Guerra ibrida

Ft: «Vannacci cavallo di Troia della Russia». Lui replica: «Hanno paura di me»

L’analisi del quotidiano britannico è partita dalle sue considerazioni sui rincari energetici e soprattutto sulla sua richiesta di fermare l’invio di armi a Kiev

di Redazione Roma

Aggiornato giovedì 3 settembre

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Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci,  risponde alle domande dei giornalisti durante il punto stampa dopo il suo intervento all'assemblea costituente di FnV, Roma 13 giugno 2026. ANSA/FABIOFRUSTACI ANSA

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Il «cavallo di Troia della Russia» in Occidente. Così il Financial Times ha definito, in un’analisi pubblicata mercoledì, il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci. Partendo dalle sue considerazioni sui rincari energetici e soprattutto sulla sua richiesta di fermare l’invio di armi a Kiev.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Tajani non esclude interferenze russe in Italia

In merito si è espresso anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando che «il Financial Times può scrivere quello che vuole. Bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso».

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Più preoccupato, invece, per la possibilità di tentativi di influenze russe sul voto in Italia. «È una questione generale, è una questione che riguarda tutta l’Unione Europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo».

La replica di Vannacci

Tornando all’articolo del quotidiano britannico, Vannacci ha replicato durante “È sempre Carta Bianca” su rete4: «È un nuovo epiteto, dei tanti che mi sono stati affibbiati» c’è anche questo. «Aspetto ancora uno straccio di prova, la pistola fumante e allora rimangono chiacchiere. Di qualcosa mi devono accusare, hanno una paura terribile di me. Omofobo, razzista, xenofobo, sessista e adesso cavallo di Troia».

Prima, sui social, aveva scritto: «Egregio Signore - ha scritto sui social - Le rispondo con mano tremante, avendo appena scoperto di essere un “candidato della Manciuria” inviato dalla Federazione Russa per lamentarmi dei prezzi insostenibili della benzina nel mio Paese, l’Italia. Si affida a testate notoriamente russofobe come l’Ecfr e l’Iai per dipingermi come un “Cavallo di Troia”. Onestamente, mi aspettavo di più da Lei».

«Ammiro l’eleganza del complotto: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o manipolare le elezioni, l’Fsb si sarebbe accontentato di far brontolare un generale italiano per le vacanze estive rovinate dal costo del carburante; una lamentela condivisa da ogni cittadino italiano, da Palermo a Bolzano, nessuno dei quali – che io sappia – risponde alla Lubjanka (il palazzo a Mosca sede dei servizi segreti sovietici e russi ndr). Non ho idea se il Suo articolo faccia parte di un piano più ampio volto a smascherare la vera identità di chiunque abbia mai criticato una politica governativa in materia di energia».

«Mi perdoni, ma fatico ancora ad accettare l’idea che il dissenso rispetto all’ortodossia di Bruxelles equivalga ormai empiricamente a una slealtà verso l’Occidente - conclude Vannacci - Attendo con interesse il Suo prossimo articolo sulla cospirazione internazionale dietro le lamentele per i prezzi nei supermercati. A proposito: da quando chiedersi perché la benzina costi così tanto richiede un nulla osta di sicurezza? Ciò nonostante, La ringrazio molto per aver dato risalto – gratuitamente, spero! – alle mie posizioni».

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