Mercati

Settimana positiva tra corsa tech e venti di pace, a Milano sbanca Avio (+20%)

Sul fronte delle trattative tra Usa e Iran, il presidente americano Trump ha parlato di «fasi finali» dei negoziati e la tv araba, al-Arabiya, ha riferito che è pronta una «bozza conclusiva» di intesa

di Stefania Blasioli e Giorgia Colucci

La Borsa, gli indici del 22 maggio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Mettono a segno una settimana più che positiva le Borse europee, nonostante le turbolenze geopolitiche e i vari cambi di rotta del mercato dovuti al rincorrersi di notizie e smentite sul fronte bellico mediorientale. La piazza migliore dell’ottava è quella di Francoforte, con il Dax che guadagna il 4,1%. Bene anche gli altri indici: +2,7% per il Ftse 100 di Londra, +2,1% per il Cac di Parigi e l’Ibex di Madrid. Resta più indietro il Ftse Mib di Milano (+0,8%) che sconta il ”dividend day” di inizio settimana, con 22 società del listino che hanno distribuito il dividendo, provocando un ribasso tecnico nella seduta di lunedì pari all’1,51%.

A trainare gli acquisti nel Vecchio Continente è stato senza dubbio il comparto tecnologico, con l’Eurostoxx 600 di settore che si attesta il migliore, in rialzo del 6,3%. Bene anche retail (+5,1%), viaggi (+4,8%), telecomunicazioni (+4,3%) e utility (+3,8%), più deboli invece le costruzioni (-0,1%). Sul fronte energetico, consistenti cali per le quotazioni del greggio, con il Brent che nella settimana arretra del 5,3% e il Wti del 7,9%. Anche il gas naturale scambiato ad Amsterdam scende del 4,5%.

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Sull’azionario a Piazza Affari, la maglia rosa va a Avio, che nell’ottava guadagna il 19,3%, consolidando il rally partito martedì dopo il successo del lancio della missione VV29 con il vettore Vega C – e continuato nel fine settimana sull'onda dell'entusiamo per l'annuncio dell'Ipo Space X. Ottima performance anche per St (+9,6%) in scia al comparto. Bene inoltre Ferrari (+7,9%), Leonardo (+6,8%) e Fincantieri (+4,9%). Al contrario, le vendite si sono concentrate su Saipem (-9,1%) che accusa i cali del greggio, Nexi (-8,5%) e Diasorin (-8,3%) nella settimana della presentazione del nuovo piano industriale al 2030, che non ha incontrato il favore del mercato. Segno meno anche per Mps (-7,1%) e Bper (-5,9%).

L'ultima seduta della settimana

Seduta in rialzo per le Borse del Vecchio Continente che, sulla scorta dei nuovi venti di pace in arrivo dal Medio Oriente e dell’appetito per i titoli tecnologici, archiviano in positivo anche il bilancio della settimana. Gli investitori hanno ritrovato l’ottimismo su una possibile svolta nel conflitto in Iran, dopo che la tv al-Arabiya ha parlato di una «bozza finale» relativa ad un possibile accordo tra Teheran e Washington, con la mediazione del Pakistan, e che un annuncio in tal senso, secondo alcune fonti, sarebbe possibile a breve. D’altro canto, gli acquisti sul comparto tech sostengono ancora una volta i listini. Nel complesso, «la visione nel medio termine resta orientata al rialzo, supportata da una combinazione di utili societari solidi, prezzi del petrolio abbastanza contenuti da evitare shock e una Federal Reserve che mantiene un atteggiamento di supporto» scrive Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management.

 In questo scenario, gli indici europei terminano le contrattazioni non lontani dai massimi di giornata: il Ftse Mib di Milano approfitta del sentiment positivo e chiude in rialzo dello +0,7%, e torna a guardare a quota 50mila punti (a 49.510 punti), quota che aveva raggiunto lo scorso 14 maggio per la prima volta dal marzo 2000.

