Automotive

Volkswagen e Audi richiamano oltre 2,8 milioni di veicoli per rischio corrosione sterzo

Il richiamo globale interessa modelli chiave Volkswagen e Audi per un difetto allo sterzo, mentre in Messico si registrano licenziamenti e ripercussioni nel settore componentistico.

Stabilimento della casa automobilistica tedesca Volkswagen a Wolfsburg, Germania, 17 settembre 2026.  EPA/FILIP SINGER EPA

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La casa automobilistica Volkswagen sta richiamando circa 2,16 milioni di veicoli in tutto il mondo, di cui quasi 900.000 in Germania, a causa del rischio di corrosione dello sterzo. Lo ha comunicato l’agenzia tedesca per la motorizzazione Kba.

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Il problema in questione può causare una «rottura delle viti», che a sua volta può «provocare un guasto allo sterzo», precisa la Kba. Sono interessati i modelli Golf, Golf Variant, Tiguan, Touran e Caddy, prodotti dal 24 settembre 2013 al primo luglio 2024

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Altri richiami riguardano anche Audi, con 696.547 veicoli nel mondo, di cui 58.555 in Germania. Il richiamo riguarda il modello Q3, prodotto dal 31 ottobre 2017 al 23 maggio 2024. Secondo l’Autorità federale dei trasporti automobilistici tedesca, in determinate circostanze la corrosione può provocare la rottura della vite del fissaggio dello sterzo.

La rottura può compromettere il collegamento del sistema di sterzo e, nel peggiore dei casi, provocarne il completo guasto, aumentando il rischio di incidente. I proprietari dei veicoli interessati devono recarsi in officina, dove il fissaggio viene controllato e la vite sostituita con una versione più resistente alla corrosione.

L’intervento è gratuito. Finora non sono noti danni materiali né feriti legati al difetto.

Tagli in Messico, licenziati in totale oltre mille operai

Il taglio dei terzi turni di produzione dei modelli Jetta e Tiguan da parte dello stabilimento Volkswagen a Puebla ha provocato il licenziamento di 611 lavoratori. Questa decisione ha generato un effetto a catena nel settore della componentistica, portando alla perdita di altri 650 posti di lavoro in sette aziende fornitrici.

Il presidente locale della Canacintra, Carlos Sosa Spínola, ha definito gli esuberi inevitabili a causa degli aggiustamenti della casa madre, che a livello globale ha annunciato il taglio di 50.000 posizioni. Sosa Spínola ha rassicurato sul fatto che si cercheranno ricollocamenti per sfruttare la manodopera qualificata, escludendo una fuga verso altri stati.

“Qui ci sono aziende che richiedono personale in modo permanente, soprattutto con esperienza”, ha dichiarato, prevedendo nuove opportunità lavorative entro il 2027 grazie a futuri investimenti.

Il presidente ha infine rivolto un appello alla prudenza nelle trattative tra azienda e sindacato, dopo la bocciatura dell’aumento del 10,04%, per scongiurare scioperi che danneggerebbero un’industria già sotto pressione a causa dei dazi statunitensi.

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