Retail Summit 2024

Commercio moderno, le insegne prevedono oltre 5.500 aperture

Nel corso dell’anno verranno creati oltre 33mila nuovi posti di lavoro. In Confimprese entrano nuovi soci

di Enrico Netti

5' di lettura

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Nel 2024 in Italia saranno circa 5.580 le aperture attese di negozi e locali di insegne del commercio moderno con un +6,6% sul 2023. Di queste circa 3.240 sono previste nella seconda metà dell’anno contro le 1.650 dello stesso periodo del 2023 e complessivamente verranno creati oltre 33mila nuovi posti di lavoro. Queste le stime elaborate dal Centro studi Confimprese presentate in occasione del Retail Summit organizzato in collaborazione con Jakala e dedicato agli scenari, sfide e opportunità portare dall’intelligenza artificiale, che si è concluso ieri a Stresa a cui hanno partecipato circa 200 ad e top manager di insegne del retail. Invece il trend di chiusura dei punti vendita dovrebbe risultare debole ed essere pari a circa il 2% rispetto al 2023. Le cessazioni sono legate soprattutto all’eccessiva onerosità dei canoni d’affitto dei locali e alla razionalizzazione della rete commerciale.

Settore resiliente

«Nonostante le tensioni internazionali e le dinamiche macroeconomiche il 2024 dovrebbe essere un anno positivo per le reti di punti vendita, trainato dal settore della ristorazione – commenta Mario Resca, presidente Confimprese, associazione che rappresenta oltre 450 brand commerciali, 90mila punti vendita e 800mila addetti –. Rispetto alle stime di inizio anno registriamo una buona tenuta del retail che, rispetto al commercio tradizionale, può contare sulla forza del brand sviluppato attraverso le catene distributive. Tuttavia, siamo penalizzati dalla asimmetrie tra off e online. Il mondo del commercio è profondamente cambiato e la riforma del settore è urgente, non è pensabile richiamare e adottare decreti del 1998 o 2001 per le vendite online, quando tale canale era sconosciuto. È necessario che il legislatore riveda l’intero impianto normativo per equiparare i canali di vendita e si renda consapevole che il retail muove complessivamente 445 miliardi di fatturato. È il vero motore dell’economia italiana».

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Nelle aperture, sia pure con un consuntivo di oltre 2mila punti vendita inaugurati nei primi 6 mesi dell’anno, le imprese hanno adottato a inizio 2024 una maggiore prudenza nell’espansione delle rete commerciale, anche alla luce di un inizio anno non brillante per i consumi in flessione del -0,8% nel progressivo gennaio-maggio 2024 sullo stesso periodo 2023 secondo i dati dell’Osservatorio consumi Confimprese-Jakala. Nonostante ciò vengono rispettate le previsioni di inizio anno. Il trend resta in area positiva e i dati delle aperture del secondo semestre sono in miglioramento rispetto lo stesso periodo 2023 quando le aperture si erano fermate a quota 1.650.

Per quanto riguarda i canali di vendite il campione osservato ritiene prioritario per tutti è quello del travel oltre ai centri commerciali, outlet e retail park. Lo confermano tutte le catene del settore abbigliamento e accessori, l’82% di quelle della ristorazione e il 62% di “altro retail” (arredo e complementi per la casa, librerie, giocattoli). Significative le aperture anche nei negozi di prossimità e aree periferiche e nelle vie dello shopping delle grandi città, privilegiate dal 38% di altro retail, dal 33% di abbigliamento-accessori e dal 29% della ristorazione. Invece il trend delle chiusure dovrebbe risultare debole nell’arco dell’anno, pari a circa il 2% di chiusure rispetto al 2023. Le cause sono legate all’eccessiva onerosità delle location, a dirlo il 70% del campione, agli interventi di razionalizzazione della rete distributiva (65%) con una netta crescita rispetto al 27% del 2023. Si registra un aumento di circa 11 punti percentuali per l’eccessiva onerosità della location e 38 punti percentuali per il processo di razionalizzazione della rete. Diminuiscono invece le percentuali di società che indicano come principali ragioni le scadenze dei contratti dell’immobile commerciale (9%) o con il franchisee (4%).