Wall Street nel giorno di Warsh

Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,58% a 50.579,70 punti, il Nasdaq avanza dello 0,19% a 26.343,97 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,37% a 7.473,45 punti. In giornata, l'evento più atteso è stato alla Casa Bianca, dove Kevin Warsh ha giurato come nuovo presidente della Federal Reserve, succedendo a Jerome Powell. Intanto sul fronte dei dati, quello sulla fiducia dei consumatori statunitensi è sceso ai minimi storici: a maggio, in lettura finale, si è attestato dai 49,8 punti del mese precedente a 44,8 punti, contro stime per un dato a 48,2 punti. Pesano la guerra in Iran e l'aumento del prezzo del petrolio. Sull'azionario, il titolo di Workday sale dopo che il fornitore di software per la finanza e le risorse umane ha pubblicato risultati migliori del previsto e ha rivisto al rialzo le previsioni sui margini per l'intero anno. Merck è in rialzo, dopo che il trattamento per il cancro al polmone, sviluppato dall'azienda farmaceutica in collaborazione con la cinese Kelun-Biotech, ha ridotto del 65% il rischio di progressione del tumore, secondo uno studio di fase 3.

A Piazza Affari brilla St, rimbalzo di Stellantis

A Piazza Affari St (+5,2%) è tra i migliori titoli del listino in scia alle performance dei tech asiatici, sempre sulle dichiarazioni del fondatore di Nvidia, Jewnsen Huang, che ha parlato di «straordinaria accelerazione» dei progetti infrastrutturali legati all'AI per i mesi a venire. Rimbalzo di Stellantis (+3,2%), dopo lo scivolone della vigilia, giorno in cui il ceo, Antonio Filosa, ha presentato il piano industriale da 60 miliardi di investimenti. Non si arresta la corsa di Avio (+5,8%), che beneficia dell'onda lunga dell'imminente quotazione di SpaceX, anche se la società è attiva nella produzione di propulsori per lo spazio e non di satelliti. Recordati (-0,8%) è sotto la lente nel giorno dell'ufficializzazione dell'opa lanciata sulla società e finalizzata al delisting. Come già annunciato a marzo, Cvc e Gbl hanno lanciato un’opa totalitaria a 51,29 euro per azione, mettendo complessivamente sul piatto 10,7 miliardi di euro. Anche Amplifon (-2,4%) ha imboccato la strada del ribasso dopo l'abb di 45,3 milioni di nuove azioni emesse in aumento di capitale. Sono deboli i petroliferi.

Sale il petrolio, giù i rendimenti dei titoli di Stato

La prudenza degli investitori emerge chiara anche dalla performance del valore del petrolio che continua a salire. Inoltre va giù l’oro. Limano lievemente i tassi dei titoli di stato, pur rimanendo su livelli elevati, mentre lo spread tra Btp e Bund scende in area 73 punti. Del resto gli investitori temono che le banche centrali mondiali finiranno per alzare il livello dei tassi di interesse, in modo da raffreddare l'inflazione che sta continuando a salire, come emerso dagli ultimi dati. Si tratta però di un indice dei prezzi spinto più che altro dal rialzo del valore dell'energia provocato dalla guerra in Medio Oriente e così numerosi economisti ammoniscono che una stretta monetaria potrebbe solamente strozzare la crescita economica.

Euro volatile attorno alla soglia di 1,16 dollari

Sul valutario, l'euro oscilla nervosamente attorno alla soglia di 1,16 dollari (1,1586 alla vigilia in chiusura). Il quid che muove il mercato valutario rimane la previsione delle mosse delle banche centrali, nel giorno in cui Kevin Warsh presta giuramento come presidente della Federal Reserve davanti al presidente Trump. Intanto gli esperti sono pronti a scommettere che a giugno la Banca centrale del Giappone alzerà i tassi (adesso il tasso di interesse di riferimento si attesta allo 0,75%), sostenendo lo yen nei prossimi mesi.

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