Verso il Cdm

Accise carburanti, nuovo giro di sconti. Partite Iva: versamenti a fine luglio, poi interessi 0,8%

Sul tavolo del governo il rinvio al 20 o al 31 luglio della scadenza per i versamenti, con un aumento della maggiorazione chiesta nel mese successivo con l’obiettivo di limitare gli impatti sui flussi di cassa

di Giovanni Parente e Gianni Trovati

La guerra tra Usa e Iran e la crisi dello stretto di Hormuz ha determinato un aumento dei prezzi di carburanti ANSA

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Nella griglia del quarto decreto carburanti atteso venerdì 22 maggio in consiglio dei ministri entra anche la proroga dei versamenti, in scadenza al 30 giugno, per le partite Iva che sono obbligate alle pagelle fiscali e a quelle collegate, come ad esempio i forfettari. Ma rispetto alle precedenti edizioni la soluzione allo studio dovrebbe presentare una differenza per il “secondo tempo” del differimento.

Il testo del provvedimento, chiamato prima di tutto a rinnovare lo sconto sulle accise di benzina e gasolio e a prorogare il credito d’imposta per gli acquisti di carburante da parte degli autotrasportatori, comincerà ad assumere una forma definitiva a partire da oggi, quando è in programma la riunione tecnica in vista del consiglio dei ministri di domani alle 19. Il decreto è l’ultimo veicolo utile per introdurre la consueta proroga dei versamenti fiscali chiesti agli autonomi, chiesta come ogni anno dalle categorie.

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In un primo momento l’ipotesi era stata accantonata. Ma un approfondimento ulteriore condotto alla Ragioneria generale sulle dinamiche di cassa ha riaperto la strada alla misura, che salvo sorprese sarà quindi imbarcato nel decreto accise-quater.

Due variabili in gioco

In gioco ci sono due variabili. La prima, tradizionale, riguarda la nuova scadenza dei versamenti, con il solito ballottaggio fra il 20 luglio (soluzione scelta l’anno scorso e nel 2023) e il 31 luglio (opzione messa in atto nel 2024, anno di debutto del concordato preventivo biennale). È invece inedito il secondo punto all’ordine del giorno. Perché il rinvio non sarà del tutto gratis, per chi deciderà di sfruttare gli ulteriori tempi supplementari concessi dalla normativa che consente di chiudere i conti entro un mese dalla scadenza con la maggiorazione dello 0,4%. Quest’anno, la maggiorazione dovrebbe crescere: l’idea è di portarla allo 0,8%, con la solita avvertenza che le cifre finali verranno messe su carta solo fra oggi e domani.

La maggiorazione

Il raddoppio della maggiorazione è pensato come deterrente, per ridurre la quota di contribuenti che sceglie di spostare il pagamento ad agosto (il 20 o il 31, a seconda della scadenza che sarà fissata dal Dl) e attenuare quindi l’impatto sulle casse pubbliche nel corso di un’estate che non si annuncia semplice.

La proroga del taglio accise

Tutto lascia pensare infatti che il nuovo giro di sconti alle accise in arrivo con il decreto quater non sarà l’ultimo. Anzi: al momento l’ipotesi più accreditata punta a replicare i tagli attuali (6,1 centesimi al litro per la benzina, 24,4 per il gasolio, in un calcolo che considera anche l’Iva) fino all’8-9 giugno, quando potrà essere attivata una nuova puntata di accise mobili grazie all’extragettito Iva di maggio.

A questo ponte servirebbero circa 260 milioni, mentre un centinaio scarso di milioni sarebbe sufficiente per l’estensione di due mesi, a giugno e luglio, del credito d’imposta già introdotto per gli acquisti di carburanti degli autotrasportatori realizzati fra marzo e maggio.

Per attuare questo sconto serve un decreto attuativo, che il ministero dei Trasporti non ha ancora completato. E resta da vedere se la proposta basterà a fermare uno sciopero che altrimenti la prossima settimana rischia di paralizzare la logistica del Paese.

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