Abu Dhabi

Ucraina, trilaterale Kiev-Mosca-Usa. Zelensky: «Trump ci darà i Patriot»

Negoziatori concentrati su raggiungimento di «una pace dignitosa e duratura». Dall’Ue indiscrezioni su piano di ricostruzione da 800 miliardi di dollari

Aggiornato alle 12:35

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Nella combo, in alto da sx Steve Witkoff e Jared Kushne (Usa)r; in basso da sx Kyrylo Budanov (Ucraina) e Kirill Dmitriev (Russia). Ai negoziati trilaterali sul piano di pace per l'Ucraina a Abu Dhabi, ci saranno per gli Usa gli inviati Witkoff e Kushner, per l'Ucraina la delegazione è guidata dal capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov, per la Russia dal segretario del Consiglio per la sicurezza Rustem Umerov - 22 gennaio 2026 ANSA

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Il primo trilaterale sulla guerra in Ucraina, che vede protagonisti rappresentanti di Kiev, Mosca e Washington - anche se forse non tutti allo stesso tavolo - preme il tasto pausa. Lo ha riferito alla Cnn una fonte a conoscenza delle discussioni. Le trattative ad Abu Dhabi riprenderanno sabato, come previsto, fa sapere l’agenzia di stampa statale russa Tass. Colloqui concentrati sul raggiungimento di «una pace dignitosa e duratura», ha scritto il principale negoziatore ucraino Rustem Umerov in un post su X dopo la conclusione dell’incontro.

Nel frattempo, al Forum Economico Mondiale di Davos, i presidenti degli Stati Uniti e dell’Ucraina hanno concordato la fornitura di munizioni per il sistema di difesa aerea Patriot. Lo scrive Ukrinform, riportando quanto affermato da Volodymyr Zelensky rispondendo a una domanda sui risultati della sua visita a Davos. «Ho parlato con il presidente Trump e ho ricevuto - non dirò quanti - missili PAC-3 per il sistema Patriot», ha detto il presidente ucraino.

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Una notizia che potrebbe segnare la svolta per la resistenza ucraina, e che è stata diffusa poco dopo importanti indiscrezioni circa il piano di ricostruzione del Paese, da 800 miliardi di dollari in 10 anni.

Usa-Ue, 800 miliardi per ricostruire

Li prevede un documento redatto dalla Commissione europea dal titolo “Roadmap per la prosperità dell’Ucraina: una visione per l’Ucraina 2040”. Il dossier, anticipato da Politico e confermato all’Ansa da fonti europee, fornisce un quadro del post-guerra in Ucraina. «La ricostruzione rappresenta un’opportunità unica per costruire un’economia del futuro, resiliente, digitalizzata e posizionata tra i mercati in più rapida crescita al mondo. Il raggiungimento di questo obiettivo richiederà la mobilitazione di capitali significativi», si legge nel testo. La speranza di Stati Uniti e Unione Europea è quella di attrarre 800 miliardi di dollari di fondi pubblici e privati per aiutare a ricostruire l’Ucraina una volta che la Russia avrà posto fine alla sua invasione su vasta scala.

Nel documento si afferma che nei prossimi 10 anni l’Ue, gli Stati Uniti e gli organismi finanziari internazionali, tra cui il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, si sono impegnati a spendere 500 miliardi di dollari di capitale pubblico e privato. Secondo Politico, la Commissione da parte sua intende stanziare altri 100 miliardi di euro per Kiev attraverso il sostegno al bilancio e le garanzie sugli investimenti, nell’ambito del prossimo bilancio settennale dell’Unione a partire dal 2028. Si prevede che questo finanziamento sbloccherà poi 207 miliardi di euro di investimenti per l’Ucraina. Gli Stati Uniti si sono impegnati a mobilitare capitali attraverso un Fondo di investimento per la ricostruzione Usa-Ucraina dedicato, ma non hanno fornito una cifra precisa, specifica il giornale europeo.

