"Sorsi e Risorsi", un viaggio nella metamorfosi delle imprese alimentari torinesi
L’evento organizzato dal Gruppo Industrie Alimentari dell’Unione Industriali Torino attraverso testimonial d’eccezione ha raccontato l’evoluzione del tessuto industriale cittadino in occasione dei primi dieci anni della "Vigna Villa della Regina", l’unico vino prodotto nel territorio del Comune di Torino
di Martina Soligo
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il racconto dell’evoluzione del tessuto industriale torinese, prendendo spunto dalle annate del vino Freisa Doc di Chieri, è stato il protagonista di “Sorsi e Risorsi”, l’evento alle Cantine Balbiano organizzato dal gruppo Industrie alimentari dell'Unione Industriali Torino, in occasione dei primi dieci anni della "Vigna Villa della Regina", l’unico vino prodotto nel territorio del Comune di Torino. La manifestazione si è inserita all’interno del calendario degli oltre 120 eventi previsti per Torino Capitale della Cultura d’Impresa 2024. Attraverso ospiti di eccellenza, come Luca Ballarini, Luca Boffa, Beatrice Borgia, Barbara Graffino, Fabio Grimaldi, Marco Lavazza, Licia Mattioli, Silvia Meacci, e don Luca Peyron, si sono raccontate le metamorfosi avvenute nell’ultimo decennio, che hanno preso forma nelle parole degli imprenditori che hanno contribuito a plasmare il volto della città.
Torino eccellenza dell’industria alimentare
Nel torinese negli ultimi dieci anni gli addetti del settore alimentare sono cresciuti del 2,7%, di questi il 41% lavora in aziende sopra i 50 addetti. Un trend positivo che viene confermato anche dalle aspettative delle imprese per il terzo trimestre 2024, con il 16% delle imprese che si aspetta una crescita dell’occupazione. «L’industria alimentare di Torino riflette un po’ la struttura nazionale. Siamo un’eccellenza primaria fatta di piccole, medie e grandi aziende con un forte legame con il territorio, con la città e con le filiere, ma anche aziende fortemente votate all’export», ha spiegato Simona Radicci, presidente del gruppo Industrie alimentari dell’Unione Industriali Torino. L’associazione raggruppa 56 imprese con oltre 4.700 addetti, «ma puntiamo ad allargarci, abbiamo un grande potenziale di crescita per unire altre aziende del comparto Food&Beverage del nostro territorio», ha specificato. L’obiettivo, secondo quanto raccontato da Radicci, è «diventare sempre di più un riferimento per le istituzioni, per il territorio, per la formazione e per le scuole».
Focus sull’export
A Torino l’export è cresciuto del 5,6% solo tra il 2022 e il 2023, più della crescita della regione Piemonte, che è stata del 3,5%, con destinazioni principali Francia, Germania e Stati Uniti. «I nostri prodotti sono presenti nei migliori mercati internazionali, sono eccellenze che competono in America, Asia, Middle East e Far East. A livello macroregionale abbiamo un fatturato globale di poco inferiore ai 20 miliardi di euro, la metà è export. E l’export delle industrie alimentari torinesi è di oltre 2 miliardi nel solo 2023», ha raccontato ancora la presidente. L’importanza dell’export viene riconosciuta anche da Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino che ha evidenziato l’apporto di quelle aziende che «crescendo, contribuiscono in maniera determinante all'export del nostro made in». Il made in Italy, infatti, «non è solo un marchio – gli ha fatto eco Radicci -, ma un’identità molto forte. Questa identità si rispecchia nelle nostre origini, nelle nostre tradizioni, nel nostro territorio e nelle nostre imprese». Le aziende del comparto alimentare torinese, poi, rappresentano in pieno la cultura di impresa grazie a «un fortissimo legame delle nostre imprese con il territorio» e al fatto che «la maggior parte delle nostre aziende arrivano da famiglie che hanno saputo reinventarsi, costruire, rinnovare in prospettiva di crescita e di conquista dei mercati non solo domestico, ma soprattutto internazionali», ha sottolineato la presidente Radicci.
Investire per reinventarsi
E per reinventarsi fondamentali sono gli investimenti: «è importante investire in sostenibilità, in digitalizzazione, in prodotti e servizi, per offrire un prodotto buono e certificato. Noi investiamo da sempre sul nostro territorio perché a Torino e provincia abbiamo una filiera molto forte e questo ci permette di mantenere i posti di lavoro», ha concluso Simona Radicci. «L'industria alimentare nell’ultimo decennio è costantemente cresciuta trasformandosi profondamente. Investimenti e strategie sulle nostre eccellenze alimentari, hanno così generato una filiera industriale e tecnologica tra le più avanzate», ha concordato il presidente Gay. E le sfide per il futuro sono chiare: «Il cambiamento climatico, insieme alla transizione tecnologica, rappresentano per il futuro di questo settore una sfida importante. Le imprese torinesi sono protagoniste di questa visione, consapevoli dei rischi e delle opportunità, che garantiranno stabilità e crescita anche nei prossimi anni per questo importante comparto», ha concluso il presidente dell’Unione Industriali Torino.

