Universo

Scoperto un pianeta nano con atmosfera oltre Plutone: ecco perché sfida alcune teorie scientifiche

2002 XV93 il poco poetico nome provvisorio dato al mini-pianeta scoperto dai giapponesi: ha solo 480 km di diametro

di Leopoldo Benacchio

La luce della stella si affievolisce lentamente avvicinandosi al pianeta 2002 XV93 – University of Tokyo

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Jared Isaacman, amministratore di Nasa, ha rivendicato nei giorni scorsi per Plutone il ritorno al ruolo di pianeta, oggi è “pianeta nano” dopo che la sua catalogazione è stata modificata anni fa dall’assemblea mondiale degli astrofisici. Ecco però che i giapponesi lo spiazzano trovando, da quelle parti, a sei miliardi di chilometri da noi, un altro mini-pianeta, molto più piccolo e molto più strano.

Questa storia che a Praga, nell’agosto del 2006, Plutone sia stato, assieme ad altri, classificato non più come pianeta ma come pianeta “nano” è considerata da molti americani come una vera e propria offesa, senza senso ovviamente dato che Plutone proprio non cambia per questo e continua pacifico la sua orbita attorno al sole. I maliziosi sostengono che Isaacman, astronauta privato miliardario, onorevolmente autocostruito, e grande appassionato di spazio, abbia forse tirato fuori di nuovo questo presunto sgarbo fatto agli Usa per coprire i continui ritardi delle missioni lunari Artemis. La missione Artemis III è stata infatti appena spostata di mesi subito dopo il successo di Artemis II e comunque il ruolo di nasa non è discutere di astrofisica ma far volare razzi e, satelliti e astronauti.

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Un'animazione confronta l'effetto di un'atmosfera su un'occultazione stellare

Ma veniamo alla notizia, che è molto interessante. Lunedì scorso gli astronomi giapponesi dell’Osservatorio Nazionale del Sol Levante hanno annunciato la scoperta di un piccolo pianetino, 480 chilometri di diametro, per avere un’idea sono 3475 quelli della Luna e 2376 di Plutone. Un mondo piccolo quindi, posto a 5.9 miliardi di chilometri, più o meno la distanza del citato Plutone. Ha però una particolarità inaspettata: sembra essere avvolto da uno strato d’atmosfera, 2002 XV93 il poco poetico nome provvisorio.

“Sono rimasto sinceramente sorpreso”, ha dichiarato Ko Arimatsu, lo scienziato che ha guidato il gruppo di astronomi giapponesi che ha pubblicato i propri risultati sulla importante rivista scientifica rivista Nature, e il motivo è che il pianeta, ancora più nano di Plutone, ha una atmosfera, e non dovrebbe proprio averla.

L’atmosfera di un corpo celeste, come anche quella della nostra Terra, è composta di molecole di vari elementi. Nel caso di quella che respiriamo, abbiamo una miscela di Azoto, 78%, Ossigeno, 21 % e poi tracce di altro come Argon, Anidride carbonica, Elio, Metano e altro.

I maggiori pianeti nani oltre l’orbita di Nettuno, Plutone non è neppure il più grande / Nasa

Tra il suolo e i 100 chilometri di altezza, un limite fissato arbitrariamente per riferimento, la nostra atmosfera è più o meno densa e le molecole sono più o meno in agitazione, a seconda della temperatura. Se il Sole scalda l’atmosfera le molecole acquistano energia termica e la trasformano in velocità. Pensiamo pure a delle palline che si muovono, immagine che farebbe inorridire un fisico, ma che ci permette di capire.

