Ristoranti

Veganuary, ecco dove mangiare «vegetariano doc» in Italia

Dagli stellati alle osterie, sempre più chef da Nord a Sud propongono menu dedicati esclusivamente al mondo veg, sempre più in crescita

di Camilla Rocca

Un piatto di Omnia in Alto Adige

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Secondo gli ultimi dati Eurispes il mercato della ristorazione vegetariana, vegana e plant based è in forte crescita in Italia e a livello globale e il plant based si conferma il nuovo fronte d’avanguardia per la filiera alimentare italiana e globale con un valore del mercato mondiale degli alimenti vegani che supera i 20 miliardi di dollari e una crescita prevista fino a 55 miliardi entro il 2034; in Italia il mercato plant based supera i 640 milioni di euro con un aumento costante di ristoranti vegani e vegetariani soprattutto nei centri urbani accompagnato da una domanda in espansione e da buoni margini economici per i locali ben gestiti.

E il mese di gennaio dedicato all’alimentazione vegetale, il cosidetto Veganuary è sempre più di moda: secondo il sondaggio realizzato da YouGov oltre 1 milione di persone in tutta Italia ha provato l’alimentazione “verde” nel mese di gennaio confermando un interesse crescente da parte dei consumatori.

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Nel 2025 Veganuary ha ampliato la sua presenza globale con nuove adesioni alla campagna in Canada, Perù e Malesia mentre per tutto il mese di marzo una nuova campagna gemella, V March, porterà il concetto di Veganuary per la prima volta in Cina.

In questo contesto nascono e sono sempre più ricercati i ristoranti che propongono un’alimentazione vegetale: ecco quelli che vi consigliamo da provare.

L’hotel sostenibile sull’Alpe di Siusi

Il ristorante Omnia Plant-Based - situato all’interno dell’hotel Pure.Living a 2.020 metri di altitudine - rappresenta il cuore gourmet di una proposta gastronomica 100% plant-based, biologica ed etica, dalla colazione alla cena. In un contesto naturale unico, tra le cime delle Dolomiti, la cucina diventa parte integrante dell’esperienza di soggiorno.

Un piatto plnat based di Omnia

A guidare la cucina è la chef greca Aggeliki Charami, punto di riferimento della ristorazione vegetale contemporanea. Sei soli tavoli in un elegante giardino d’inverno affacciato sull’Alpe di Siusi: qui viene proposto un menu degustazione unico di 10 portate, frutto di ricerca e creatività, che valorizza la materia prima attraverso piatti iconici come la brioche flambata al tavolo, il “calamaro” realizzato con pelle di scoby di kombucha e il chicken of the woods. Il percorso è accompagnato da un abbinamento analcolico, prevalentemente home-made, pensato per esaltare i sapori e l’identità della cucina in sintonia con il paesaggio alpino.

Lo stellato vegetariano a Milano

Joia, primo ristorante vegetariano d’Europa a ottenere una stella Michelin, rappresenta da oltre trent’anni il cuore gourmet della cucina vegetale italiana. Oggi un punto di riferimento per un fine dining etico, sostenibile e creativo, capace di unire rigore gastronomico e sensibilità spirituale anche dopo l’uscita di scena di Pietro Leemann, fondatore e anima storica del progetto. A guidare oggi la cucina è Sauro Ricci, executive chef e storico collaboratore di Leemann, affiancato da Raffaele Minghini, chef di cucina e suo braccio destro creativo
Sotto i riflettori un menu degustazione che evolve con le stagioni e valorizza materie prime biologiche, biodinamiche e provenienti da filiere etiche. Il percorso gastronomico è accompagnato da una carta di vini naturali e biodinamici, oltre a proposte analcoliche studiate per armonizzarsi con la filosofia del ristorante.

Naturalità in cucina in via Margutta

Margutta – Il Ristorante Vegetariano, affacciato sulla celebre omonima via a pochi passi da Piazza di Spagna, è da oltre quarant’anni uno dei luoghi simbolo della cucina vegetariana italiana. Nato nel 1979, rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per una proposta gastronomica naturale e accessibile, nel cuore di Roma.