Le indiscrezioni riguardo al piano di ricostruzione arrivano nel giorno in cui ha avuto inizio il primo trilaterale sulla guerra in Ucraina tra la stessa Ucraina, la Russia e gli Usa.

I negoziatori

Jared Jushner e Steve Witkoff, sono arrivati ad Abu Dhabi direttamente da Mosca, per rappresentare gli Stati Uniti. Dopo 4 ore di confronto con Vladimir Putin nella giornata di giovedì 23 gennaio, i due si sono recati da Mosca nella capitale degli Emirati. Con loro anche il segretario dell’Esercito Usa Dan Driscoll. E una quarta persona non preannunciata: Josh Gruenbaum, avvocato 40enne esperto in investimenti, complesse ristrutturazioni aziendali, fusioni e acquisizioni. Per Donald Trump è anche un mago dei negoziati impossibili. Pur non essendo un diplomatico di carriera, era già stato coinvolto in contatti informali lo scorso autunno con il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriev, a Miami. La sua presenza a Mosca indica il passaggio ad un livello più ufficiale. Il mese scorso, Gruenbaum ha partecipato ad una videoconferenza sulle garanzie di sicurezza per Kiev con Witkoff, Kushner, Grynkewich, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Più di recente ha preso parte alla riunione dei “volenterosi” a Parigi. Ma nel suo palmares non c’è solo l’Ucraina. In una foto di novembre, Gruenbaum è seduto su una poltrona durante un incontro con Benjamin Netanyahu, Witkoff e altri, per discutere del piano di pace di Trump per Gaza. A luglio è finito sotto i riflettori per aver chiesto al dipartimento della Difesa, alla Nasa ed altre sei agenzie federali di compilare un rapporto dettagliato sui contratti con SpaceX di Elon Musk da condividere poi con la Casa Bianca.

L’Ucraina ha inviato il consigliere per la sicurezza nazionale, Rustem Umerov, e il capo gabinetto di Volodymir Zelensky, Kirylo Budanov, il negoziatore David Arakhamia e il capo di stato maggiore, Andrii Hnatov e il consigliere diplomatico Serhii Kyslytsia.

La delegazione di Mosca è invece guidata dal direttore del Gru (intelligence militari) Igor Kostyukov, il direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti, e inviato del Cremlino per gli investimenti esteri, Kirill Dmitriev che incontrerà Witkoff separatamente, a margina della sessione negoziale.

I negoziati

I negoziati sono iniziati nella mattinata italiana di venerdì e riprenderanno sabato 24 gennaio 2026, secondo quanto riportato da diverse agenzie. Gli stessi Emirati Arabi Uniti hanno confermato che il trilaterale è in corso: «I colloqui sono iniziati oggi ad Abu Dhabi e dovrebbero proseguire per due giorni, nell’ambito degli sforzi in corso per promuovere il dialogo e individuare soluzioni politiche alla crisi», ha affermato lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, vice primo ministro e ministro degli esteri degli Emirati Arabi Uniti.

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Interpellato in merito, il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha invece lasciato in sospeso i giornalisti. «No, non ho informazioni, non lo so», ha risposto a chi chiedeva conferme rispetto all’inizio degli incontri informali ad Abu Dhabi. L’inizio dei colloqui è stato poi riconfermato nel pomeriggio di venerdì anche da fonti ucraine. Non è chiaro, peraltro, se la delegazione russa e quella ucraina si incontrino direttamente, nella stessa stanza, oppure se si confrontino singolarmente coi negoziatori statunitensi impegnati a mediare.

Volodymyr Zelensky ha fatto sapere di aver tenuto consultazioni con il team negoziale ucraino prima dell’inizio del trilaterale «Ho parlato con il capo della delegazione, Umerov», ha detto il presidente ucraino. «L’intero team era in vivavoce: abbiamo parlato con tutti. Tutti capiscono cosa bisogna fare», afferma. Il suo team ha la facoltà di «scegliere i formati più adatti per i colloqui sul campo, poiché si sta addentrando in un territorio inesplorato», ha affermato Zelensky. «Un simile formato si verifica per la prima volta da molto tempo», ha riconosciuto. Anche se Zelensky non sarà presente, sarà «in contatto costante» con la squadra, ha aggiunto.

