Manifattura

Valvitalia torna all’utile nel 2025. Ordini in aumento del 10%

I risultati della raccolta commerciale garantiscono al gruppo lombardo prospettive incoraggianti di crescita anche per il 2026

di R.I.T.

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Nonostante le incertezze geopolitiche e commerciali che hanno caratterizzato il 2025 e, ancor di più, questi primi mesi del 2026, Valvitalia ha chiuso il bilancio dello scorso anno con un significativo aumento della redditività. Il gruppo fondato nel 2002 a Rivanazzano Terme (Pavia) - specializzato nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole, attuatori, raccordi e sistemi gas per l’industria energetica, e di soluzioni antincendio per i settori navale, ferroviario e infrastrutturale - ha infatti ritrovato un utile positivo, pari a 1,7 milioni di euro, in forte crescita rispetto alla perdita registrata nel 2024, mentre l’Ebitda è salito di oltre il 40%, raggiungendo i 17,3 milioni di euro.

Ricavi in lieve calo ma volano gli ordini

I ricavi hanno registrato una leggera contrazione rispetto all’anno precedente (-1,2%), scendendo a 241,7 milioni di euro, a causa principalmente del «rinvio di alcune commesse e per gli effetti introdotti dai dazi in specifici mercati», precisa una nota della società. Tuttavia, già quest’anno dovrebbero essere recuperati i volumi non completati nel 2025.

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Inoltre, le prospettive sono incoraggianti, dato che lo scorso anno si è chiuso con un deciso aumento degli ordini acquisiti, che si sono attestati a 241,7 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto al 2024, mentre il portafoglio ordini è pari a 224,8 milioni di euro (+9,9%).

L’incremento dell’Ebitda è frutto soprattutto del lavoro svolto «sull’efficienza industriale, sulle politiche commerciali e sul crescente contributo delle attività aftermarket e service». Il risultato operativo (Enit) è pari a circa 8,6 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto ai circa 3 milioni dell’esercizio precedente.

Percorso di organizzazione e crescita

«Il 2025 rappresenta un anno importante per Valvitalia, che torna a chiudere il bilancio in utile dopo un percorso di grande lavoro industriale e organizzativo - spiega Salvatore Ruggeri, presidente e fondatore di Valvitalia -. Aver raggiunto questi risultati in una fase di mercato ancora complessa conferma la solidità del nostro percorso di sviluppo. Abbiamo continuato a investire, a rafforzare la presenza internazionale e a valorizzare il nostro saper fare manifatturiero. La domanda nei mercati di riferimento rimane dinamica e il portafoglio ordini ci consente di guardare con fiducia ai prossimi anni».

Anche l’amministratore delegato Andrea Forzi mette in luce i progressi raggiunti: «il gruppo ha migliorato in modo significativo la redditività, grazie a interventi su efficienza operativa e composizione del mix di vendita, grazie anche all’incidenza delle attività a maggiore valore aggiunto. La performance commerciale e il portafoglio ordini garantiscono oggi una buona visibilità sull’evoluzione dei ricavi: in questo contesto, le evidenze registrate nei primi mesi del 2026 risultano coerenti con le attese di crescita».

Investimenti e mercati chiave

Le difficoltà dei mercati non hanno rallentato gli investimenti per lo sviluppo industriale e commerciale nei mercati strategici, focalizzati su «innovazione, aggiornamento tecnologico e potenziamento delle competenze». In tale contesto, si inserisce la realizzazione di un nuovo impianto produttivo nel distretto di Wujiang (Cina), sostenuto da un investimento industriale di circa 10 milioni di euro. Parallelamente, il gruppo ha continuato a estendere la propria operatività nelle Americhe, area che oggi contribuisce per circa il 30% ai ricavi consolidati.

In Medio Oriente e Nord Africa - regione chiave, che raccoglie un terzo della raccolta ordini complessiva - Valvitalia ha consolidato la propria presenza attraverso l’acquisizione di commesse rilevanti nella Penisola Arabica e l’avvio di iniziative di collaborazione strategica.

In questo percorso si inseriscono anche il Corporate Procurement Agreement sottoscritto a inizio 2026 con Saudi Aramco, che consente al Gruppo di operare come local manufacturer nel Paese, e la partnership strategica con Saudi FAL finalizzata alla costituzione di una joint venture.

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