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Wimbledon: Sinner batte Djokovic, domenica finale con Zverev

«Ho alzato il livello in tutti i colpi, ho servito bene, mi sono mosso meglio in campo», ha detto Jannik ricordando che era necessario questo scatto per vincere con Nole. Nell’altra semifinale Zverev ha superato Fery

di Eliana Di Caro

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Tennis - Wimbledon - All England Lawn Tennis and Croquet Club, Londra, Gran Bretagna - 10 luglio 2026 L'italiano Jannik Sinner abbraccia il serbo Novak Djokovic dopo aver vinto la semifinale REUTERS/Marko Djurica REUTERS

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Sinner è in finale a Wimbledon! Vince l’ennesima sfida con Novak Djokovic giocando una partita perfetta o quasi, finita in tre set, 6-4, 6-4, 6-4. Un break per set e via. Domenica l’azzurro, campione in carica, se la vedrà con Alexander Zverev che ha sconfitto (per 7-6, 6-2, 6-4) la rivelazione del torneo, Arthur Fery (aveva battuto Dimitrov agli ottavi e il nostro Cobolli nei quarti).

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La partita

Sinner è sembrato avere qualcosa in più sin dall’inizio. La prima opportunità concessa al serbo di strappargli il servizio è arrivata solo nel terzo set, dopo quasi due ore di gioco. Una prima fase in cui, per Djokovic, la strada per essere offensivo e mettere a segno vincenti era molto stretta: il gioco asfissiante e profondo dell’altoatesino, le risposte nei piedi, il servizio sempre redditizio (la percentuale di punti realizzati con la prima sfiora il 90%) hanno impedito al serbo di avvicinarsi alla conquista di un set. Il terzo parziale si apre subito con la caduta di Djokovic al servizio e Sinner che va avanti 2-0. Non bastano l’orgoglio, un paio di errori dell’azzurro e il tifo del centrale per rimettersi in carreggiata: nei momenti decisivi Jannik si affida alla propria potente battuta e puntuale arriva l’ace (come nell’unica palla break concessa al serbo, sul 2-1 in proprio favore ): saranno 16 in tutto. Djokovic anzi, sul 2-4, sventa il rischio di un risultato più severo neutralizzando una palla per il 2-5. Ma la strada è segnata, e quando l’italiano va a servire sul 5-4 gioca un game superbo, con due ace e due prime che non danno scampo all’avversario.

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Per il campione serbo sfuma ancora una volta il sogno del 25° Slam. In conferenza stampa Djokovic ha riconosciuto la superiorità del numero uno del mondo che non gli ha dato alcuna chance per entrare in partita. D’altro canto ha ricordato che «l’anno scorso ho fatto quattro semifinali nei tornei Slam», quest’anno siamo a quota «una finale (agli Australian Open, persa con Alcaraz, ndr) e una semifinale», questa appunto. Risultati che manderebbero in estasi qualunque giocatore, non lui, che punta al record del 25° Slam.

Sinner, parlando con i giornalisti, ha espresso soddisfazione, dicendo di aver «alzato il livello un po’ in tutti i colpi da fondo campo» e di essersi «mosso meglio in campo». Uno scatto necessario perché giocare «con Nole è sempre difficile». Ha aggiunto che ha «servito bene» e che «il servizio è un colpo su cui stiamo lavorando molto, mettendoci molta attenzione». E quando gli è stato chiesto cosa farà sabato, alla vigilia della finale, se ha qualche rito, ha detto «no, non sono superstizioso, sarà una giornata normale. In questo periodo guardo il calcio».

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