Regno Unito

Starmer: «Reform e Verdi non offrono soluzioni. Nazionalizzeremo British Steel»

Il premier britannico ha accusato i due partiti che hanno avuto più successo nel voto della settimana scorsa, Reform e i Verdi, di «seminare divisione e risentimento»

di Nicol Degli Innocenti

 Keir Starmer  REUTERS

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LONDRA - Operazione ultima spiaggia per Keir Starmer: il premier britannico ha tenuto un discorso stamani per convincere il Paese e il partito laburista che nonostante la bruciante sconfitta elettorale lui resta la persona giusta per guidare il Governo.

Starmer, solitamente mite, è stato più duro e chiaro: ha accusato i due partiti che hanno avuto più successo nel voto della settimana scorsa, Reform e i Verdi, di «seminare divisione e risentimento» e di «parlare dei problemi senza essere in grado di offrire soluzioni». Ha definito Nigel Farage, il fondatore del partito populista e anti-immigrazione Reform e l’artefice di Brexit, «un imbroglione e un opportunista».

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L’uscita dall’Unione Europea, ha detto, «ci ha reso più poveri e più deboli». Per questo Starmer ha promesso «un grande salto in avanti» nei rapporti con la Ue al summit bilaterale previsto per ques’estate. Il primo passo concreto di questo riavvicinamento progressivo alla Ue sarà un programma di mobilità per giovani studenti e professionisti. «I nostri giovani devono poter studiare e lavorare in Europa, sono un simbolo della nostra speranza per il futuro», ha dichiarato Starmer.

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Un Paese profondamente diviso sull’Europa

Il premier è consapevole delle profonde divisioni sull’Europa che restano nel Paese, dieci anni dopo il referendum: molti dei quasi 1.500 consiglieri che il Labour ha perso nelle amministrative della settimana scorsa erano in zone dell’Inghilterra che avevano votato «Leave» e che ora hanno scelto Reform.

Per questo nel suo discorso il premier ha anche avanzato proposte mirate ai cittadini delle parti più svantaggiate del Paese, promettendo di creare e salvare posti di lavoro. Già questa settimana, ha annunciato, il Governo avvierà le procedure per nazionalizzare British Steel, da tempo in crisi e già sotto il controllo temporaneo di Londra per evitare la chiusura. «Proprietà pubblica nell’interesse pubblico -, ha detto Starmer – perchè avere sovranità sull’acciaio è fondamentale».

«Sono dalla parte dei lavoratori»

Starmer ha ricordato le sue radici nella classe operaia e ha dichiarato di essere «dalla parte dei lavoratori per un Paese più forte e più equo». Ha ammesso che i risultati del voto sono stati «durissimi» e si è assunto la responsabilità della sconfitta, ma ha aggiunto che il suo senso di responsabilità gli impedisce di andarsene, “«lasciando il Paese nel caos come hanno fatto ripetutamente i Tories. Devo portare a termine l’opera che ho iniziato perchè sono stato eletto per questo».

Il premier ha ammesso che il suo Governo ha fatto molti errori, ma «le scelte di fondo sono state giuste»: è rimasto fuori dalla guerra in Iran nonostante le pressioni Usa, ha investito nei servizi pubblici, ha stabilizzato l’economia e rafforzato le fondamenta che ora possono resistere meglio all’impatto negativo del conflitto.

Nel suo discorso Starmer ha usato molto la parola speranza, accusando Reform di «sfruttare la disperazione della gente» mentre il Governo laburista vuole offrire speranza di un futuro migliore basato sui valori tradizionali del Labour. «Non vogliamo essere un Reform annacquato ma una versione più forte del partito laburista», ha detto.

Resta da vedere se il discorso di Starmer, pur più concreto e appassionato del solito, basterà a convincere le decine di deputati laburisti che chiedono le sue dimissioni e a dissuadere i diversi pretendenti al trono di Downing Street che potrebbero lanciare la sfida alla successione.

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