Lo studio

Welfare aziendale, la pubblica amministrazione spende il 90% in meno rispetto al privato

Tra i nodi la sanità integrativa, lo smart working e il supporto psicologico

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La pubblica amministrazione spende in welfare il 90% in meno del privato. Tra i nodi la sanità integrativa, lo smart working e il supporto psicologico. Nello specifico, la quota destinata al welfare dalla pubblica amministrazione è pari a circa lo 0,11%. Percentuale che, nel privato, arriva all’1–2%: un gap strutturale di oltre 10 volte.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

È quanto emerge dalla ricerca che Bigda - società di consulenza che offre servizi avanzati di analisi dei dati, analytics e ricerche di mercato attraverso tecnologie di big data e intelligenza artificiale - ha eseguito per Flp, il sindacato dei lavoratori pubblici e delle pubbliche funzioni, per misurare lo stato del welfare all’interno della pubblica amministrazione.

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La differenza tra pubblico e privato

A confrontare i numeri tra il pubblico e il privato emerge una differenza importante. «La Pa ha 3,7 milioni di lavoratori e spende in welfare circa il 90% in meno del privato - sottolinea il rapporto -. Non solo: il tetto di detassazione nel settore pubblico arriva fino a un massimo di 800 euro, mentre nel privato si sale fino a 5mila. Vale a dire che un dipendente pubblico può ricevere al massimo 800 euro netti con tassazione agevolata contro i 5.000 euro di un lavoratore del privato».

Sanità integrativa e servizi

Un altro aspetto riguarda la sanità integrativa, diffusa nel privato ma assente nella pubblica amministrazione.

«Se guardiamo ai flexible benefit, cioè quei beni e servizi che il datore di lavoro mette a disposizione dei dipendenti in aggiunta allo stipendio, permettendo loro di scegliere quelli più adatti alle proprie esigenze - prosegue lo studio -, sono rari nelle Pa mentre sono presenti nei contratti di circa il 50% delle grandi aziende del Paese». Stesso discorso per il supporto mentale e psicologico , eppure «il benessere mentale dei dipendenti pubblici è un tema con radici documentate e con un gap contrattuale evidente rispetto al settore privato». Stesso discorso per i fondi pensione dove l’adesione dei lavoratori del settore provato arriva al 50% contro il un massimo del 23, 24% del pubblico.

Lo smart working e il contratto

Uno degli argomenti particolarmente sentiti quello dello smart working. «Se mettiamo a confronto settore pubblico e privato sul tema, appare evidente come in quest’ultimo sia già strutturato nei contratti di lavoro come benefit ordinario mentre nella PA è ancora percepito come concessione revocabile». La ricerca porta alla luce un quadro coerente in tutte e tre le sue componenti: il welfare nella Pubblica amministrazione, è strutturalmente arretrato rispetto al privato, i lavoratori ne hanno bisogno, e il dibattito pubblico non lo sa ancora. «I dati confermano ciò che Flp denuncia da anni - dice Marco Carlomagno segretario nazionale Flp- il welfare nella Pubblica Amministrazione è il grande assente delle politiche del lavoro pubblico. I numeri impietosi della ricerca, che chiarisce in modo inequivocabile il gap tra settore pubblico e privato, sono la dimostrazione che in questo campo è necessario investire, superando i vincoli normativi che ne penalizzano l’attuazione, permettendo alle amministrazioni di stanziare su questa importante voce non solo parte dei fondi del personale in contrattazione decentrata, ma soprattutto risorse disponibili nei bilanci, accantonate e non utilizzate».

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