Frodi

Web e intelligenza artificiale, così le truffe sfruttano la tecnologia

Tra le più frequenti e pericolose quelle finanziarie, quelle a sfondo amoroso e le sextortion, estorsioni a sfondo sessuale

di Anna Mulassano

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Fare leva sulle fragilità è diventato più facile, per i male intenzionati di tutto il mondo, grazie alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. Le truffe amorose sono solo una delle tante facce di questa inquietante medaglia. A evidenziarlo è il rapporto annuale dell’Onu sul crimine organizzato mondiale.

Le frodi più frequenti

In Europa, secondo il report, tra le frodi commesse con l’ausilio dei mezzi tecnologici le più frequenti sono la compromissione dell’indirizzo mail aziendale, la truffa finanziaria e quella amorosa. Per quanto riguarda l’aspetto economico-finanziario, l’AI viene usata, per esempio, al fine di creare video deepfake che ritraggono personaggi pubblici. Nelle truffe a sfondo sentimentale, invece, le vittime vengono contattate sui social media, sui siti di gaming o su app di messaggistica tramite profili falsi, con cui i truffatori si spacciano per persone di simile età. Dopo che il malcapitato di turno ha condiviso immagini compromettenti, viene ricattato: l’unico modo per evitare la diffusione del materiale è pagare una somma di denaro, inviare un regalo o trasferire criptovalute. Sono le cosiddette sextorsion, estorsioni a sfondo sessuale.

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Le «fabbriche di truffe»

Molto spesso le operazioni di crimini cyber su larga scala si concentrano in grossi siti fisici - situati in territori caratterizzati da giurisdizione debole, come le aree di confine controllate da gruppi armati - dove migliaia di operatori mettono in atto diverse tipologie di frode. Un esempio è rappresentato dalle «fabbriche di truffe» del Sud est asiatico, dove il confine tra vittime e carnefici è piuttosto labile: in alcuni casi, chi commette i reati è a propria volta vittima di tratta. Queste persone, a cui viene confiscato il passaporto, sono confinate e costrette a interagire con gli utenti dei social. Talvolta, è previsto anche un numero di persone da contattare ogni giorno. Gomito a gomito con loro lavora anche chi partecipa volontariamente.

Nonostante sia difficile definire con precisione i contorni di questo fenomeno, svariate fonti (report di polizia, documenti dei tribunali, testimonianze di sopravvissuti) indicano che potrebbe essere ampiamente diffuso. La maggior parte delle vittime di tratta nei centri di truffa del Sud est asiatico proviene dalla regione, ma sono stati documentati casi di persone originarie dell’Asia del sud e del centro, dell’Africa, dell’Europa dell’Est, dell’America Latina. L’Onu stima che, nel solo 2023, le truffe contro persone nel Sud est asiatico e nell’Asia orientale abbiano sottratto tra i 18 e i 37 miliardi di dollari. Una porzione significativa di questa somma sarebbe da attribuire proprio alle frodi commesse nei centri del crimine organizzato del Sud est asiatico. Questo modello di business, evidenziano gli studi, si sta diffondendo rapidamente anche in altre parti del mondo, come l’Africa, il Sud America e il Pacifico. In particolare, si registrano nell’Africa occidentale centri in cui vengono messi in atto schemi di sextorsion.

Dati personali a rischio

I dati personali delle vittime diventano spesso, nei casi di truffa online, un asset centrale per le operazioni dei cybercriminali perché possono essere usati in altre attività fraudolente, come il phishing. La risposta, sottolineano dall’Onu, deve essere globale: se il crimine organizzato si muove nello spazio digitale, la comunità internazionale deve sviluppare risposte strategiche per contrastare l’uso scorretto della tecnologia. La reazione, poi, deve essere coesa e unitaria, anche a livello transnazionale.

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