«Tirrenica», un documentario sulla Salerno-Reggio Calabria (oltre i cliché)
Nella sezione Gex Doc Rosario Minervini incrocia le immagini storiche della costruzione dell’autostrada alle vite di chi la percorre oggi
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Per decenni la Salerno-Reggio Calabria è stata raccontata come il simbolo per eccellenza dei ritardi del Mezzogiorno. Un’opera pubblica entrata nell’immaginario collettivo nazionale tra cantieri interminabili, polemiche politiche, promesse elettorali e luoghi comuni. Eppure, dietro quell’asfalto che attraversa Campania, Basilicata e Calabria, esiste un universo umano quasi invisibile. È proprio da questa prospettiva che nasce Tirrenica – La vita parallela e nascosta della Salerno-Reggio Calabria, il documentario di Rosario Minervini presentato al Giffoni Film Festival 2026, nella sezione Gex Doc.
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Il film prova a spostare lo sguardo dall’infrastruttura alle persone. La celebre autostrada diventa una presenza costante che accompagna l’esistenza di migliaia di persone, una linea narrativa che collega storie, territori, sogni, fragilità e resistenze quotidiane. Ai lati dei viadotti, oltre i guardrail e lontano dai flussi veloci del traffico, emergono donne e uomini che incarnano un Sud autentico, complesso e profondamente contemporaneo.
C’è Antonella, camionista soprannominata «La Sirenetta», che da oltre vent’anni percorre l’autostrada a bordo del suo tir; c’è Francesca, giovane attivista impegnata nella difesa dei diritti delle donne; c’è Pasquale, anziano collezionista di oggetti abbandonati che cerca nei frammenti recuperati una risposta alle proprie solitudini. E ancora Mariagrazia, che trova nel tiro sportivo una possibilità di riscatto personale, Mythic, pastore rumeno che vive ai margini della società, e Roberto, un bambino che cresce in un rapporto diretto con la natura e con le tradizioni del territorio.
Attraverso questi personaggi il documentario prova a tracciare un affresco umano del Mezzogiorno, un racconto che evita ogni forma di folklorismo e sceglie l’osservazione paziente delle persone e dei luoghi. Le esistenze narrate non diventano mai casi esemplari o simboli sociologici: restano individui, con le loro contraddizioni e i loro desideri.
A rafforzare questa dimensione narrativa interviene il materiale d’archivio proveniente dall’Istituto Luce, dalle Teche Rai e dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Le immagini storiche della costruzione dell’autostrada dialogano costantemente con il presente, creando un confronto tra le aspettative degli anni Sessanta e la realtà contemporanea.