Le strategie delle insegne

Le nuove aperture spazieranno dai classici negozi di prossimità nelle vie dello shopping a quelle nei centri commerciali, outlet e nel travel, indicati come i canali prioritari di sviluppo. Proprio nel segmento viaggi quest’anno Lagardére Travel Retail prevede di aprire 14 locali in aeroporti, stazioni e autostrade. Quattro saranno dedicati alla ristorazione e il resto al retail e duty free. «Il traffico passeggeri è in crescita soprattutto a Fiumicino e negli scali del Sud - spiega Alberto Niero, ad di Lagardére Travel Retail Italia -. Il prossimo anno parteciperemo alle gare dei nostri partner, soprattutto aeroporti, con l’obiettivo di almeno otto aperture».

La ristorazione è un settore in costante crescita come anticipa Cristian Biasoni, ceo di Chef Express. «Il 2024 ci vede segnare importanti risultati in termini di aperture, consolidando la nostra leadership come azienda di ristorazione multicanale in Italia. Nel primo semestre Chef Express ha fatto crescere importanti brand nei canali di viaggi, un esempio su tutti, abbiamo portato un marchio come Alice Pizza per la prima volta in autostrada. Negli aeroporti, nelle stazioni e nelle aree di servizio autostradali abbiamo aperto complessivamente 20 punti vendita - sottolinea Biasoni -. La seconda metà dell’anno vedrà un’importante apertura: arriviamo per la prima volta all’aeroporto di Napoli, importante scalo in termini di volumi di traffico, con uno store Lavazza ispirato ai Flagship Store Lavazza di Londra e Milano, che occuperà 25 addetti». Piani di sviluppo anche per gli altri brand in portafoglio. «Ad oggi siamo primo franchisee in Italia di McDonald’s e continueremo con nuove aperture - continua il Ceo di Chef Express - anche con il franchisee in esclusiva per l’Italia di Pret a Manger. Si tratta di brand che soddisfano trasversalmente i gusti di un target molto ampio. In quest’ottica, continua la crescita di Wagamama, con nuove attese aperture nelle città per soddisfare anche le esigenze dei clienti che cercano la cucina asian fusion. L’anno sarà ricco di aperture anche per Roahouse, se si considerano anche Calavera, Billy Tacos e Ric Chicken House arriveremo a 35 nuovi locali».

In altri casi si interviene sulla rete commerciale per adattare il format dei punti vendita all’evoluzione della clientela. È quanto fa Mondadori retail che punta sia allo sviluppo nei centri commerciali che nelle città guardando a quelle località senza librerie. «Razionalizziamo anche le superfici per mettere al centro del core business i libri con l’offerta complementare di articoli di cartoleria e gadget - dice Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori retail -. Soprattutto seguiamo l’evoluzione delle nuove generazioni come la Z e ad avvicinare i giovanissimi della generazione Alfa. Come location per lo sviluppo oltre ai centri commerciali e centri città guardiamo anche a librerie di quartiere e prossimità per arrivare anche nei piccoli centri cittadini dove spesso non ci sono librerie».

Nuovi ingressi

A margine del Retail Summit si è tenuto il consiglio direttivo Confimprese che ha approvato per il trimestre l’ingresso di 5 nuovi associati: Avs Retail Consulting, master franchisee che sviluppa negozi per Milano Cosmetics (benessere), Swixim International (immobiliare) e Dream Bonuts (bar e coffee shop). Nell’entertainment è entrato Notorius Cinemas. Nella ristorazione ecco Tramezzino.it. Si aggiunge un altro master franchisee, T. Holding, che sviluppa punti vendita per Vodafone, Iren, Lowengrube e Kfc. Annunciata anche la partnership con il Salone Franchising Milano che si terrà dal 26 al 28 settembre, in cui Confimprese avrà uno stand istituzionale. Confermato l’avvio in novembre della 2° edizione dell’Its Confimprese per formare assistant store manager nel retail e nella ristorazione dove mancano oltre 4mila figure professionali. Gli associati aderenti sono Autogrill, Eataly, Librerie Feltrinelli, Lagardère, EG Italia, Toys Center, Prènatal, Unieuro, Wind 3 e Duca’s.

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