Riscossione, rinnovato il contratto con aumenti medi di 210 euro e orario ridotto
Raggiunto l’accordo tra Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin e Agenzia delle Entrate - Riscossione e Equitalia Giustizia. Intesa anche sul secondo livello e sul premio medio di circa 2.700 euro
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Agli 8mila lavoratori della riscossione arriverà un aumento medio di 210 euro, a fronte di una riduzione dell’orario di lavoro di 30 minuti alla settimana, dopo che Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin hanno firmato il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro con l’Agenzia Entrate-Riscossione e Equitalia Giustizia. L’intesa copre il periodo che va da gennaio 2025 a gennaio 2027. Non solo. La lunga trattativa ha portato anche alla firma degli accordi di secondo livello che porteranno ai lavoratori un importante premio di risultato, di poco inferiore a 2.700 euro. Ma vediamo.
L’aumento e il premio
Premesso che ai lavoratori verranno pagati tutti gli arretrati da gennaio 2025, l’importo di 210 euro per la 3 area, 3 livello, che è stato condiviso, secondo quanto calcola Ramon Bertone della First Cisl, corrisponde a «un aumento tabellare dell’8%». A questo importo va poi aggiunto «l’incremento del valore degli scatti di anzianità che porta a un +10% complessivo». Oltre al contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027 sono stati rinnovati anche gli accordi di secondo livello che porteranno ai lavoratori un premio aziendale più ricco del 15%. L’importo in questo caso, sempre considerando la 3 area, 3 livello, sarà di 2.697 euro.
La flessibilità
Con il rinnovo del contratto nazionale e degli accordi di secondo livello per chi lavora alle Agenzie delle entrate Riscossione ed Equitalia Giustizia arriva maggiore flessibilità oraria e di lavoro. Tra le principali novità della parte normativa, infatti, ci sono il coworking, l’indennità di posizione per chi esercita funzioni di responsabilità, l’eliminazione del salario di inserimento per i neo-assunti, la riduzione dell’orario settimanale a 37 ore a parità di retribuzione, il riconoscimento del buono pasto anche in smart working, l’aumento delle postazioni di tele-lavoro, una regolamentazione più equa della mobilità territoriale e l’introduzione della flessibilità anticipata in ingresso. Previsto anche l’ampliamento dell’orario di apertura degli sportelli nella fascia pomeridiana. Come evidenzia Daniele Ginese della Fabi, «viene riconosciuto concretamente il valore del lavoro svolto ogni giorno dalle lavoratrici e dai lavoratori di Riscossione ed Equitalia Giustizia. Gli accordi raggiunti rafforzano salari, tutele, welfare e strumenti di conciliazione vita-lavoro, in una fase ancora segnata dall’aumento del costo della vita e da profondi cambiamenti organizzativi. È un risultato importante che migliora le condizioni economiche e professionali del personale e guarda con maggiore attenzione alla qualità del lavoro e alle esigenze delle persone».
La centralità del settore e dei suoi lavoratori
Per Riccardo Sanna della Fisac, «questa ipotesi di rinnovo è fondamentale tanto quanto il settore, che resta indispensabile per l’economia pubblica e in generale per il modello sociale del nostro paese. Sono stati raggiunti risultati in termini di incassi nel bilancio dello Stato grazie allo sforzo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che era giusto riconoscere sul fronte economico e normativo». Giovanna Ricci della Uilca parla di «un risultato che va ben oltre le posizioni di partenza della controparte e che rappresenta un recupero reale e tangibile del potere d’acquisto per un’intera categoria. Gli importanti aumenti economici, la riduzione dell’orario di lavoro e i miglioramenti normativi, sono il riconoscimento del valore della riscossione quale asset strategico del Paese».
Adesso la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori che dovranno votare l’ipotesi di accordo nelle assemblee.







