Polemiche

Polemiche sulla proposta di carta d’identità digitale obbligatoria nel Regno Unito

Starmer propone carta d’identità digitale per lavoro. Polemiche sulla privacy e libertà civili.

di Nicol Degli Innocenti

Londra. (AdobeStock)

2' di lettura

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LONDRA - Una carta d’identità digitale sarà obbligatoria per chi vuole lavorare in Gran Bretagna: questo l’annuncio del premier Keir Starmer, che ha presentato la misura come un modo per controllare l’immigrazione illegale.

“La carta d’identità digitale è una grandissima opportunità per il Regno Unito, - ha affermato Starmer -. Renderà più difficile lavorare illegalmente e renderà più sicuri i nostril confine, oltre a rendere più semplice la vita dei cittadini, che potranno dimostrare la propria identità rapidamente senza dover cercare vecchie bollette.”

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Non sarà un documento cartaceo ma solo digitale, come una app sul telefono cellulare, e conterrà dati essenziali come nome, data di nascita, permesso di residenza o nazionalità e fotografia. La foto rende la carta d’identità più utile all’identificazione del numero di previdenza sociale (national insurance), che è obbligatorio mostrare per chiunque lavori in Gran Bretagna ma che viene spesso “prestato” ad altri o rubato per trovare un impiego in modo fraudolento.

Per gli italiani, abituati a portare sempre con sè carta d’identità o patente, l’annuncio di Starmer non sembra particolarmente controverso. Eppure in Gran Bretagna è già scattata la polemica e in poche ore oltre un milione di persone ha firmato una petizione contro l’introduzione delle carte d’identità obbligatorie.

Il timore di molti cittadini è che sia un’intollerabile violazione delle libertà civili. Allo stato in Gran Bretagna non c’è nessun obbligo di avere con sè un documento, neanche la patente quando si guida, o di dimostrare la propria identità, neanche quando si prenota un albergo o si viene fermati dalla polizia.

L’ex premier laburista Tony Blair aveva tentato di introdurre le carte d’identità obbligatorie nel 2006, ma aveva dovuto desistere a causa della forte opposizione di molti, anche del suo stesso partito. Nonostante i cambiamenti tecnologici avvenuti da allora, che hanno di fatto privato chiunque abbia una telefonino di parte della propria privacy, molti inglesi restano contrari. Secondo un recente sondaggio di Ipsos, però, il 57% degli interpellati si è dichiarata a favore, pur esprimendo timori sulla sicurezza dei dati personali.

Starmer inoltre ha contro tutti gli altri partiti: dai conservatori, che hanno definito la mossa “un patetico espediente” ai liberaldemocratici, preoccupati per la sicurezza dei dati personali, e dai Verdi ai populisti di Reform di Nigel Farage.

Il partito laburista ha una maggioranza schiacciante in Parlamento e quindi non ha bisogno dei voti di altri partiti per far approvare la misura, ma essendo già in calo di popolarità nei sondaggi vuole convincere i cittadini che non si tratta di una mossa liberticida o un’intrusione dello Stato nella loro vita.

Per questo Starmer ha assicurato che sarà obbligatorio mostrare la carta d’identità digitale solo quando si fa domanda di lavoro o si firma un contratto di affitto, per dimostrare di avere il diritto di risiedere e lavorare in Gran Bretagna. E ha annunciato una consultazione popolare che durerà tre mesi per verificare l’opinione pubblica prima di far approvare la legge in Parlamento all’inizio del prossimo anno.

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