In un ambiente intimo e luminoso, con la veranda affacciata sul giardino interno, propone una cucina prevalentemente vegetariana e vegana, attenta alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. Il menu cambia regolarmente seguendo l’orto e il mercato, valorizzando verdure, cereali e legumi attraverso piatti equilibrati, leggeri e riconoscibili.

La carta dei vini privilegia etichette biologiche e biodinamiche, mentre l’offerta analcolica include centrifughe ed estratti naturali. Margutta resta così un indirizzo iconico per chi cerca un’esperienza vegetariana autentica nel cuore artistico di Roma.

Sua regina la parmigiana

Osteria Lughino, nel cuore di Milano, è un indirizzo conviviale e contemporaneo che celebra la cucina vegetale italiana con un’anima popolare e creativa. Nato come progetto dedicato alla parmigiana di melanzane in tutte le sue declinazioni, è oggi un punto di riferimento per una proposta vegetariana e vegana golosa, accessibile e profondamente legata alla tradizione.

Ecco quindi un menu interamente dedicato alle parmigiane: dalla classica con melanzane fritte e sugo di pomodoro, fino alle versioni più originali con zucchine, carciofi, funghi, zucca o verdure di stagione, senza dimenticare le reinterpretazioni vegane con formaggi vegetali e crumble croccanti. Ogni ricetta gioca su strati, consistenze e profumi, mantenendo riconoscibilità e comfort food appeal.

Il fast food «floreale»

Flower Burger è la prima vegan burger chain italiana e oggi uno dei brand plant-based più riconoscibili in Europa. Nato a Milano nel 2015, ha rivoluzionato l’idea di fast food vegetale con un format pop, inclusivo e sostenibile, che unisce comfort food, creatività cromatica e ingredienti 100% vegan.

Celebre per i suoi panini dai bun naturalmente colorati – neri al carbone vegetale, rosa alla barbabietola, verdi agli spinaci e gialli alla curcuma – Flower Burger propone burger a base di legumi, cereali e verdure, salse artigianali, patatine speziate e dessert vegani golosi.

Oggi il brand conta numerose sedi in Italia – da Milano a Roma, Torino, Bologna, Bergamo, Brescia, Padova, Verona e Rimini – oltre a diverse aperture internazionali in Europa e Medio Oriente. Flower Burger resta così un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza vegan divertente, accessibile e contemporanea, tra street food e cultura pop.

Sperimentazione e tecnica a Torino

Antonio Chiodi Latini

Chef di lunga esperienza, Antonio Chiodi Latini ha scelto di dedicarsi interamente alle materie prime vegetali, studiandole e sperimentandone proprietà nutritive, di maturazione e di evoluzione. Da questa ricerca è nata una cucina completamente nuova, che mette al primo posto il gusto e ridà centralità alle verdure, valorizzandole senza compromessi. L’esperienza torinese è un incontro tra tecnica, creatività e rispetto assoluto per gli ingredienti, che trasforma ogni portata in un piccolo viaggio sensoriale.

Il giovane talento a Vulcano

Situato all’interno dell’Hotel Therasia Resort sull’incantevole isola di Vulcano, I Tenerumi rappresenta uno dei punti di riferimento della cucina vegetariana e sostenibile nel Sud Italia. A guidare la cucina è lo chef Davide Guidara, che propone una proposta creativa e vegetariana.

Davide Guidara

Una scelta premiata con una stella Michelin nel 2022, espressione di una filosofia più ampia, che mette al centro il rispetto per l’ambiente e per gli ingredienti. Questa attenzione si traduce nell’uso di prodotti biologici, di tecniche sostenibili e persino nella produzione di energia solare autoprodotta dall’hotel.

In un contesto naturale unico, tra il mare cristallino e i paesaggi vulcanici delle Eolie, i piatti raccontano il territorio attraverso combinazioni equilibrate di verdure, cereali e legumi, esaltando i sapori autentici senza compromessi. L’abbinamento con vini locali e naturali completa il percorso, rendendo ogni pasto un incontro tra territorio, etica e piacere del palato.

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