Super caccia, Francia-Spagna e Italia-Germania-Uk- Giappone: le possibili mosse
Il progetto Fcas si è fermato a più riprese a causa di controversie nella pianificazione e nella progettualità tra il costruttore francese Dassault ed il gruppo Airbus, che rappresenta gli interessi tedeschi e spagnoli
di Andrea Carli
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La partita per la realizzazione del caccia di sesta generazione, un progetto strategico nel panorama della difesa, ha registrato nell’ultimo periodo novità sostanziali, che potrebbero cambiare gli equilibri in campo. Il sistema “di sesta generazione” prevede un velivolo pilotato con equipaggio, affiancato da droni autonomi e integrato in un sistema di sistemi interconnessi.
I progetti principali sono due. Da una parte il Future Combat Air System (Fcas); dall’altra il Global Combat Air Programme (Gcap). Il primo coinvolge Francia, Germania e Spagna; il secondo Italia, Regno Unito e Giappone. Il tutto allo stato attuale, ma gli equilibri potrebbero cambiare. In particolare, nell’ultimo periodo la Germania ha manifestato più di una perplessità a proposito del progetto che la vede al fianco di Francia e Spagna. Mentre non sono mancati indizi sulla possibilità che Berlino possa uscire dal Fcas ed entrare nell’altro progetto, il Gcap. Le prime voci in tal senso sono circolate, con maggiore insistenza, dopo il vertice intergovernativo tra Italia e Germania del 23 gennaio.
Il Future Combat Air System
Il progetto è stato lanciato nel 2017 da Emmanuel Macron e Angela Merkel per rafforzare la difesa europea. Con un preventivo per la realizzazione stimato in circa 100 miliardi di euro, non riguarda solo aerei, ma un intero sistema di velivoli, sia mezzi con equipaggio che droni senza pilota, che dovrebbero lavorare insieme per il combattimento e la ricognizione. Al programma si è unita nel 2019 la Spagna, che con Francia e Germania condivide quote paritetiche del 33%.
Il progetto si è fermato a più riprese a causa di controversie nella pianificazione e nella progettualità tra il costruttore francese Dassault ed il gruppo Airbus, che rappresenta gli interessi tedeschi e spagnoli. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ne ha messo seriamente in dubbio il proseguimento. Il Fcas è finito su un binario morto. «Abbiamo un vero problema sul profilo dei requisiti. E se non riusciamo a risolverlo, non potremo portare avanti il progetto», ha messo in chiaro Merz nel podcast Machtwechsel. «Concretamente, nella prossima generazione di aerei da combattimento i francesi hanno bisogno di un velivolo in grado di trasportare armi nucleari e di operare da portaerei. Attualmente, nell’esercito tedesco non ne abbiamo bisogno», ha aggiunto.
Ma se la Germania frena sul Future Combat Air System, Francia e Spagna mantengono la barra dritta. Poche ore dopo è arrivata la presa di posizione dell’Eliseo: il presidente Macron «resta impegnato per il successo del progetto. Le esigenze militari dei tre Stati partecipanti - è stato messo in evidenza - non sono cambiate, e queste includevano fin dall’inizio la deterrenza francese e le altre missioni del futuro aereo. Data la posta in gioco strategica per la nostra Europa sarebbe incomprensibile se le divergenze industriali non potessero venire superate, soprattutto perché dobbiamo dimostrare collettivamente unità e performance in tutti i settori riguardanti l’industria, la tecnologia e la difesa».







