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Telefónica, pesa il conto dell’addio all’America Latina ma obiettivi 2026 confermati

Rosso da 411 milioni. Ricavi ed Ebitda crescono a cambi costanti, Spagna e Brasile trainano mentre la Germania resta debole

di Andrea Biondi

 (Imagoeconomica)

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Telefónica sta cambiando pelle, ma il conto del passato latinoamericano continua a presentarsi alla cassa. Il gruppo spagnolo ha chiuso il primo trimestre 2026 con una perdita netta di 411 milioni: molto meno del rosso da 1,304 miliardi di un anno prima, ma ancora abbastanza per ricordare che l’uscita dall’“Hispam” non è indolore. Le cessioni in Cile, Colombia e Messico hanno pesato per 798 milioni. Al netto, l’utile operativo è stato di 386 milioni.

La lettura industriale è più sfumata. I ricavi sono stati pari a 8,127 miliardi, in calo nel dato contabile per il perimetro più leggero, ma in crescita dello 0,8% a cambi costanti. L’Ebitda rettificato è salito dell’1,8%, a 2,836 miliardi, con margine al 34,9%. Il gruppo conferma così la guidance 2026: ricavi ed Ebitda tra l’1,5% e il 2,5%, free cash flow intorno ai 3 miliardi e capex sui ricavi al 12%.

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La partita più visibile resta il debito. A fine marzo l’indebitamento finanziario netto è sceso a 25,342 miliardi: 1,5 miliardi in meno rispetto a dicembre e il 6,3% sotto il livello di un anno prima. La leva è calata a 2,72 volte e la società ha confermato il dividendo cash di 0,15 euro per azione per il 2026, da pagare a giugno 2027, oltre alla seconda tranche 2025 dello stesso importo il 18 giugno. Il free cash flow delle attività continuative, pari a 333 milioni, resta condizionato dalla stagionalità.

Il baricentro resta però diseguale. In Spagna, primo mercato, i ricavi sono cresciuti del 2%, a 3,233 miliardi, e l’Ebitda rettificato dello stesso passo, a 1,150 miliardi. Il churn convergente è sceso allo 0,7%, minimo storico, mentre l’Arpu è risalito a 91,5 euro. La base mobile a contratto ha superato per la prima volta i 16 milioni di accessi. Il Brasile continua a essere il motore della crescita: ricavi a +7,4%, Ebitda a +8,7%.

Il punto debole resta la Germania. Qui i ricavi sono scesi dell’8,6% e l’Ebitda dell’8,4%, schiacciati dalla migrazione dei clienti 1&1 e dalla debolezza del mercato handset. Nel Regno Unito, Virgin Media O2 ha ridotto la perdita netta a 30,5 milioni di sterline, pur con ricavi in calo del 6,5%.

Il mercato ha scelto di guardare al bicchiere mezzo pieno: il titolo ha aperto in rialzo di quasi il 5%, verso quota 4 euro. La scommessa è che la Telefónica più piccola, liberata progressivamente dall’Hispam, sia anche più leggibile. Il conto economico dice che il costo dell’uscita non è finito. La gestione industriale, però, mostra una società che taglia debito, difende la cassa e prova a ritrovare crescita nel 2026.

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