Al termine della prima giornata di negoziati, il presidente ucraino ha diffuso un messaggio via Telegram: «È ancora troppo presto per trarre conclusioni. Vedremo come andranno i colloqui domani e quali saranno i risultati. È necessario che non solo l’Ucraina desideri porre fine a questa guerra e raggiungere la piena sicurezza», ha detto Zelensky, «ma che anche in Russia nasca in qualche modo un desiderio simile».

Il Donbass al centro del trilaterale a Abu Dhabi

Il controllo territoriale nell’Ucraina orientale sarà la questione principale discussa ad Abu Dhabi, secondo Zelensky.

Per mettere fine al conflitto l’esercito ucraino deve lasciare il Donbass. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dai media russi. Peskov ha anche proposto di sbloccare gli asset russi congelati negli Stati Uniti e impiegarli per la ricostruzione del Donbass. I finanziamenti - oltre al miliardo di dollari allocato per il sostegno ai palestinesi attraverso il Board of Peace - «possono essere anche destinati alla ricostruzione dei territori danneggiati dai combattimenti», ha affermato il portavoce di Putin.

Zelensky: «Accordo su garanzie sicurezza è pronto per firma»

L’accordo sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina è pronto per la firma. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa.

«Le nostre garanzie di sicurezza sono davvero pronte. E il trattato è pronto per la firma», ha riportato l’agenzia di stampa Ukrinform citando Zelensky.

Dopo Davos

Dopo il discorso di Zelensky a Davos di giovedì 22 gennaio - durante il quale il presidente ucraino ha accusato l’Europa di essere «un caleidoscopio bello ma frammentato di piccole e medie potenze» anzichè una vera potenza globale - Bruxelles risponde confermando il pieno sostegno a Kiev e ricordando quanto fatto finora: «Ribadiamo il nostro pieno impegno e sostegno all’Ucraina fin dal primo giorno e in modo continuativo, insieme ai Pesi membri. Siamo i principali sostenitori, avendo già fornito finora quasi 200 miliardi di euro». Lo ha detto una portavoce della Commissione europea durante il briefing quotidiano con la stampa. Interpellata sull’ipotesi di un esercito europeo, rilanciata da Zelensky a Davos, Bruxelles evidenzia di aver fin qui integrato Kiev «nei programmi di difesa, come Safe ed Edip, consentendole di effettuare appalti congiunti con gli Stati membri e permettendo alla sua industria di investire insieme a quella europea».

Un sostegno ribadito anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni - che si è detta «dispiaciuta» per le parole di Zelensky - e dal cancelliere della Repubblica federale di Germania Friedrich Merz, in occasione del vertice intergovernativo Italia-Germania in corso a Villa Doria Pamphilj a Roma. I due hanno sottoscritto un “Protocollo su un Piano d’Azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale e dell’Ue” in cui affermano che «coordineremo strettamente i nostri attuali sforzi in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, anche in materia di sanzioni, sostegno alla resilienza e alla ricostruzione dell’Ucraina e alle iniziative volte a raggiungere una pace giusta, nonché sul sostegno all’attuazione del Piano statunitense per porre fine al conflitto a Gaza, con l’obiettivo di alleviare le sofferenze della popolazione civile e aprire la strada a una soluzione a due Stati».

«Con l’avvicinarsi del quarto anniversario dell’invasione» dell’Ucraina «comprendiamo e condividiamo la frustrazione di Zelensky per il protrarsi di questa guerra barbara» fa eco Downing Street. «Il Regno Unito ha sempre agito con decisione nei confronti dell’Ucraina, anche guidando la coalizione dei Volenterosi. Ha inoltre stanziato 1,2 miliardi di sterline in aiuti bilaterali e umanitari. Mentre la diplomazia continua, noi restiamo al fianco dell’Ucraina per garantirne la difesa», ha detto un portavoce di Keir Starmer. Alla domanda se il premier britannico ritenga che l’Europa debba fare di più, il portavoce ha risposto: «Il primo ministro è chiaro su un punto più ampio: l’Europa deve intensificare gli sforzi in materia di difesa e sicurezza. Il protagonista chiave è Putin, che potrebbe porre fine alla guerra immediatamente».

