Regno Unito

Wes Streeting si dimette e sfida Keir Starmer: crisi aperta nel Labour dopo le amministrative

Il ministro della Sanità abbandona il governo e chiede un confronto sulla leadership, segnando una spaccatura nel partito dopo la sconfitta elettorale.

di Nicol Degli Innocenti

 REUTERS/Jaimi Joy/File Photo REUTERS

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Tutto come da copione: il ministro della Sanità britannico, Wes Streeting, ha dato le dimissioni oggi, primo passo per potersi candidare alla successione a Keir Starmer. Nella sua lettera al premier, l´esponente dell’ala moderata del partito laburista ha scritto di avere ¨perso ogni fiducia¨ nella sua capacità di guidare il Paese e che quindi per ¨questione di principio e di onore¨ non può restare a far parte del suo Governo.

Streeting ha ricordato i risultati negativi senza precedenti delle elezioni della settimana scorsa: ¨Non c´è dubbio che l´impopolarità di questo Governo è stato il fattore determinante delle nostre sconfitte in Inghilterra, in Scozia e in Galles¨. Il problema è il leader, Starmer, secondo il ministro della Sanità uscente: ¨Serve una visione e invece abbiamo un vuoto. Serve una direzione e invece siamo allo sbando.¨

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Streeting: «Pericolosi nazionalisti al potere»

La sconfitta ha conseguenze concrete, scrive Streeting: ¨Per la prima volta nella storia del nostro Paese, i nazionalisti sono al potere in ogni angolo del Regno Unito, compreso il pericoloso nazionalismo di Reform UK, che rappresenta una minaccia esistenziale all´Unione e anche una minaccia ai valori e agli ideali che hanno reso grande questo Paese¨.

E’ quindi evidente, conclude Streeting, che non potrà essere Starmer a guidare il partito alle prossime elezioni, quindi la cosa giusta da fare è farsi da parte, ¨ascoltare i deputati laburisti e gli elettori¨ e permettere una transizione ordinata.

Deputato Labour si dimette per aiutare Burnham a candidarsi

Questo sembra un invito ad aprire la strada a una corsa alla successione il più amplia possibile, il che significa attendere che Andy Burnham, il popolarissimo sindaco di Manchester, possa trovare una circoscrizione nella quale farsi eleggere per potersi candidare. Solo i deputati eletti infatti possono ambire alla leadership del partito. In suo aiuto è venuto Josh Simons, deputato laburista nel collegio inglese di Makerfield, che ha annunciato che lascerà il suo seggio per consentire al sindaco di Manchester ed esponente della ’soft left’, di candidarsi. Burnham deve però prima ricevere il via libera dai vertici del partito di maggioranza, negato in precedenza su intervento di Starmer.

Si prevede che Streeting annunci ufficialmente la sua candidatura nelle prossime ore, e che i suoi alleati tra ministri e sottosegretari seguano il suo esempio e diano le dimissioni, dando il via a una vera e propria crisi di Governo.

Porobabile candidatura anche per Rayner, l’ala sinistra dei Labour

Angela Rayner, l´ex vicepremier, quasi certamente si candiderà ora che, con tempismo perfetto, è stata scagionata in un´indagine su tasse immobiliari non pagate. Il Fisco britannico ha concluso che la Rayner aveva inavvertitamente commesso un errore e ha pagato il dovuto ma non deve pagare una penale. Lo scandalo che l´aveva costretta alle dimissioni lo scorso anno quindi svanisce e la paladina dei sindacati, esponente dellala sinistra del partito, è libera di scendere in campo.

La sfida è aperta: secondo i sondaggi tra membri del partito solo Burnham potrebbe battere nettamente Starmer, che nonostante le difficoltà delle ultime settimane ha ancora diversi ministri dalla sua parte. La cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, ha avvertito che una battaglia per la successione farebbe ¨sprofondare il Paese nel caos¨ in un momento di crisi geopolitica.

Secondo un sondaggio lampo di LabourList, Starmer batterebbe Streeting con il 53% contro il 23%, mentre Rayner si piazzerebbe meglio (45% contro il 41% del premier). Se invece Burnham, noto come ´il re del Nord¨, scendesse in campo, conquisterebbe il 61% dei consensi dei membri del partito, mentre Starmer avrebbe solo il 28%.

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