Su queste palline che si muovono continuamente agisce la forza di attrazione gravitazionale, che le tiene vincolate alla Terra, ma se per qualche motivo una pallina riceve energia e riesce a raggiungere la velocità di 11,2 chilometri al secondo, chiamata velocità di fuga dalla Terra, allora può andarsene via, e noi la perdiamo. Più piccolo il corpo, quindi meno massa e meno attrazione gravitazionale, e più bassa la velocità di fuga. Per esempio, la Luna l’atmosfera l’ha persa perché ha una forza di gravità molto minore della Terra per via della massa molto minore. Mercurio è piccolo, 4880 chilometri circa, e in più è vicinissimo al Sole, quindi le molecole della sua atmosfera, se mai c’è stata, ricevevano un sacco di energia e se ne sono scappate subito. Più energia e meno forza di gravità è eguale a fuga più facile. Nel cosmo è molto spesso materia di trovare un equilibrio fra forze contrapposte.

Ora, in un corpo solido come un pianeta nano di 480 chilometri di diametro la velocità di fuga è bassissima, e quindi la scoperta di uno strato di atmosfera gassosa è sconcertante, in quanto, per quel che abbiamo appena detto, avrebbe dovuto andarsene molto presto dopo la formazione, oppure anche, date le temperature da quelle parti, siamo sui 230 gradi sotto lo zero, una eventuale atmosfera avrebbe dovuto congelare subito e precipitare come ghiaccio al suolo.

Video realizzato con immagini riprese da un telescopio a Kiso in Giappone

Invece niente, dallo studio giapponese è evidentissima la presenza di una atmosfera gassosa. Hanno osservato, da vari osservatori del Giappone, quel piccolo pianeta il 10 gennaio 2024, mentre passava davanti a una stella distante. In una situazione del genere il pianeta occulta la stella, se vogliamo usare altre parole, spegne per un breve periodo la luce di quella stella, la oscura, ma lo fa in modo deciso. Se invece, come è successo, la luce della stella si affievolisce a poco a poco man mano che il pianetino si avvicina e poi scompare, allora vuol dire che prima dell’occultazione completa la luce viene affievolita da una atmosfera del pianetino. È un po’ quello che abbiamo qui sulla Terra all’alba e al tramonto, quando il sole non va via, o appare, improvvisamente, ma si affievolisce per via dell’atmosfera.

Insomma, Plutone è uno dei tanti oggetti celesti che sta verso la fine del sistema dei pianeti, oltre Urano, che fino alla fine del secolo scorso pensavamo fosse popolato solo da uno strano pianeta, Plutone stesso, con un’orbita molto diversa dagli altri pianeti.

Il vero nemico di Plutone non è quindi la Unione Astronomica Internazionale, in cui peraltro gli americani sono quasi maggioranza, ma i tanti oggetti transnettuniani, che stanno cioè oltre l’orbita di Plutone e che sono stati scoperti negli ultimi anni.

Sono stati scoperti infatti vari pianeti nani in questo secolo, tutti dalle parti di Plutone o poco oltre, ovviamente in termini astronomici. Varuna nel 2000, con una forma curiosamente allungata, tipo pallone da rugby, Ixion nel 2001, molto scuro, Quaoar, nel 2002, un mondo ghiacciato con un diametro quasi della metà di Plutone, Sedna nel 2003, con un’orbita molto allungata che percorre in ben 11.400 anni, Haumea nel 2004, possiede un sistema di anelli e due piccole lune, Eris nel 2005: grande quasi quanto Plutone ma più massiccio. Assieme a Makemake scoperto nel 2005 Eris fu il killer di Plutone come pianeta. Si capì infatti definitivamente che questa famiglia di oggetti, in continua crescita, non poteva essere considerata come gli otto pianeti che impariamo a scuola. Da qui la dizione di pianeta “nano” per questi e da qui il presunto sgarbo, se non crimine di lesa maestà agli Usa. Plutone non è stato “degradato” nel 2006, anzi gli è stata assegnata la sua vera famiglia, quella degli oggetti celesti transnettuniani. Ma gli americani considerano, anche, lo spazio “cosa loro” per il fatto di essere stati sulla Luna per primi, e al momento unici, negli anni ’70.

Insomma, la Natura tira fuori dal suo cappello sempre novità, che noi non immaginiamo e he ci costringono a rivedere le nostre teorie. È la scienza, per fortuna.

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