Riunione del G7+ su emergenza energetica

Si è svolta venerdì 23 gennaio anche una nuova riunione ministeriale del Gruppo G7+ sull’emergenza energetica ucraina, alla luce dell’intensificarsi degli attacchi russi mirati alle infrastrutture energetiche e della drammaticità della situazione umanitaria, che rischia di provocare un esodo della popolazione dalla capitale e dalle regioni più vulnerabili. Per l’Italia - riferisce la Farnesina in una nota - ha partecipato, su delega del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il sottosegretario di Stato Giorgio Silli. Co-presieduta dalla Commissione europea e dalla presidenza francese del G7, con la partecipazione della prima ministra dell’Ucraina, Yulia Svyrydenko, la riunione ha fornito l’occasione per ricevere un aggiornamento da Kiev sullo stato delle infrastrutture energetiche ucraine, discutere del fabbisogno immediato per l’inverno in corso e favorire una condivisione da parte dei Paesi partner delle iniziative assunte per rispondere alle pressanti richieste di assistenza ucraine. Nel suo intervento, Silli ha ribadito l’importanza del continuo sostegno dei donatori - con l’Italia in prima fila - in un momento particolarmente critico per Kiev. Sono stati recapitati in Ucraina dei primi equipaggiamenti (caldaie e generatori) forniti dal nostro Paese per fronteggiare l’emergenza in corso. A questo faranno seguito nei prossimi giorni ulteriori trasporti di generatori e materiali nell’ambito del pacchetto predisposto alla fine del 2025 del valore di 100 milioni di euro, oltre alle forniture donate dalle aziende italiane che hanno risposto alla richiesta di sostegno del Governo ucraino coordinata dalla Farnesina tramite il Dipartimento della Protezione Civile.

La guerra continua

Le forze russe hanno lanciato 101 droni, 60 dei quali di tipo Shahed, tra le 19 di ieri e le 10 di questa mattina 23 gennaio (orario di Kiev). Lo ha riferito l’aviazione militare ucraina.

Secondo l’aviazione, 76 droni sono stati intercettati o deviati tramite disturbo elettronico. Diciannove droni sono sfuggiti alla difesa aerea e hanno colpito 12 siti, ha indicato l’aviazione aggiungendo che i bombardamenti proseguono e che diversi droni si trovano ancora nello spazio aereo ucraino.

Sette morti in attacco russo, tra cui un bimbo di 5 anni

Un attacco di un drone russo, avvenuto nella notte nell’Ucraina orientale, ha ucciso quattro persone, tra cui un bambino, hanno annunciato oggi le autorità regionali di Donetsk. L’attacco ha colpito la città di Cherkaske, ha dichiarato Vadym Filashkin, capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk, su Telegram. Secondo la procura regionale di Donetsk, l’attacco ha ucciso un uomo di 32 anni, suo figlio di cinque anni e due dei loro vicini. I cinque feriti, tra cui la madre del bambino ucciso, hanno riportato traumi e ustioni.

Il governatore della regione ucraina di Kharkiv, Oleh Syniehubov, ha poi dichiarato che le truppe russe hanno colpito un’auto con un drone uccidendo tre civili e ferendone altri quattro: lo riporta la testata online Ukrainska Pravda. “L’esercito russo ha effettuato un attacco con un drone contro un veicolo civile nei pressi del villaggio di Prudianka, nel distretto di Kharkiv. Due persone sono rimaste uccise nell’attacco nemico”, ha dichiarato Syniehubov, che successivamente ha annunciato che il bilancio delle vittime si era ulteriormente aggravato a causa della morte di una delle persone ferite.

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