del citato Plutone. Ha però una particolarità inaspettata: sembra essere avvolto da uno strato d’atmosfera, 2002 XV93 il poco poetico nome provvisorio.
“Sono rimasto sinceramente sorpreso”, ha dichiarato Ko Arimatsu, lo scienziato che ha guidato il gruppo di astronomi giapponesi che ha pubblicato i propri risultati sulla importante rivista scientifica rivista Nature, e il motivo è che il pianeta, ancora più nano di Plutone, ha una atmosfera, e non dovrebbe proprio averla.
L’atmosfera di un corpo celeste, come anche quella della nostra Terra, è composta di molecole di vari elementi. Nel caso di quella che respiriamo, abbiamo una miscela di Azoto, 78%, Ossigeno, 21 % e poi tracce di altro come Argon, Anidride carbonica, Elio, Metano e altro.








